3 giugno – Luna Nuova in Gemelli: prepariamoci alle Eclissi!, di Roberta Turci

Lunedì 3 giugno, alle 12.02, inizia un nuovo ciclo lunare, nel segno dei Gemelli, e precisamente a 12°33′ del segno governato da Mercurio, il folletto dello zodiaco, curioso e leggero, ma capace anche di avventurarsi nelle zone più oscure. Si tratta di un cambio di energia non da poco, in un clima generale pesante e implacabile. La risonanza Schumann è ai massimi storici, l’energia del pianeta si sta alzando rapidamente, e molti di noi faticano ad adeguarsi. Tante persone avvertono disagi nel corpo, e le emozioni represse chiedono di essere ascoltate.

Questo è il tempo dei nodi che vengono al pettine, delle verità che non possono più essere tenute nascoste, dei baluardi da conquistare per affermare una nuova libertà. Il Novilunio segna l’inizio di una fase, in cui arriveranno tante informazioni, e cercheremo risposte, sentendoci confusi e smarriti, ma è anche l’inizio del mese che conduce alla stagione  delle Eclissi, il momento più potente dell’anno. Il 1° giugno, Marte era a 10° del Cancro, esattamente dove si troverà la Luna il 2 luglio, quando ci sarà la prima Eclissi, quella solare, con la Luna Nuova in Cancro. Questo significa che le Eclissi sono già state attivate, e il cambio di energia è già qui! Ripensa a cosa è accaduto tra il 2009 e il 2011, quando le Eclissi si sono verificate sullo stesso asse…

Non c’è da stupirsi che questo nuovo che avanza ci destabilizzi. Cerchiamo risposte e soluzioni, quasi bulimici di informazioni, correndo il rischio di essere dispersivi e inconcludenti. Dovremmo invece stare più centrati e focalizzati sui nostri obiettivi, ma per farlo dobbiamo essere onesti con noi stessi.

Vogliamo la magia, chiediamo a qualcuno di spezzare l’incantesimo che ci ha tenuti prigionieri finora, ignorando che nessuno può fare magie per noi. Ripetiamo “speriamo che passi”, o chiediamo agli “esperti” quando passerà, ma la verità è che non passerà se non saremo noi a trasformare la nostra energia.

La Magia è l’arte di operare il cambiamento in conformità con la volontà”, diceva Aleister Crowley. Ma per fare una magia bisogna sapere molto bene cosa si vuole ottenere. E a volte preferiamo non saperlo, e ci uniformiamo a una volontà che non è nostra, ma è semplicemente in accordo con quello che “gli altri” si aspettano da noi.

La volontà che consente la magia è invece quella dell’anima. E nulla ha a che fare con le acrobazie della mente.

Ecco che allora, un Novilunio con i luminari opposti a Giove e quadrati a Nettuno (con Giove e Nettuno che sono in quadratura da mesi e lo saranno ancora a lungo), può rappresentare un momento di grande caos, ma anche di grande connessione. Dipende tutto dalla frequenza a cui si vibra. Nella mente c’è il caos, mentre l’anima conosce la direzione.

Hermes, ovvero Mercurio, signore di questa Luna, sa essere leggero: con i suoi sandali alati può muoversi velocemente, distrattamente. Ma può anche scendere nel regno di Ade, nel mondo invisibile, l’underworld, e accompagnare i vivi nel regno dei morti, per poi riportarli su. E lì, soltanto lì, ognuno di noi può incontrare la missione della sua anima.

Tutti i cambiamenti e tutte le separazioni che viviamo nelle nostre vite, sono piccole morti. Ogni volta che dobbiamo fare una scelta, prendere una decisione, o subiamo scelte e decisioni altrui, siamo chiamati a scendere nell’Ade per poi risalire. La morte in vita è trasformazione, ed è di trasformazione in trasformazione che possiamo raggiungere l’obiettivo che la nostra anima si è posta. Se ci ostiniamo a evitare la discesa nell’Ade, restando aggrappati a un sistema di valori che non abbiamo scelto, non incontreremo mai la nostra anima! Non staremo mai in silenzio ad ascoltarla. E lasceremo che sia la mente a guidarci, verso obiettivi che non sono veramente nostri.

Osserva dove si trovano i 12°33′ dei Gemelli nel tuo tema natale. Magari questo tutorial che ho preparato per te può esserti utile. Osserva la casa in cui cadono, ed eventuali aspetti con pianeti o punti del tema. Metti un intento nel settore della vita sollecitato dalla lunazione. Ma mettilo in accordo con l’anima, non seguendo le circonvoluzioni della mente! Fai silenzio dentro di te. Lascia fuori il chiacchiericcio del mondo. Accogli le emozioni che ti scuotono, ma cerca di restare immobile mentre ti attraversano: solo così, in una saggia immobilità, nell’intensità del tuo silenzio interiore, vedrai chiaramente quello che la tua anima vuole per te.

Non è poi così difficile comprendere se la strada è quella giusta, o se stai seguendo la mappa disegnata da qualcun altro:

  1. ascolta il corpo: lui non mente mai. I tuoi disturbi, i disagi, gli incidenti, le ferite, arrivano a dirti qualcosa. Non raccontarti, per esempio, che ti è venuto il raffreddore perché hai preso freddo. Il raffreddore ti è venuto perché c’è qualcosa che vorresti evitare nei giorni a venire. E se ti fai male cadendo, è perché hai bisogno di fermarti. Impara ad amare il tuo corpo, a rispettarne i ritmi. Non cadere nella trappola dell’iperattività per soddisfare le aspettative altrui!
  2. osserva gli eventi che si ripetono: hanno sempre un messaggio per te. Impara a leggere i segnali. Il caso non esiste, e tutto quello che accade, accade per indicarti   la strada.

Sta a noi decidere, se accogliere o resistere. Viviamo un tempo straordinario, in cui tutto è accelerato. Possiamo diventare co-creatori della nostra realtà, se impariamo ad ascoltarci, con onestà e con costanza, facendo silenzio intorno e dentro di noi. Ricordiamoci sempre che possiamo scegliere su quale frequenza sintonizzarci, e non dobbiamo farlo solo per noi stessi, ma per il pianeta e per l’umanità intera!

Questa Luna è una grande occasione: non sprechiamola!

Con amore,

Roberta

5 maggio 2019: un NOVILUNIO IN TORO per me molto importante…, di Roberta Turci

 

Ogni giorno sarai tentato di reagire nello stesso vecchio modo di sempre. Chiediti allora se vuoi essere un prigioniero del tuo passato o il pioniere del tuo futuro. (Deepak Chopra)

Sono momenti pesanti. Lo sono per tutti. Domani, domenica 5 maggio, precisamente alle 00:45, ci sarà il Novilunio in Toro, a 14°10′ del segno. Come sempre, suggerisco di guardare in quale casa si forma. Sul mio canale YouTube c’è un video in cui provo a spiegare come si fa e quale interpretazione dare. https://www.youtube.com/watch?v=9mwILqS5D20

Nel mio tema natale, si forma in VII casa, il settore delle relazioni. In questo momento, ho anche Chirone congiunto a Chirone natale, in Ariete. E Nettuno, governatore dei Pesci, perfettamente congiunto con il Nodo Nord, in Pesci. E, se non bastasse, Urano, in Toro, è ormai congiunto al mio Saturno radix. Per fortuna (o sincronicità?), Plutone, il mio pianeta, in quanto governatore dello Scorpione (segno in cui ho Sole e Ascendente, oltre che Mercurio e Venere), fa un sestile esatto con Sole e Mercurio, e mi sostiene.

E quindi?, voi direte. Noi vogliamo che l’astrologa interpreti i nostri transiti, non che ci racconti i suoi! Comprensibile. 🙂

Tuttavia, trovo che i miei personali transiti del momento siano incredibilmente sincronizzati con la chiamata che l’Universo sta manifestando per tutti noi. A cominciare da Urano che si trova a 1° dal mio Saturno radix, in VI casa, in Toro, e che stazionerà da quelle parti fino a marzo 2020. Nel mio tema, Saturno oppone Venere e quadra Marte: li tiene in ostaggio da sempre, mettendomi limiti nel corpo, nell’azione e nell’espressione delle emozioni. Tutta la Terra del mio tema è racchiusa nel governatore del Capricorno, il Signore del Karma, che staziona nella casa co-significante della Vergine, nel terzo segno di Terra, il Toro, appunto. Potrei aggiungere che mio padre è del segno della Vergine, e i tre uomini che mi hanno “rasa al suolo” sono uno del Toro e due del Capricorno. A conferma che per me è la Terra l’elemento da integrare. D’altronde io sono Acqua, e l’acqua nutre la Terra, mentre la Terra argina l’acqua, la guida, la contiene. Guai se Saturno non fosse stato lì a mettere tutti i paletti, e a trattenermi in una sorta di zona franca, dove spesso mi sono sentita prigioniera, ma anche protetta. La mente, l’ego, la coscienza non l’hanno amato, ma la mia anima ha sempre saputo di avere bisogno di lui, guardiano della soglia, eppure stimolo e sfida. Saturno è questo, e lo sappiamo bene. Dal dicembre 2017, si trova a casa sua, nel Capricorno, ed è più inflessibile che mai: ci sta facendo vedere tutti i danni dell’eccessiva rigidità, i limiti dei limiti che impone, sta esasperando le regole date da un sistema ormai obsoleto e disfunzionale, mostrando nel contempo l’importanza dell’autodisciplina e dell’ordine interiore. Saturno è il simbolo degli stereotipi e dei modelli a cui per secoli ci siamo uniformati per il bisogno di essere accettati e di appartenere a un gruppo.

E adesso Urano, il ribelle, colui che rompe tutti gli schemi, è sul mio Saturno! Ho deciso di immaginarlo come un “liberi tutti!“. Ho deciso che è arrivato a buttare giù i paletti, a dirmi: “ok, tu sei questa. Se a loro non piace, è un problema loro.” E finalmente, Marte e Venere potranno esprimersi liberamente. A una condizione, però. Che si muovano nella direzione scelta dalla mia anima. Per questo, non poteva accadere prima. Non avrei saputo distinguere e ascoltare la voce più autentica che parla dentro di me. Avrei rischiato di deragliare.

Non a caso, ovviamente, sto vivendo anche il ritorno di Chirone, il cui effetto si farà sentire fino a febbraio 2020. Chirone è in Ariete, il primo segno dello zodiaco, quello associato all’identità. Con Chirone in Ariete nel tema natale, la convinzione limitante che serpeggia sotto la superficie è: “Non sono degna di vivere. Non conto niente. Cosa ci faccio io qui?” Quando, intorno ai 50 anni, Chirone torna lì, dove era alla nascita, torna per dire: “Spero per te che tu ora abbia capito cosa sei venuta a fare. Si è sempre degni di vivere. Si ha sempre uno scopo importante nella vita. E se non lo trovi, la vita te lo fa capire, con le buone o con le cattive.” Insomma, conviene capire. Conviene darsi valore, conviene ascoltarsi, accogliersi, amarsi.

E poi c’è Nettuno, che proprio ora, si congiunge con il Nodo Nord in Pesci, il punto che rappresenta la destinazione dell’anima. Oddio, son fin inquietanti tutti questi transiti insieme! Potrebbero persino rappresentare il ritorno a casa! Ma se anche fosse, uno Scorpione non si spaventa. Soprattutto uno Scorpione che ha imparato da tempo a scendere negli Inferi, nel regno del suo amico Plutone, e a ritornare su, più e più volte. Nettuno congiunto con il Nodo Nord è uno sblocco destinico, un risveglio totale, irreversibile.

Ora so chi sono, e soprattutto non ho più intenzione di nascondermi o mimetizzarmi per la paura di essere inopportuna. Certo che per qualcuno lo sono! E lo sarò sempre! Si è sempre inopportuni quando non si vive in modo standardizzato, non ci si rinchiude dentro un ruolo o dietro una maschera, quando non si ha paura di essere se stessi, e si è capaci di “sentire” gli altri e stanare le loro dinamiche difensive. Ma arrivare fin qui ha richiesto tanta sofferenza, tanta forza, tanto coraggio. E non sarebbe giusto nei miei confronti fare finta di non esserci arrivata mai.

E poi non ho finito con i paletti da buttar giù. Marte e Venere non si accorgeranno subito di essere liberi. Gli schemi inconsci sono difficili da scardinare. Devi rimanere centrata, non puoi perdere di vista la strada. Questo è per tutti il momento dei nodi che vengono al pettine, il tempo delle ferite lacerate, che sanguinano e si infettano, se non sei attenta, del dolore che urla e spiazza finché non te ne prendi cura. E non puoi farlo con noncuranza, devi proprio essere presente con tutta te stessa. Devi sentirlo in ogni cellula che te lo meriti anche tu, quell’Amore di cui parli sempre e che sembra non esserci mai. Ma c’è. E lo sai, perciò non ti arrendi. E non lo confondi con tutti quei surrogati insipidi che tengono in piedi le masse.

Con tutta la fatica che hai fatto a salire sulla vetta della montagna, non puoi tornare indietro adesso. Non è presunzione, è consapevolezza, è rispetto e amore di sé.

Non è facile, no. E il mio corpo (Saturno in VI!) si sta esprimendo ancora. Le ginocchia non mi reggono, sono doloranti. Camminare a lungo da soli può diventare intollerabile. E soffro, perché se c’è una terapia infallibile è camminare in mezzo alla Natura, cosa che adoro, e che in questo momento non posso fare a causa dei dolori alle gambe. Madre Terra ha in sé tutta la forza che ci serve, e tutte le risposte. Per questo, dobbiamo amarla e rispettarla. I miei piedi non aderiscono bene alla terra, quasi come non li avessi. Le radici mancano, spetta a me generarle a partire dal cuore, che ogni tanto perde colpi, perché non sono immune dalla paura, ma il coraggio è sempre più veloce nel correre in mio aiuto.

Sono i miei transiti, ma sono quelli di tutti. L’Universo ha tanti simboli a disposizione per dire le stese cose. Cambiano le situazioni concrete, le manifestazioni sul piano materiale. Sono diverse le sfumature, a volte sono più forti e violenti i colori, ma il quadro nell’insieme è uguale per tutti: è tempo di ribellarsi! Rabbia e ribellione sono due facce della stessa medaglia. Possiamo scegliere la rabbia sterile e dannosa che aggredisce senza consapevolezza e divora da dentro, oppure la ribellione, il ritorno alla bellezza che c’è in noi, senza paura di essere scomodi e di restare soli.

La Luna Nuova segna un inizio. E la prossima lunazione sarà il Plenilunio in Scorpione. Ne parleremo. Emozioni, intuizione e immaginazione. Libertà e indipendenza. Potere personale. Assertività. Liberi tutti, sì. Tutti quelli che hanno il coraggio di scegliere la libertà di essere ciò che sono!

Buon nuovo inizio: siate pionieri e non prigionieri!

Con amore,

Roberta

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: TEMA NATALE E STORIA FAMILIARE (seconda parte), di Roberta Turci

In questa seconda parte della conferenza, propongo un esempio di analisi astrologica trans-generazionale: la famiglia reale britannica. Trovate il video sul mio canale YouTube:

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: LA FAMIGLIA REALE BRITANNICA (seconda parte), di Roberta Turci               

Come abbiamo visto nella prima parte (trovate il video qui), l’anima sceglie la famiglia in cui incarnarsi in base alle esperienze che ha bisogno di fare per compiere il proprio cammino evolutivo. Pertanto, l’eredità karmica familiare deve fornire all’individuo un terreno fertile per il suo processo di apprendimento.

Il karma ancestrale, che può essere ereditato attraverso i geni o attraverso l’atmosfera emozionale e intellettuale che si respira in famiglia, si combina con il karma individuale, secondo un disegno perfettamente orchestrato dall’Universo.

Con il pretesto di cercare gli indizi astrologici della catena karmica che ha attraversato le ultime cinque generazioni della famiglia reale britannica, si evidenzia l’utilità dell’interpretazione karmica di un tema natale per individuare comportamenti, ruoli interni inconsci, segreti e tabù, trasmessi di generazione in generazione senza che l’individuo ne abbia conoscenza né coscienza.

La psicogenealogia nacque con l’obiettivo di aiutare la persona a comprendere la trama della propria vita, portando alla coscienza, mediante la verbalizzazione e la contestualizzazione  personale, familiare e storica, la ripetizione di compiti incompiuti e le lealtà familiari e di gruppo invisibili e inconsce. Tuttavia, in molti casi non è possibile ricostruire la storia familiare: si pensi soltanto ai casi di bambini abbandonati, orfani sopravvissuti a catastrofi o genocidi, immigrati ed emigrati.

Con l’interpretazione dei simboli astrologici presenti nel tema natale, è possibile portare alla luce dinamiche e tematiche che costituiscono l’eredità familiare karmica, anche quando non si conoscono i fatti. Inoltre, si offre a chi non crede nella teoria della reincarnazione, una diversa chiave di lettura degli avvenimenti e dei disagi della sua vita. Consapevolezza e libero arbitrio faranno poi la loro parte, fornendo l’opportunità di spezzare la catena e cambiare gli schemi.

Analizzando i temi natali di Edoardo VIII, della regina Elisabetta, di Carlo d’Inghilterra, di suo figlio William, e del piccolo George, si possono cogliere legami invisibili trans-generazionali, che evidenziano tra l’altro il ruolo emblematico delle donne entrate a vario titolo a far parte della famiglia reale, cambiando il corso della storia: da Wallis Simpson a Lady Diana, fino a Kate Middleton, madre della generazione del XXI secolo, quella che verosimilmente ha il compito di trasformare il karma dei reali britannici.

Mi rendo conto che i video sono lunghi e densi, ma la conferenza è stata preparata per la presentazione al CIDA, quindi è rivolta a studenti ed esperti di astrologia. Se avete dubbi o curiosità, potete scrivermi al mio indirizzo mali: [email protected].

Se, come me, siete appassionati della storia della Royal Family, potete trovare sul blog l’astronellamanica, altri due articoli, uno riguardante Lady Diana, che ho scritto in occasione del ventennale della sua morte, l’altro dedicato al matrimonio di Harry e Meghan, con un’analisi in chiave evolutiva del loro incontro.

Ecco i link:

https://lastronellamanica.com/2017/08/30/lady-diana-leredita-karmica-della-regina-di-cuori-di-roberta-turci/

Harry&Meghan: l’intento evolutivo della coppia, di Roberta Turci

See you soon 😉

Roberta

 

6 marzo 2019: Urano in Toro e Novilunio in Pesci, di Roberta Turci

Urano è l’archetipo correlato all’individuazione, alla liberazione e al decondizionamento. Fondamentalmente, Urano rappresenta il decondizionamento da Saturno, che è il suo archetipo antitetico. Saturno rappresenta tutti gli schemi condizionanti della nostra vita derivanti dalla società, dalla famiglia, dalle aspettative delle persone che fanno parte della nostra vita, e anche i condizionamenti che derivano dalle nostre vite “precedenti”. Possiamo pensare la nostra vita come un lungo viaggio da Saturno a Urano.

Un transito di Urano, in funzione della casa che attraversa o dei pianeti con cui fa aspetti, è l’opportunità di liberarsi dalle condizioni che hanno definito la nostra identità fino a quel momento, per poi avviare il processo di individuazione. 

La casa in cui si trova Urano nel tema natale e gli aspetti che forma con altri pianeti danno già una forte indicazione della predisposizione del soggetto a rompere i condizionamenti rappresentati da Saturno. Inoltre, avere Saturno retrogrado nel tema natale rappresenta una forte propensione ad attivare l’archetipo uraniano. 

Purtroppo la maggior parte delle persone (70-75%) resiste all’impulso decondizionante di Urano, poiché il processo di individuazione inevitabilmente comporta una fase di insicurezza sociale.

Ma se vogliamo procedere verso il futuro dobbiamo liberarci del passato, o meglio di quella parte del nostro passato che inibisce o blocca la piena realizzazione del nostro futuro.

Urano rientrerà stabilmente nel segno del Toro il 6 marzo 2019 alle 9:28, per rimanerci fino al 7 luglio 2025. A causa della retrogradazione, rientrerà ancora in Toro dal 9 novembre 2025 al 26 aprile 2026.

Questo transito di Urano riguarda tutti (ma in particolare i segni fissi: Toro, Scorpione, Acquario e Leone): ha il compito di rompere gli schemi che ci hanno trattenuto finora. Non esistono transiti positivi o negativi! I transiti, soprattutto quelli dei pianeti generazionali come Urano, hanno la funzione di risvegliarci, di darci l’opportunità di cambiare quello che ancora non abbiamo modificato, per avvicinarci sempre più alla destinazione (il destino!) scelta dalla nostra anima. Osserva quale zona del tuo tema natale è interessata dal transito, e se Urano fa aspetti con i tuoi pianeti radix. Considera che il transito può essere sentito da 5° prima fino a 5° dopo la congiunzione esatta. Per esempio, io ho Saturno radix a 4° del Toro, e da qualche giorno mi si sono ripresentate problematiche di salute che credevo di avere risolto. Saturno (retrogrado) nel mio tema, in VI casa, è collegato proprio alla disciplina (abitudini alimentari, ritmi di vita) e alla cura del corpo. Inoltre il mio Saturno quadra Marte e oppone Venere. Mi aspetto che il passaggio di Urano (nei prossimi mesi accompagnato dal ritorno di Chirone) mi costringa a cambiamenti radicali sia nell’ambito della salute sia nell’ambito del lavoro, per poi spostarsi nel settore delle relazioni. La scelta è sempre nostra: agevolare il cambio di energia, o fare resistenza. Se scegliamo quest’ultima opzione, il rischio è che i cambiamenti arrivino dall’esterno, e debbano essere subiti, anche quando non sono esattamente nella direzione che avremmo voluto.

Come scrissi in occasione del primo ingresso di Urano in Toro, il 15 maggio 2018, sul blog lastronellamanica, l’affermazione “Urano è in Toro” può essere considerata un ossimoro, ovvero una apparente contraddizione: Urano è l’archetipo del cambiamento (improvviso!), della rivoluzione, della ribellione, e il Toro è il segno più lento e statico dello Zodiaco, che cerca la stabilità più che l’emozione bruciante. Eppure i due, apparentemente opposti inconciliabili, dovranno convivere, e l’equilibrio potrebbe essere raggiunto rivedendo e trasformando il concetto di “sicurezza”.

Complice il percorso di formazione che sto facendo con Selene Calloni Williams, caposcuola in Italia del Counseling Immaginale (se non la conoscete, vi suggerisco di dare un’occhiata al suo sito e ai video che pubblica su YouTube), mi è venuto di associare al transito di Urano in Toro, il mito del Minotauro, ucciso da Teseo con la complicità di Arianna. Urano in Toro potrebbe essere la rappresentazione, in chiave simbolica, di un finale diverso, ovvero della liberazione del Minotauro da parte della sorella Arianna, che accetta il suo lato selvaggio e non si lascia conquistare dalle promesse di Teseo, falso eroe, ostaggio dell’idea di potere che impregna la nostra società.

La storia narra che Minosse aveva chiesto in dono a Poseidone un meraviglioso e possente toro bianco, che il dio gli concesse a condizione che in seguito gli venisse sacrificato. Ma il re non ubbidì, scatenando le ire della divinità del mare, che fece così innamorare la moglie di Minosse del toro, e dalla loro unione nacque il Minotauro, mostro antropomorfo con la testa di toro. Minosse, che rappresenta l’archetipo dell’uomo che cerca il dominio sulle leggi della natura e che vuole imprigionare l’anima selvaggia che sfugge al controllo della ragione, fece rinchiudere il Minotauro nel famoso labirinto costruito da Dedalo. Il “mostro” però chiedeva periodicamente sacrifici umani, ed ecco allora arrivare a Creta il “prode” Teseo, di cui Arianna, la figlia dei regnanti, si innamorò al punto che lo aiutò a catturare e uccidere quello che, tecnicamente, era suo fratello. Nel mito, a livello simbolico, fratello e sorella rappresentano due facce della stessa medaglia: Arianna è l’archetipo del femminile che è stato separato dal proprio istinto e si innamora di un falso eroe, mentre il Minotauro è l’anima selvaggia. Teseo, dopo aver ucciso il  Minotauro ed essere riuscito a uscire dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, durante il viaggio di ritorno ad Atene, la abbandonò spietatamente sull’isola di Nasso, dove lei si sarebbe uccisa in preda alla disperazione (la discesa nel regno di Ade!) se Dioniso, archetipo degli opposti inconciliabili, non l’avesse salvata e fatta sua sposa. Ma cosa sarebbe successo se Arianna non avesse aiutato Teseo? Se avesse accettato il suo lato selvaggio (Minotauro) e avesse conciliato gli opposti in sé, bastando a se stessa?

Arianna rappresenta la ferita dell’abbandono. Infatti l’espressione “piantare in asso” deriva proprio dal mito, nel quale appunto la principessa viene abbandonata in Nasso dal falso eroe.

A livello archetipico, Urano in Toro ci invita a liberare il Minotauro, ci incoraggia cioè ad ascoltare il nostro lato selvaggio, l’istinto naturale, ad alimentare e coltivare le nostre risorse in modo libero e indipendente, a ridefinire il sistema di valori in base alla nostra verità personale, a trovare la sicurezza in noi stessi, e non nelle strutture consolidate e negli schemi nei quali ci siamo incastrati per essere accettati, accuditi, protetti. Il concetto di potere (complici i transiti di Saturno e Plutone in Capricorno) dovrà essere ridefinito.

A livello collettivo, assisteremo a eventi improvvisi e vedremo cambiamenti rapidi e radicali in molti settori: sono possibili terremoti ed eruzioni, ma anche innovazioni tecnologiche che permetteranno di salvaguardare il nostro pianeta. Crescerà l’interesse per l’agricoltura biologica e si svilupperà una cultura dell’alimentazione più consapevole. Notevoli saranno i progressi tecnologici, tuttavia non sempre favorevoli al benessere dell’uomo. Spetterà a noi proteggerci da un’eccessiva digitalizzazione e dalle radiazioni elettromagnetiche emesse dai vari dispositivi sempre più sofisticati. Ci saranno molti cambiamenti anche nel settore dell’economia e della finanza.

Inoltre, con l’innalzamento della frequenza del pianeta, molte persone cambieranno abitudini di vita in modo da tutelare maggiormente il proprio corpo e la propria mente, e innalzare così la loro stessa frequenza. Si diffonderanno sempre più le cosiddette medicine non convenzionali, proprio perché crescerà la comprensione che tutto è energia e non può esserci guarigione nel corpo (visibile) se non avviene prima la guarigione dell’anima (invisibile). Tra l’altro, con Chirone in Ariete, come ho scritto anche qui, diventeremo sempre più autonomi e indipendenti nella gestione della nostra salute.

Qualche ora dopo l’ingresso di Urano in Toro, e precisamente alle 17:04, avremo il Novilunio a 15°47′ dei Pesci. 

Ogni Luna Nuova rappresenta un inizio. Guarda, come sempre, dove si trovano i 15° del segno dei Pesci nel tuo tema natale (se hai bisogno di aiuto, guarda questo tutorial che ho preparato per te) quello è il settore in cui potrai vedere cambiamenti. Meglio ancora, se sei consapevole e centrato, e sai davvero quello che desideri, metti un nuovo intento in quel settore della tua vita, impregnandolo dell’emozione della gratitudine, come se tutto si fosse già realizzato. Entro pochi mesi vedrai manifestarsi ciò che desideri.

I luminari sono congiunti a Nettuno, governatore dei Pesci, e ricevono la quadratura di Giove, antico governatore dello stesso segno. Mercurio è retrogrado a 29° dei Pesci e fa una congiunzione (seppur in segni diversi) con Chirone, che si trova a 0° dell’Ariete. Questo Novilunio ci incoraggia quindi a credere nel nostro intuito, a lavorare a livello energetico, piuttosto che affidarci ad autorità esterne o a cercare di forzare gli eventi. Saturno in sestile a Nettuno e ai luminari ci aiuta a rendere più concreta l’energia mutevole che caratterizza questa lunazione, e incoraggia la manifestazione di tutto quello che desideriamo portare nelle nostre vite.

Attenzione però ai facili entusiasmi, agli equivoci, alla confusione (il lato ombra dei Pesci). Dobbiamo rimanere centrati sul nostro percorso di crescita, lavorando “nell’invisibile” per non perdere mai la connessione con l’anima. Dobbiamo cercare di essere sempre onesti con noi stessi, e riconoscere le nostre debolezze. Il segno dei Pesci è legato alla interconnessione tra le anime, e tra l’Uomo e la Natura. Ancora una volta, il cielo ci ricorda che non siamo qui per soddisfare desideri egoici, ma per evolvere in accordo con le scelte della nostra Anima. Solo così possiamo lavorare per l’intero pianeta, poiché innalzando la nostra frequenza contribuiamo all’innalzamento della frequenza globale.

Che sia un buon inizio per tutti noi!

Roberta

Memorie, di Roberta Turci

Per molti anni, credo dopo aver visto il film Olocausto al Cineforum (era il 1979), ho rimosso i contenuti e gli avvenimenti legati alla Shoah. A scuola ero brava, ma odiavo la storia, e per fortuna “quella” era troppo recente perché i programmi scolastici mi costringessero a studiarla bene. E comunque, quello che mi hanno fatto studiare, è come scivolato via. Qualche anno fa, per un po’ di tempo, ho persino preso in considerazione la teoria dei negazionisti.

Non poteva essere successo davvero. Provavo – e provo ancora – un male fisico ogni volta che mi soffermavo a pensarci.

Qualche volta, riferendomi a vicissitudini dolorose della mia vita attuale, scherzando ho pensato a voce alta di essere una reincarnazione di Hitler, tornata a pagare il conto.

Quando, un paio di anni fa, mi sono sottoposta a sessioni di regressione evocativa, o ipnosi regressiva alle vite passate, ho “scoperto” di non essere stata Hitler, ma un suo stretto collaboratore.

Faccio una doverosa premessa sulla cosiddetta ipnosi regressiva. Quando si vive un’esperienza di quel tipo, fondamentalmente viene indotta una condizione di rilassamento profondo che corrisponde a una sorta di “disattivazione” dell’emisfero sinistro (quello logico-razionale), e progressivamente si ottiene un’attivazione dell’emisfero destro, quello creativo-intuitivo. L’emisfero destro è il canale attraverso il quale l’anima comunica con il corpo e con la mente: ci accompagna in un luogo fuori dal tempo, nell’etere, o Akasha, dove sono conservate le memorie di tutti i tempi. L’emisfero destro comunica per immagini, simboli, archetipi. Pertanto, indipendentemente dalla possibilità di verificare se sul piano materiale, in un punto preciso del Tempo, qui sulla Terra, abbiamo davvero avuto quel nome e quel corpo e abbiamo vissuto in quel luogo, con una regressione evocativa si portano alla memoria cosciente, immagini che sono da sempre presenti nel nostro inconscio. Ma ciò che è nascosto, relegato nel buio del mondo infero, è infinitamente potente. Richiamare quelle immagini toglie loro potere e lo riconsegna nelle mani della personalità che, nel qui e ora, sta svolgendo il compito consegnatole dall’anima.

Poco importa, quindi, avere la prova che le cose siano andate veramente così. Quello che conta è che l’anima ha registrato quell’immagine, e ha in sé quella qualità energetica, ed è perciò necessario riconoscerla e integrarla per toglierle potere. Le immagini che emergono dall’inconscio vanno dunque pacificate, e questo processo non può essere fatto a livello mentale, ma solo energetico.

La mia anima, a qualche livello, ha indossato un abito nazista, ha servito le SS, ed è stata incapace di provare compassione anche per le persone più care; nel momento del distacco dal corpo in quella vita, ha realizzato l’atrocità del sistema a cui si era asservita la personalità. La morte è sopraggiunta in completa solitudine e disperazione, vedendo alfine l’importanza dei sentimenti veri e di prendersi cura dell’altro, del diverso. L’abito che ha lasciato era quello di un colonnello ungherese naturalizzato austriaco al servizio delle SS, un uomo che per sete di potere e denaro, si è fatto schiavo di un sistema che non ha poi esitato ad abbandonarlo, e ha rinunciato ad affetti e umanità.

In questa vita, il primo vestito di carnevale che ho scelto è stato quello tradizionale ungherese. La lingua  tedesca non ha mai avuto un suono duro per le mie orecchie. La mia pronuncia, anche al libello base, era ottima. Mia mamma, quando ero adolescente, diceva che ero una tedesca, dura e fredda. E testarda.

Forse il male fisico che sento quando si parla di Shoah è senso di colpa, è vergogna profonda per aver partecipato a quell’orrore.

In famiglia se ne parlava. Il fratello di mio nonno paterno fu ucciso a Mauthausen. Nascondeva gli ebrei nei sotterranei di quella che oggi è la Libreria Esoterica di via Unione a Milano. Mio nonno faceva l’intagliatore di legno, e preparava i timbri per falsificare i documenti. Mio padre, allora bambino, li portava di nascosto allo zio, che, quando fu arrestato, non rivelò mai la complicità del fratello, già sposato e padre, per proteggerlo. Il suo nome figura nell’elenco dei deportati italiani morti a Mauthausen, nel testo di Vincenzo Pappalettera ‘Tu passerai per il camino’ – (Mursia, 1965). Ricordo quando mio nonno, il mio caro nonno Vittorio, ne parlava. Ha sempre portato un’infinita tristezza nel cuore in memoria del suo amato fratello Placido. Volle essere cremato alla sua morte, come lui lo era stato da vivo.

 

A pensarci bene, credo che siano molte le anime incarnate in questo tempo, che hanno indossato “abiti” nazisti all’epoca della Shoah, o altri “abiti” comunque coinvolti in gesti efferati, in guerre, in azioni violente e ingiuste. Credo che nella storia del mondo ci siano stati e ci siano ancora olocausti e Shoah, forse meno eclatanti ed evidenti, ma non meno tragici. Ciclicamente, le anime si incarnano nel ruolo di vittime e di carnefici, fino a che non imparano la lezione suprema, l’Amore incondizionato. L’Universo ha metodi imperscrutabili per farci evolvere e procedere verso l’Assoluto.

Credo semplicemente che nulla è accaduto (né ACCADE!) ad altri, in un luogo straniero, diverso, inaccessibile alle coscienze. Nulla è tanto lontano, né nel tempo né nello spazio, da non riguardarci.

Credo che la Giornata della Memoria sia, come tutte le celebrazioni, profondamente inutile se non ci chiediamo quale memoria stiamo usando. Quella della mente razionale, o quella dell’anima? Quella legata al tempo lineare, che fa apparire il passato immutabile, o quella fuori dal tempo, eterna eppure mutabile?

Credo che ogni anima debba fare i conti con se stessa, nel proprio mondo infero. Le cause non sono mai fuori. Le cause, che non sono altro che manifestazioni sul piano materiale di un effetto già deciso, perché necessario all’evoluzione, sono dentro. E su quelle abbiamo sempre potere, se lo vogliamo. Possiamo sempre cambiare le cose, anche quando sembra di no.

Se ricordiamo con la mente, domani dimentichiamo.

Se ricordiamo con l’anima, siamo sempre lì, con quello che è stato, è e sarà, e possiamo cambiarlo. Non è un ricordare, è un risvegliare, contattare, abbracciare quello che è stato, inondarlo di compassione e Amore, e pacificarlo. Per sempre.

Solo così, potremo evitare che accada ancora.

Con amore,

Roberta

#sicurezzaemotiva_1: Posso riconoscere il tuo valore solo se ho già riconosciuto il mio, di Roberta Turci

Puoi celebrare un perfetto sconosciuto per ciò che scrive, per le sue performance sportive, per come canta, suona o balla, per l’impero che ha costruito. Ma se a fare qualcosa di buono è qualcuno che conosci bene, e che magari definisci anche amico o amica, non puoi permetterti di riconoscerlo. E non parliamo proprio dei familiari. Ci hai fatto caso?

Esempio: non ti perdi un concerto della Pausini e sai tutte le sue canzoni a memoria, ma la tua compagna di scuola che è diventata una cantante famosa, ti sta antipatica e pensi che di sicuro ha pagato (in vari sensi) per raggiungere il successo (a meno che non ti sia utile in qualche modo. In tal caso le fai un sacco di complimenti, ma di fatto ai suoi concerti non vai e non compri i suoi dischi, né promuovi la sua musica).

L’effetto specchio con le persone che si relazionano con te, è sempre in agguato. ”Posso riconoscere il tuo valore solo se ho già riconosciuto il mio.”

In sostanza: esercizi continui per l’ego, che deve morire.

Ma la ricerca di riconoscimento è insita nella natura umana. È non sentirsi riconosciuti che attiva le ferite, che costringe prima o poi a sostenersi da sé, a diventare grandi, ad andare avanti ascoltando il proprio cuore senza aspettarsi premi e medaglie.

Se è vero che abbiamo bisogno di amore, e non di applausi, a volte un applauso scalda il cuore, sentirsi sostenuti aiuta a procedere più sicuri. Per questo, dovremmo sforzarci di incoraggiare le persone anche quando sarebbe più facile criticarle o tacere.

Per molti, molti anni ho detestato quelli che si autocelebrano, e ancora oggi, il mio ego spesso sussulta. Ma adesso so perché lo fa. E lo smaschero subito: “vorresti dire che sei più brava tu, vero? Che quello/a lì fa un po’ pena, che tu lo faresti meglio…ma ti hanno detto che non si fa, che chi si loda s’imbroda, che le persone davvero intelligenti, tacciono e agiscono in silenzio”. Uff che noia. Allora perché gli altri lo fanno e funziona?

Dare voce al bambino interiore a volte sembra funzionare. Ma alla lunga non funziona più. Molto meglio riderci su, e dire a se stessi: ok, dai, datti da fare, qui c’è ancora lavoro per te!

Tra l’altro, ho scoperto una cosa bellissima! Ogni volta che incoraggio, sostengo, esprimo ammirazione per qualcuno, sento una grande gioia e fa bene anche a me.

Comincia col dare agli altri ciò di cui hai bisogno tu. E vedrai che torna…

Siamo tutti connessi: quando decidi di accorgertene, è evidente!

La sicurezza emotiva si conquista anche così.

È un tema caldo di questi tempi. #sapevatelo #lavoriamocisu #sicurezza #cuore #siamouno

Roberta

Riflessioni di fine anno, di Roberta Turci

Il 2018 è stato per me un altro anno di grande crescita. Intenso, costruttivo, emozionante. Ho spezzato schemi, modificato dinamiche, deposto armi. Ho smesso di combattere contro quello che avvertivo come un freno. Mi sono arresa, l’ho lasciato fare. Ho imparato a stare nella gratitudine, ogni giorno. Prima lo dicevo a parole. Adesso è un’emozione, vera, profonda. È una vibrazione che sento, e mi dà forza a ogni passo. Ho mostrato più spesso il dolore, e molto meno la rabbia. Non ho più paura che gli altri vedano la mia vulnerabilità. Certo, non la offro in pasto a chi non la saprebbe accogliere. So proteggermi.
Ogni tanto ho ancora voglia di prendere qualcuno a sprangate nei denti. È dolore che ancora non va via… E so che ogni ostacolo è un’occasione per superare un altro limite.
Ma sono sicuramente molto più sulla mia strada, molto più simile a me. Faccio cose che amo, incontro sempre più persone che vibrano alla mia frequenza, so accogliere quello che arriva e riconoscerne il valore. Lascio che il mio corpo si esprima e imparo a prendermene cura, ogni giorno un po’ di più. Anche in questo ho ancora molto da fare… Ci sono persone che mi vedono per quella che sono, e persone che forse non ci riusciranno mai. Per questo a volte è immensa la gioia, altre è infinito e profondo il dolore. Ci sono cose che ancora fatico ad accettare, pur comprendendo che sono funzionali alla mia crescita. Ogni tanto sono stanca di crescere, e mi sento come se certe lezioni fossero riservate solo a me, ma ho imparato ad accorgermi in fretta delle vecchie ferite che si attivano a tradimento, e le guardo, le accarezzo, le curo. Non mi fregano più. 😏 Sono sicura che arriveranno nuove sfide, che qualcosa ancora emergerà dall’ombra, che mi sorprenderà. E mi sembrerà che tutto sia stato inutile, e mi sentirò sprecata, sola, spaventata. Ma sono anche sicura che saprò attingere alle risorse che ho finalmente attivato, al mio coraggio, alla mia forza, e saprò trasformare ogni ombra, come sempre. E so anche che la vita saprà sorprendermi con la gioia di miracoli inattesi, come già è accaduto quest’anno… Oggi mi è rimasto lo stesso rimpianto di un anno fa: nemmeno nel 2018 ho visto il mare. Rimedierò presto, questa volta lo farò davvero. Ho comunque navigato nel mio oceano interiore ogni giorno, sono annegata nelle emozioni e riemersa ogni volta, ho costruito zattere con relitti e superato barriere di sassi e corallo. Ho cavalcato onde anomale, gettato salvagenti. Qualche volta, li hanno gettati a me. Ho scrutato l’orizzonte, ammirato albe e tramonti, mi sono lasciata cullare dalle acque, e sono approdata sulla riva. Ma è già tempo di ripartire, infinitamente grata per tutto ciò che è stato, per ciò che è e per ciò che sarà. 🙏

💖robi💖

ASTRO-TUTORIAL per neofiti: come individuare le lunazioni nel proprio Tema Natale

In questo video trovate indicazioni su come leggere la carta natale, individuare i gradi ai quali si verificano eventi astrologici significativi e dare un’interpretazione sulla base della casa o delle case interessate.

AstroTutorial

Spero vi sia utile!

Alla prossima!

Roberta

22 dicembre 2018: Luna Piena in Cancro, la quiete prima della tempesta

L’ultimo Plenilunio dell’anno illumina le nostre emozioni, avvolgendole di tenerezza e calore, con la complicità dell’atmosfera natalizia: è la quiete prima della tempesta.
Subito dopo il Solstizio d’Inverno, con il Sole appena entrato nel segno del Capricorno, la Luna, a 00°49′ del Cancro, si fa piena il 22 dicembre alle 18:49 nella propria dimora.
C’è una gran voglia di casa, di famiglia, di sentirsi avvolti e protetti, al sicuro. Il nostro bambino interiore reclama il suo nido, il nutrimento, il senso di appartenenza.
L’asse sollecitato è lo stesso dei Nodi Lunari, quello che sarà fortemente interessato dalle Eclissi del 2019, la prima delle quali sarà il 6 gennaio, in concomitanza con il primo Novilunio del nuovo anno, proprio nel giorno in cui Urano riprende il moto diretto… e sarà tempesta!
Questa quiete ovattata del Plenilunio pre-natalizio è dunque solo apparente.
Il bambino che siamo stati, con tutte le sue ferite, i suoi vuoti, le sue paure, si trova di fronte all’adulto che siamo diventati, e chiede spiegazioni: “Perché ti prendi cura degli altri e non di me? Perché ti preoccupi di cosa pensano di te, e non di far vibrare il tuo cuore?
Diamo agli altri quello di cui noi stessi abbiamo bisogno. Questa è la verità.
Prendersi cura di tutti, rendersi indispensabili, essere sempre disponibili è una forma di potere, una sottile strategia di manipolazione per non restare soli, per avere apprezzamento e riconoscimento. Ma alla lunga non funziona più. Come non funziona cercare di corrispondere a modelli, a schemi, o controllare eventi e persone per sentirsi al sicuro.
Se non siamo veramente in ascolto di ciò che chiede il nostro cuore, prima o poi ci perdiamo.
Se non impariamo dagli avvenimenti spiacevoli e dolorosi, la vita rincara la dose finché non comprendiamo.
Se quello che facciamo per gli altri non viene da un cuore appagato, arriva il momento in cui ci sentiamo consumati, ci ammaliamo, cerchiamo compensazione nel cibo, nel rumore, in ogni genere di evasione pur di non sentire il vuoto. Finché non basta più niente.
Il nostro bambino interiore vuole essere nutrito. Un cuore vuoto non può riversare nulla in altri cuori. 
E allora, ecco che questa quiete può diventare il silenzio dal quale si fanno sentire le lacrime mai piante o nascoste. Ecco che all’improvviso guardi in faccia le tue ferite e decidi di non essere più vittima di quel dolore mai veramente accolto e trasformato.
All’improvviso, ti accorgi che puoi cambiare. Modo, comportamento, strada, vita.
Ti accorgi che puoi accogliere la tua vulnerabilità, che puoi amare te stesso, il tuo corpo, il tuo presente, puoi onorare la tua vita, celebrarla in ogni piccolo gesto, rispettandoti.
Si dice che a Natale siano tutti più buoni. In realtà sono tante le persone che si lamentano di essere troppo buone, ma nessuno lo è. 
Se quello che fai, lo fai col cuore, non penserai mai di essere troppo buono. Il cuore di chi ama se stesso non mendica nessun genere di attenzione o riconoscimento: è già ricco così!
Ma se pensi di essere troppo buono, se ti senti in credito con la vita, è perché il tuo bambino interiore sta gridando. Ascoltalo, abbraccialo, nutrilo. Gioca con lui.
Se non impari ad amarlo, se non impari ad amarti, non avrai mai nulla da dare veramente. E ogni tuo gesto sarà la mano tesa di chi elemosina surrogati d’amore. 
Il tema dell’amore di sé diventa sempre più urgente, cresce di intensità di mese in mese, e richiama la nostra attenzione usando tutta la sua potenza.
Ma cosa significa davvero amare se stessi?
Significa trovare il tempo per fare ciò che ci entusiasma, che non ci fa sentire la stanchezza, che ci fa battere il cuore e brillare gli occhi, significa saper dire di no quando è troppo, assumersi le responsabilità senza calpestare se stessi, rispettare il proprio corpo, riconoscere la propria anima, allontanarsi da chi ci usa, ci ricatta, ci fa sentire in colpa, non ci sostiene e non ci valorizza, significa tenere le distanze dalle lamentele sterili e dalle persone che si appoggiano a noi, delegandoci la loro felicità. Significa scegliere di avere accanto solo chi accende il nostro sguardo, perché ha riconosciuto prima di noi la luce che abbiamo dentro. Significa non avere paura di essere felici.
Accendi in te tutte le luci, e riconosciti il diritto di goderti questo viaggio meraviglioso che è la vita!
Te lo auguro dal cuore, e lo auguro anche a me.
Un abbraccio di Luce
Roberta

23 novembre: Luna Piena in Gemelli, di Roberta Turci

Venerdì mattina, 23 novembre, alle 6:39, la Luna sarà Piena, a 00°52′ del segno dei Gemelli.

Ci sono ben 7 pianeti in segni mobili: Sole, Mercurio e Giove in Sagittario, Luna in Gemelli, Marte, Nettuno e Chirone in Pesci. Tutto cambia velocemente!

Particolarmente interessati da questa Luna coloro che sono nati nei primi giorni di Gemelli, Sagittario, Vergine e Pesci, o che hanno pianeti o angoli del cielo tra 0° e 2° dei segni mobili, ma anche i nati degli ultimi giorni di Toro, Scorpione, Acquario e Leone o con pianeti e angoli del cielo intorno ai 28-29° dei segni fissi,

Mercurio, governatore dei Gemelli, e quindi Signore di questa Luna, è retrogrado in Sagittario: è tempo di contemplazione, di riflessioni, di introspezione. Giove, congiunto a Sole e Mercurio, amplifica sensazioni ed emozioni, e rischia di portar fuori in modo incontrollato quello che non si riesce più a nascondere…

Mercurio è quadrato a Nettuno: è necessario aprire il canale dell’intuizione e dell’immaginazione. La logica e la razionalità non ci sostengono in questo momento di fortissimi cambiamenti. Potremo sentirci confusi, e anche irritabili e intolleranti. Non è ancora il tempo dell’azione.

Tra l’altro, Nettuno torna diretto domenica 25: verranno alla luce segreti, soprattutto per chi ha pianeti o angoli del cielo agli ultimi gradi di Cancro e Capricorno, dove si trovano ora i Nodi Lunari, che formano una croce con Venere e Urano, opposti sull’asse Ariete/Bilancia. Molte persone si troveranno “costrette” a riconoscere parti di sé che avevano rimosso o volutamente ignorato. Emergeranno i conflitti tra appartenenza e libertà. Diventa sempre più difficile rimanere in un “posto” solo per dovere.

Siamo alla ricerca della nostra verità, che è solo nostra, ma proprio per questo è l’unica valida, autentica. C’è qualcosa in noi che viene a galla, che chiede di essere espresso, le emozioni premono per rivelarsi ed esprimersi, ma non sanno ancora dove e come. C’è tensione, ed è bene non scaldarsi troppo. Ma è comunque necessario accogliere quello che arriva e lasciare che trovi la sua strada.

Marte quadra Sole, Luna, Mercurio e Giove: la rabbia preme. Forse è rabbia verso di sé, verso la propria incapacità di mostrarsi, di dichiarare i propri bisogni, di esprimere i propri desideri. Bisogna lasciare che tutto fluisca, nel rispetto di sé e degli altri, sempre. Ma deve fluire, deve uscire, altrimenti sarà il corpo a esprimere tutti i disagi…

Siamo in un momento di cambiamenti epocali, in cui un nuovo paradigma sta facendosi largo. Molte persone sono pronte a lasciare andare completamente un certo tipo di modelli relazionali. Stiamo imparando ad amare noi stessi, a darci valore, a chiedere quello che ci spetta, quello che meritiamo. Possiamo dare voce alla nostalgia, al sentire, alla voglia di vibrare, di cantare, di tremare. Stiamo imparando un nuovo modo di comunicare. Con gli occhi, con il cuore, senza bisogno di troppe parole.

Buon Plenilunio!

Roberta