“Saturno in Capricorno: è tempo di ristrutturare la tua vita!” di Roberta Turci

Saturno è il signore del karma, il dio del Tempo: è un grande maestro, che ci mostra la nostra struttura e i nostri confini. Astrologicamente, cambia segno ogni due anni e mezzo circa, e impiega approssimativamente 29 anni per compiere il giro di tutto lo zodiaco. Il 20 dicembre 2017 entra in Capricorno, dove rimarrà fino al 22 marzo 2020, quando si sposterà in Acquario per quasi 4 mesi, fino al 2 luglio. Quindi, per effetto del moto retrogrado, rientrerà in Capricorno, dove terminerà il suo passaggio il 17 dicembre 2020.

Il segno del Capricorno è governato da Saturno, e quindi, in questa posizione, il Signore del Tempo è particolarmente potente: con il ritorno di Saturno nel suo domicilio, avrà inizio un nuovo ciclo, sia a livello individuale sia a livello collettivo. Il Capricorno governa la X casa, il settore della realizzazione personale prima ancora che professionale: ha a che fare con il potere, gli affari e la solidità. È un segno legato alle tradizioni, all’organizzazione, all’ambizione e alla difesa, vista come mezzo per tutelare gli obiettivi raggiunti e la sicurezza conquistata. Ma tutto questo può diventare un limite, perché la rigidità del Capricorno poco si concilia col principio universale del cambiamento.

L’archetipo dovrà quindi trovare un nuovo modo di esprimersi e manifestarsi, accordandosi alle nuove frequenze dell’Era dell’Acquario, ormai alle porte. L’ombra del Capricorno è nel suo eccessivo materialismo, nel pessimismo, nella rigidità, caratteristiche che in questo momento storico energeticamente molto particolare, non reggono più. Per chi rimane agganciato ai vecchi schemi, ci sarà un prezzo da pagare. Se abbiamo perso tempo, energia e felicità dietro a qualcosa che non ci apparteneva più, saremo costretti ad accorgercene e a rivedere i nostri obiettivi. Quello che Saturno vuole ora da noi, è che impariamo a coltivare le qualità del Capricorno, ovvero: ordine, integrità, disciplina, pazienza e perseveranza. Vuole legami sinceri e autentici, e ben definiti. Non ama l’ambiguità, esige scelte chiare. Saremo spinti dalle circostanze o dal nostro sentire, a prendere decisioni in accordo con ciò che è funzionale alla nostra evoluzione, e dovremo lasciare andare definitivamente le cause perse e quello che non funziona più.

A livello fisico, dovremo prestare attenzione alla salute di denti, pelle e ossa, soprattutto alle ginocchia, che ben rappresentano la capacità di “piegarsi”, soprattutto metaforicamente.

Da questo passaggio, saranno toccati principalmente i segni Cardinali: Ariete e Bilancia lo ricevono in quadratura, aspetto di forte tensione evolutiva, il Cancro lo riceve in opposizione, e sarà quindi chiamato a portare l’attenzione sulle dinamiche di relazione, e naturalmente il Capricorno vivrà la congiunzione, vera e propria lente di ingrandimento sulla ristrutturazione dell’identità personale. Per i Capricorno, pur abituati alla severità del Signore del karma, sarà un periodo di cambiamenti: qualcosa finirà e nuove situazioni avranno inizio. La lezione da imparare, ogni volta che Saturno transita nel proprio segno di nascita, è adattarsi al flusso della vita, lasciando andare tutto quello che non serve più, che non fa crescere, che limita, per fare spazio a nuove strutture: si distrugge per ricreare. Per un Capricorno si tratta di una sfida al limite del paradosso: essere flessibili nella propria affidabilità.

I segni che maggiormente beneficeranno del transito sono invece Toro, Vergine, Scorpione e Pesci.

A livello individuale, per tutti i segni, è importante osservare in quale casa transita Saturno (ovvero in quale o quali case cade il segno del Capricorno) nel proprio tema natale.

Vi ricordo, con parole chiave, il significato di ciascun settore, nel quale potrà avvenire una vera e propria ristrutturazione:

I casa: identità personale (si elimina ciò che limita l’espressione di sé)

II casa: rapporto con i soldi/ talenti, risorse/valore personale

III casa: istruzione/ comunicazione/modo in cui si interagisce

IV casa: abitazione/ ambiente di riferimento/ famiglia/ anima/paternità

V casa: creatività/rapporti coi figli/innamoramento/passioni

VI casa: lavoro/ abitudini di vita/ disciplina/ salute e benessere

VII casa: relazioni e associazioni (possono finire o diventare più serie e impegnative)

VIII casa: finanze/sesso/ fiducia in se stessi /trasformazione interiore

IX casa: viaggi/trasferimenti all’estero/studi superiori/crescita spirituale

X casa: carriera/riconoscimento/ successo/realizzazione personale

XI casa: amicizie/gruppi/obiettivi/sistema di riferimento

XII casa: lasciare andare il passato/affidarsi al tempismo divino/ aumento di consapevolezza

Molto importante anche osservare l’aspetto che forma Saturno in transito con se stesso, cioè con la posizione che aveva alla nascita, nel singolo tema natale. Particolarmente significativi sono i ritorni (il primo a 29 anni circa e il secondo intorno ai 56), le quadrature e le opposizioni. Per approfondimenti, vi rimando all’articolo I CICLI DI SATURNO E L’EVOLUZIONE DELL’ANIMA.

Transitando nel segno del Capricorno, Saturno andrà a rafforzare il lavoro che Plutone sta facendo dal 2008 (e che proseguirà fino al 2024). Anche se la congiunzione tecnicamente si verificherà più avanti, resta il fatto che entrambi gli archetipi vibreranno a lungo alla stessa frequenza energetica, portando cambiamenti profondi e duraturi a vari livelli.

La congiunzione esatta tra Saturno e Plutone sarà a 22° del Capricorno il 12 gennaio 2020. Questo aspetto ha a che fare con un’esacerbazione delle dinamiche di potere, con la tirannia, la prevaricazione, la corruzione, la criminalità organizzata, la recessione, nuovi assetti finanziari (su questo agirà anche Urano, in Toro dal 16 maggio 2018), e le guerre. La gente alzerà sempre più la voce e si ribellerà sempre più compatta e determinata al sistema, e molte strutture crolleranno. Di contro, la scienza, in particolare l’ingegneria genetica e la fisica quantistica, faranno grandi passi avanti, sostenendo e favorendo cambiamenti significativi per lo più a favore del benessere dell’uomo.

Il vecchio saggio dello Zodiaco, nel suo domicilio, ci urla a gran voce che dobbiamo riconoscere il valore del Tempo: in questa vita, non abbiamo a disposizione l’eternità! È bene agire, con integrità e senso di responsabilità, pur tenendo sempre presente che ogni cosa ha il suo tempo, che c’è un Ordine Superiore che va accettato, e che per ottenere risultati apprezzabili, bisogna impegnarsi seriamente e avere pazienza.

Saturno interviene laddove non è rispettato “l’Ordine Supremo delle Cose”, e lo fa distruggendo tutto quello che non è funzionale all’evoluzione dell’uomo. Ognuno di noi è chiamato a verificare di essere esattamente al suo posto, quello che l’anima aveva scelto prima di incarnarsi. Se così non è, dobbiamo avere il coraggio di spostarci dalla zona di comfort, dove ci sentiamo al sicuro, ma siamo immobili e inerti. Chi si ostina a rimanere dove non è libero di affermare la propria identità e mostrare il proprio valore, subirà eventi che lo costringeranno a sovvertire l’ordine delle cose. 

Saturno non è malefico, è solo severo. Ci lascia la possibilità di scegliere, ma se ci rifiutiamo di aprire gli occhi e prendere decisioni in accordo con il destino scelto dalla nostra anima, è costretto a intervenire, manifestandosi con modalità che stabilisce a sua discrezione.

L’astrologia ha proprio l’utilità di mostrarci per tempo il significato dei simboli che si muovono nel cielo: usiamola quindi nel modo migliore, agendo quei simboli prima che loro agiscano noi.

Ci lamentiamo continuamente del mondo che ci ospita. Ristrutturando la nostra vita, dandole una direzione più autentica, facciamo l’unica cosa che è davvero in nostro potere per ristrutturare la casa in cui abitiamo, la Terra.

A breve, con le indicazioni per il 2018, vedremo gli effetti di questo passaggio per ciascun segno solare.

Felice ristrutturazione! 😉

Roberta Turci

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Anime gemelle, anime allo specchio

Quote

♥♥♥

“Ti ho fatto l’affronto più grande.
Ti ho fatto vedere che potevi essere amato.
Ti ho dato valore.
Ti ho mostrato quanto sei speciale.
Ma tu hai preferito continuare a recitare la tua parte.
Hai deciso di rimanere intrappolato nel ruolo della vittima.
E non mi hai mai perdonato per averti fatto vedere che avevi un’altra scelta,
e che l’unico responsabile della tua infelicità sei tu.
Anzi, non hai mai perdonato a te stesso di essertene accorto.
Attraverso i miei occhi, hai visto chi sei veramente.
Ma i miei occhi sono lo specchio dei tuoi: mi sono sempre sentita indegna come te.
E con ogni sguardo e ogni parola che mi hai negato,
mi hai confermato che nemmeno io meritavo di essere amata.
Ma adesso non ci casco più.
Adesso ho capito chi sei.
Ora, so che sei la mia immagine nello specchio,
e non ho più nulla da perdonarti, perché ho perdonato me.
Scelgo di amarti ogni giorno,
perché scelgo di amare me.
Scelgo di accogliere il tuo silenzio e la tua paura, perché mi insegnano ogni giorno qualcosa di me.
​Non potrai mai fare niente per chiudere il mio cuore, né per fermare l’amore che meriti.
In un punto di quello che chiamiamo tempo, è già dentro di te.
Perché era dentro di me da sempre, e tu lo hai liberato.”
 ♥♥♥
Come astrologa e come counselor, ho raccolto moltissime testimonianze di amori interrotti e negati, vissuti tuttavia con una inusuale intensità che stenta a dissolversi anche dopo anni… Amori che, per le ragioni più diverse, sono stati privati della gioia della realizzazione, e sono rimasti a mezz’aria, come parole non dette e carezze mai date.
Nella maggioranza dei casi, è la polarità maschile che fugge, spaventata dall’intensità delle emozioni che non è abituata a contattare. E parlo di polarità maschile, e non di “uomini”, perché non è importante quale sia la manifestazione sul piano fisico di tale energia.
C’è chi fa distinzione tra amori karmici, anime compagne, anime gemelle, e fiamme gemelle. Sempre più persone sembrano identificarsi con una fiamma che ha incontrato la sua metà, ma è condannata a inseguirla fino a che non avrà imparato a lasciarla andare e potrà quindi vivere la gioia del ricongiungimento.
E io mi chiedo: possibile che siamo tutti fiamme gemelle?
Io penso (anzi, no: “sento”) che all’anima tutte queste definizioni non interessano affatto, e che tutto sia da ricondurre alla necessità di trovare se stessi attraverso l’altro.
Noi non ci innamoriamo di una persona. Ci innamoriamo di noi stessi attraverso quella persona: l’altro rappresenta la parte di noi che neghiamo e non vogliamo accettare.
Nessuno ci ha insegnato a onorare la nostra natura divina. Fin da piccoli, ci insegnano a essere buoni, generosi, altruisti, gentili, rispettosi, ma con gli altri, e non con noi stessi.
Peccato che non possiamo dare niente che non sia già in noi. E se non impariamo ad avere rispetto e amore per noi stessi, non sapremo mai davvero amare qualcun altro.
Ecco perché molto spesso accade che l’amore faccia soffrire. In realtà, non è l’amore che fa soffrire, ma la sua mancanza, e non da parte dell’altro, ma da parte nostra nei  confronti di noi stessi.
La relazione è solo uno specchio: chi scappa e chi insegue sta facendo in realtà la stessa cosa. Sta evitando di guardarsi, di accettarsi, di onorare la propria vita, di vedersi in tutto il suo splendore.
Io stessa ho dovuto più volte confrontarmi con il dolore dell’abbandono, ma la ferita dell’abbandono era già dentro di me, da sempre. Non sono stati gli altri a causarmela. Anzi, ogni persona che in questa vita mi ha abbandonato, mi ha fatto il dono immenso di riattivarla, di lacerarla, costringendomi a cercare un modo per curarla, per lenire il dolore fino a guarirla.
Molti di noi custodiscono in sé la convinzione inconscia di non meritare amore, e continuano a imbattersi in persone con il cuore chiuso, che si difendono e si ritraggono, e così facendo rinforzano la credenza dell’altro di non poter essere amato. Quando accade questo, abbiamo una grande opportunità: accorgerci che ci siamo innamorati di qualcuno che scappa dall’amore perché crede di non esserne degno, esattamente come noi. 
Comprendere questo, e comprendere che la nostra anima ha scelto di vivere quell’esperienza proprio per restituirci all’amore per noi stessi, è il vero perdono.
Nel momento in cui vedo l’altro come uno specchio in cui riconoscere la mia ferita, non ho più bisogno di provare rabbia né dolore, e posso darmi il permesso di prendermi cura di me, alzando la mia frequenza e proseguendo il cammino verso la versione migliore di me stesso.
All’altro lascio la libertà di scegliere la sua strada, sostenendolo con amore anche da lontano…
Roberta Turci

Dal Karma al Dharma con i Fiori di Bach, di Roberta Turci

Ho incontrato i fiori di Bach prima di scoprire nella sua profondità il concetto di karma. I fiori sono stati il primo vero strumento della mia crescita personale e spirituale. D’altronde, è con questo scopo, aiutare ciascuno ad evolversi, che Bach ha “creato” la floriterapia. Conoscendo i fiori, ho iniziato un lavoro di demolizione e ricostruzione che mi ha permesso di guardare in faccia le parti di me che non avevo ancora accettato.

In realtà, è un processo che non finisce mai.

Leggendo libri di vari autori sulla floriterapia, che è evidentemente una scoperta e non una invenzione, e seguendo seminari e corsi sull’argomento, fino a poco tempo fa non avevo trovato (o forse dovrei dire, còlto) chiari riferimenti al karma e alla reincarnazione, ma da subito mi aveva colpito un’espressione che Bach usava spesso per definire la vita: “questo giorno di scuola”…

Quando ho incontrato l’astrologia karmica (alla quale oggi preferisco riferirmi come “astrologia evolutiva”), il significato di questa definizione mi è apparso chiaro e il quadro si è completato: il corpo è lo strumento temporaneo dell’anima, che ha un progetto preciso in ogni incarnazione. Per ogni “giorno di scuola” c’è una diversa lezione da apprendere.

Più ci allontaniamo dal progetto della nostra anima, più stiamo male. Disturbi, malattie, disagi di varia natura, arrivano al corpo per avvertirci che stiamo andando fuori strada. I fiori sono lo strumento che la natura ci offre per ritrovare il cammino tracciato per noi.

Il tema natale ci dà numerose indicazioni utili per individuare i fiori più adatti a noi e può diventare il punto di partenza per un’autoanalisi, se c’è la volontà di comprendere se stessi ed evolversi. La posizione dei luminari ed eventuali aspetti tra loro, l’asse dei nodi lunari, eventuali segni intercettati, gli angoli del cielo, gli aspetti di Saturno, l’elemento dominante, la Luna Nera, sono solo alcuni dei punti da prendere in considerazione, ma possono essere sufficienti per individuare il fiore tipologico e tipi di karma particolarmente “forti” che suggeriscono l’utilizzo di fiori “spiritualizzati”.

Come dice Bach nel suo libro “Cura te stesso”, “Forse non sono gli errori di questa vita, di questo giorno di scuola, che stiamo combattendo; e anche se nelle nostre menti fisiche non siamo completamente coscienti delle ragioni delle nostre sofferenze, che possono sembrarci crudeli e senza senso, le nostre anime (che siamo noi stessi) conoscono l’obiettivo finale e ci stanno guidando verso quello che più ci conviene. Tuttavia, la comprensione e la correzione dei nostri errori può abbreviare la nostra malattia e restituirci la salute.”

Mi viene subito in mente l’essenza Pine: il fiore del senso di colpa, spesso dovuto a errori commessi nelle vite passate, mai arrivati a livello della coscienza. Nel tema natale sono molto probabili aspetti di  quadratura (per lo più in segni fissi) tra Saturno (il Signore del karma), Luna (la figura materna, che la luna rappresenta, ha sempre un ruolo chiave  nella costruzione dell’autostima), Venere (il pianeta dell’affettività per eccellenza), Nettuno (ottava superiore di Venere), o Urano. La presenza di pianeti retrogradi o aspetti dinamici della Luna Nera è altrettanto significativa e può essere ricondotta al senso di colpa e di demerito. Ovviamente, la lettura di un tema natale non può essere fatta isolando gli aspetti tra loro o trascurando le domificazioni, ma alcuni aspetti sono senz’altro caratteristici proprio perché riconducibili a un determinato tipo di karma.

Accanto a Pine, non può mancare Chestnut Bud, la gemma dei fiori, l’essenza che racchiude in sé il concetto di assimilazione: se l’obiettivo è apprendere la lezione, è oltremodo utile essere accompagnati nel percorso di elaborazione delle nostre esperienze, per accrescere la consapevolezza e assimilare gli insegnamenti. CHB è considerato il fiore più spiritualizzato proprio perché aiuta a non ripetere gli errori e ad entrare in contatto con i propri bisogni interiori. La difficoltà di assimilazione può essere rappresentata nel tema natale ad esempio con aspetti dinamici di Mercurio con Marte e Saturno.

Walnut è un altro fiore fondamentale, soprattutto in certe fasi della vita: è l’essenza del cambiamento e dell’adattabilità. Protegge dalle influenze esterne e aiuta a lasciar andare i condizionamenti dell’Io a favore dei dettàmi dell’anima. Accompagna nei momenti di passaggio, quando la resistenza ai cambiamenti, pur riconosciuti come necessari e inevitabili, blocca l’evoluzione. Bach lo definì spezza-incantesimi proprio perché libera da legami difficili da rompere, quasi sempre di origine karmica. Tra i 41 e i 43 anni circa, quando Urano si oppone a se stesso, e quasi simultaneamente, Saturno fa la sua seconda opposizione a Saturno radix, ogni individuo vive un  momento estremamente critico: il passaggio dal Karma al Dharma. In questa fase, Walnut è di grande aiuto per “tagliare” con il passato e affacciarsi al secondo tempo della vita consapevoli di sé e del cammino che l’Anima è destinata a compiere. Si ha così la possibilità di diventare attori protagonisti della propria esistenza, non più agiti dalla storia passata.

Wild Oat è il fiore dell’obiettivo e della vocazione e tipicamente si accompagna a Walnut, con il quale lavora in sinergia facendo luce sul vero progetto dell’anima e sulla meta da raggiungere.

Un altro transito molto critico è la congiunzione Nettuno-Saturno, la cosiddetta “notte oscura dell’anima” descritta dai mistici, un periodo caratterizzato da confusione interiore e inquietudine. Angoscia e smarrimento sono i sentimenti prevalenti e la sofferenza è forte perché l’Io, ovvero la personalità, deve accettare di “morire” per lasciare spazio all’anima e quindi all’identità spirituale. L’angoscia esistenziale può essere lenita dall’essenza Sweet Chestnut, che lavora tra l’altro sul concetto di trasformazione, favorendo la rigenerazione dell’anima e l’accettazione del suo progetto.

Anche  può essere d’aiuto in momenti di profonda tristezza e di smarrimento, soprattutto se l’Io cosciente non riesce a comprendere le ragioni di un disagio interiore così profondo. Questo fiore aiuta a riconnettersi con l’anima, accompagnando l’Io nel suo cammino di crescita e rafforzandolo.

Quelli che ho riportato sono solo alcuni esempi. In realtà, spesso, affrontando tematiche evolutive e karmiche, mi imbatto in concetti che mi risuonano immediatamente con una delle essenze di Bach. E mi affascina moltissimo l’idea di una funzione “terapeutica “ dell’astrologia attraverso l’utilizzo dei fiori di Bach, suggeriti proprio dagli aspetti di un tema natale o dai transiti (soprattutto dei pianeti lenti) o ancora dallo studio di una progressione.

D’altra parte, Bach stesso aveva cominciato a porre in relazione la posizione della Luna alla nascita con il fiore tipologico. Probabilmente abbandonò l’idea perché un simile accostamento avrebbe aumentato il numero degli scettici nei confronti della floriterapia, ma la relazione tra fiori di Bach e astrologia evolutiva esiste, ed è preziosa, ed è oggetto di osservazione da parte di molti studiosi. Chiunque abbia una discreta conoscenza in questi campi, può cogliere l’analogia e far lavorare questi due meravigliosi strumenti in sinergia per accompagnare ciascun individuo (a cominciare da se stessi!) lungo la strada della comprensione e dell’evoluzione “in questo giorno di scuola”.

Roberta Turci

 

Venere contro Saturno

Sono sicura che non sia successo per caso.  Niente succede mai per caso. C’è una lezione da imparare ogni volta che accade qualcosa che ci lascia impantanati in un dolore ingestibile e devastante. Mi sono dibattuta come un pesce fuor d’acqua, ho cercato risposte fuori  e dentro di me, ma la risposta è sempre stata lì, sotto i miei occhi, già scritta nel mio tema natale, in quella netta opposizione tra Venere e Saturno che ha segnato tutto il mio destino. Bisogna scegliere, o quantomeno trovare un equilibrio. Cercare l’emozione e il tormento a ogni costo, difendere strenuamente la forza del pathos e della passione, volere il cuore che palpita all’impazzata, la stretta allo stomaco, il respiro che si ferma, e poi lamentarsi perché non arrivano la stabilità, la serenità, la pace…no,  non è possibile…

L’emozione da una parte, il sentimento dall’altra. La passione da un lato, l’amore incondizionato dall’altro.

Tu hai rinunciato alle emozioni per senso di responsabilità, per spirito di sacrificio, per non minare le tue sicurezze, per tenere in piedi il fortino dentro al quale ti senti al sicuro…

Io ero pronta ad assaltare il tuo fortino, convinta di salvarti da una rassicurante mediocrità, da una condizione di vita apparente, dove le emozioni sono lasciate fuori… Mi sentivo l’eroina che combatte fino alla morte  in nome del sentimento più grande e invece ero solo in preda all’adolescenziale strenua difesa dell’emozione a ogni costo…come se potessi sentirmi viva solo sentendo il dolore della perdita, dell’abbandono, della conquista dell’impossibile…come al solito…

Ho pianto e gridato chiedendo al cielo la stabilità e la sicurezza che tu già hai e non sei disposto a minare, ho giurato che sarei diventata responsabile, che avrei rinunciato a qualunque cosa, che avrei sacrificato tutto per averti, ma la responsabilità, il sacrificio e la rinuncia passano necessariamente dal lasciarti andare, dal lasciarti lì…

Questa  è la tua lezione: scoprire che esisti tu, che hai un’identità, che hai il diritto di essere  amato, che non esistono solo il sacrificio e la rinuncia, che per amore di se stessi e della vita bisogna saper alzare la testa e avere il coraggio di essere felici.

Ma questa è la mia: amare non significa sentire, patire, vibrare, piangere, lottare. Amare è esserci, condividere, dare, saper sacrificare qualcosa, e qualche volta rinunciare, e prendersi delle responsabilità. E forse non ci sarà più il pathos, e non sarà tormento, e nemmeno estasi, ma sarà vero.

Questa è la mia lezione, ed è l’unica che io possa imparare. La tua la lascio a te. Se ce la farai, se ce la farò, chissà, magari un giorno ci incontreremo ancora e allora saremo pronti a vivere un amore vero, adulto, saldo. Ma ora non è possibile e tutto quello che possiamo fare è stare occhi negli occhi ogni tanto a ridarci quelle emozioni sottopelle, quella scossa al cuore da cui tu ti difendi e di cui io non so fare a meno…

Venere contro Saturno. È tutto qui. Ma se riescono a parlarsi, finalmente divento grande.