Dal Karma al Dharma con i Fiori di Bach, di Roberta Turci

Ho incontrato i fiori di Bach prima di scoprire nella sua profondità il concetto di karma. I fiori sono stati il primo vero strumento della mia crescita personale e spirituale. D’altronde, è con questo scopo, aiutare ciascuno ad evolversi, che Bach ha “creato” la floriterapia. Conoscendo i fiori, ho iniziato un lavoro di demolizione e ricostruzione che mi ha permesso di guardare in faccia le parti di me che non avevo ancora accettato.

In realtà, è un processo che non finisce mai.

Leggendo libri di vari autori sulla floriterapia, che è evidentemente una scoperta e non una invenzione, e seguendo seminari e corsi sull’argomento, fino a poco tempo fa non avevo trovato (o forse dovrei dire, còlto) chiari riferimenti al karma e alla reincarnazione, ma da subito mi aveva colpito un’espressione che Bach usava spesso per definire la vita: “questo giorno di scuola”…

Quando ho incontrato l’astrologia karmica (alla quale oggi preferisco riferirmi come “astrologia evolutiva”), il significato di questa definizione mi è apparso chiaro e il quadro si è completato: il corpo è lo strumento temporaneo dell’anima, che ha un progetto preciso in ogni incarnazione. Per ogni “giorno di scuola” c’è una diversa lezione da apprendere.

Più ci allontaniamo dal progetto della nostra anima, più stiamo male. Disturbi, malattie, disagi di varia natura, arrivano al corpo per avvertirci che stiamo andando fuori strada. I fiori sono lo strumento che la natura ci offre per ritrovare il cammino tracciato per noi.

Il tema natale ci dà numerose indicazioni utili per individuare i fiori più adatti a noi e può diventare il punto di partenza per un’autoanalisi, se c’è la volontà di comprendere se stessi ed evolversi. La posizione dei luminari ed eventuali aspetti tra loro, l’asse dei nodi lunari, eventuali segni intercettati, gli angoli del cielo, gli aspetti di Saturno, l’elemento dominante, la Luna Nera, sono solo alcuni dei punti da prendere in considerazione, ma possono essere sufficienti per individuare il fiore tipologico e tipi di karma particolarmente “forti” che suggeriscono l’utilizzo di fiori “spiritualizzati”.

Come dice Bach nel suo libro “Cura te stesso”, “Forse non sono gli errori di questa vita, di questo giorno di scuola, che stiamo combattendo; e anche se nelle nostre menti fisiche non siamo completamente coscienti delle ragioni delle nostre sofferenze, che possono sembrarci crudeli e senza senso, le nostre anime (che siamo noi stessi) conoscono l’obiettivo finale e ci stanno guidando verso quello che più ci conviene. Tuttavia, la comprensione e la correzione dei nostri errori può abbreviare la nostra malattia e restituirci la salute.”

Mi viene subito in mente l’essenza Pine: il fiore del senso di colpa, spesso dovuto a errori commessi nelle vite passate, mai arrivati a livello della coscienza. Nel tema natale sono molto probabili aspetti di  quadratura (per lo più in segni fissi) tra Saturno (il Signore del karma), Luna (la figura materna, che la luna rappresenta, ha sempre un ruolo chiave  nella costruzione dell’autostima), Venere (il pianeta dell’affettività per eccellenza), Nettuno (ottava superiore di Venere), o Urano. La presenza di pianeti retrogradi o aspetti dinamici della Luna Nera è altrettanto significativa e può essere ricondotta al senso di colpa e di demerito. Ovviamente, la lettura di un tema natale non può essere fatta isolando gli aspetti tra loro o trascurando le domificazioni, ma alcuni aspetti sono senz’altro caratteristici proprio perché riconducibili a un determinato tipo di karma.

Accanto a Pine, non può mancare Chestnut Bud, la gemma dei fiori, l’essenza che racchiude in sé il concetto di assimilazione: se l’obiettivo è apprendere la lezione, è oltremodo utile essere accompagnati nel percorso di elaborazione delle nostre esperienze, per accrescere la consapevolezza e assimilare gli insegnamenti. CHB è considerato il fiore più spiritualizzato proprio perché aiuta a non ripetere gli errori e ad entrare in contatto con i propri bisogni interiori. La difficoltà di assimilazione può essere rappresentata nel tema natale ad esempio con aspetti dinamici di Mercurio con Marte e Saturno.

Walnut è un altro fiore fondamentale, soprattutto in certe fasi della vita: è l’essenza del cambiamento e dell’adattabilità. Protegge dalle influenze esterne e aiuta a lasciar andare i condizionamenti dell’Io a favore dei dettàmi dell’anima. Accompagna nei momenti di passaggio, quando la resistenza ai cambiamenti, pur riconosciuti come necessari e inevitabili, blocca l’evoluzione. Bach lo definì spezza-incantesimi proprio perché libera da legami difficili da rompere, quasi sempre di origine karmica. Tra i 41 e i 43 anni circa, quando Urano si oppone a se stesso, e quasi simultaneamente, Saturno fa la sua seconda opposizione a Saturno radix, ogni individuo vive un  momento estremamente critico: il passaggio dal Karma al Dharma. In questa fase, Walnut è di grande aiuto per “tagliare” con il passato e affacciarsi al secondo tempo della vita consapevoli di sé e del cammino che l’Anima è destinata a compiere. Si ha così la possibilità di diventare attori protagonisti della propria esistenza, non più agiti dalla storia passata.

Wild Oat è il fiore dell’obiettivo e della vocazione e tipicamente si accompagna a Walnut, con il quale lavora in sinergia facendo luce sul vero progetto dell’anima e sulla meta da raggiungere.

Un altro transito molto critico è la congiunzione Nettuno-Saturno, la cosiddetta “notte oscura dell’anima” descritta dai mistici, un periodo caratterizzato da confusione interiore e inquietudine. Angoscia e smarrimento sono i sentimenti prevalenti e la sofferenza è forte perché l’Io, ovvero la personalità, deve accettare di “morire” per lasciare spazio all’anima e quindi all’identità spirituale. L’angoscia esistenziale può essere lenita dall’essenza Sweet Chestnut, che lavora tra l’altro sul concetto di trasformazione, favorendo la rigenerazione dell’anima e l’accettazione del suo progetto.

Anche  può essere d’aiuto in momenti di profonda tristezza e di smarrimento, soprattutto se l’Io cosciente non riesce a comprendere le ragioni di un disagio interiore così profondo. Questo fiore aiuta a riconnettersi con l’anima, accompagnando l’Io nel suo cammino di crescita e rafforzandolo.

Quelli che ho riportato sono solo alcuni esempi. In realtà, spesso, affrontando tematiche evolutive e karmiche, mi imbatto in concetti che mi risuonano immediatamente con una delle essenze di Bach. E mi affascina moltissimo l’idea di una funzione “terapeutica “ dell’astrologia attraverso l’utilizzo dei fiori di Bach, suggeriti proprio dagli aspetti di un tema natale o dai transiti (soprattutto dei pianeti lenti) o ancora dallo studio di una progressione.

D’altra parte, Bach stesso aveva cominciato a porre in relazione la posizione della Luna alla nascita con il fiore tipologico. Probabilmente abbandonò l’idea perché un simile accostamento avrebbe aumentato il numero degli scettici nei confronti della floriterapia, ma la relazione tra fiori di Bach e astrologia evolutiva esiste, ed è preziosa, ed è oggetto di osservazione da parte di molti studiosi. Chiunque abbia una discreta conoscenza in questi campi, può cogliere l’analogia e far lavorare questi due meravigliosi strumenti in sinergia per accompagnare ciascun individuo (a cominciare da se stessi!) lungo la strada della comprensione e dell’evoluzione “in questo giorno di scuola”.

Roberta Turci

 

L’Anima è l’unica che sa veramente chi siamo.

L’ho sempre intuito fin da bambina. Il senso della vita doveva essere altro. Non poteva esaurirsi nell’alzarsi la mattina per andare a scuola e poi al lavoro, mangiare, andare a fare la spesa, dormire, fare le vacanze, trovarsi un compagno per la vita, mettere via i soldi per comprarsi una casa, sposarsi, fare dei figli, fare carriera, ecc. ecc. Non poteva essere tutto qui.

E soprattutto, mi chiedevo, perché qualcuno nasce bello e ricco e qualcun altro brutto e povero? Perché vengono al mondo bambini già ammalati, perché alcuni muoiono appena nati, perché altri vengono abbandonati? Se questa è la nostra unica possibilità, non è terribilmente ingiusto che ci siano dati in partenza strumenti e possibilità così diversi?

Cercavo risposte in ogni modo, mettevo tutto in discussione. Quello che avevo davanti agli occhi non mi bastava. Dovevo scavare alla ricerca di qualcosa di nuovo. La maggior parte delle persone ha paura di ciò che non conosce, preferisce stare attaccata a quello che ha e a cui è abituata, e mette in atto meccanismi di difesa straordinari pur di non aprirsi ai cambiamenti. Non è mai stato il mio caso. Amo i cambiamenti e tutto ciò che non conosco. La curiosità è sempre stata la molla che mi ha salvato dalla tentazione di accontentarmi e uniformarmi a qualcosa che non mi apparteneva.

Non è vero che le persone non cambiano. Non solo possono cambiare, ma DEVONO cambiare. Morire così come siamo nati è il più grande fallimento. Non bisogna fare confusione tra il cambiamento e l’evoluzione. Dobbiamo conservare la nostra essenza, rispettarla, onorarla, ma nel contempo dobbiamo aiutarla ad evolversi. È in questo che risiede il senso della vita. E mi si è svelato quando ho incontrato un concetto che per i più è sconosciuto (o scomodo), una parola che ancora fa sorridere con sufficienza molte persone: ANIMA.

L’anima sceglie un corpo, una mente, un destino. Sceglie gli incontri, gli eventi, i talenti, le possibilità. Lo fa un attimo prima di staccarsi dalla sua realtà materiale, un istante prima di quel momento che noi chiamiamo morte. E poi aspetta. Vaga in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio finché l’Universo è pronto per accoglierla di nuovo sul piano materiale e consentirle un nuovo passaggio. In quel preciso momento, le stelle e i pianeti sono disposti in modo da descrivere il suo prossimo cammino.

L’Anima è l’unica che sa veramente chi siamo.

L’Astrologia è uno strumento, una rappresentazione della realtà. Non si creda che le stelle influenzino l’uomo e gli eventi. La relazione tra la disposizione delle costellazioni e i piani della realtà non è una relazione causale.

L’Astrologia evolutiva ci conduce attraverso il viaggio che la nostra anima ha scelto in questa reincarnazione. Ci aiuta a comprendere le ragioni di incontri, eventi, opportunità …Tutto ciò che accade, accade per una ragione. Ed evolversi significa comprendere questa ragione, e prepararsi per il livello successivo.

Venere contro Saturno

Sono sicura che non sia successo per caso.  Niente succede mai per caso. C’è una lezione da imparare ogni volta che accade qualcosa che ci lascia impantanati in un dolore ingestibile e devastante. Mi sono dibattuta come un pesce fuor d’acqua, ho cercato risposte fuori  e dentro di me, ma la risposta è sempre stata lì, sotto i miei occhi, già scritta nel mio tema natale, in quella netta opposizione tra Venere e Saturno che ha segnato tutto il mio destino. Bisogna scegliere, o quantomeno trovare un equilibrio. Cercare l’emozione e il tormento a ogni costo, difendere strenuamente la forza del pathos e della passione, volere il cuore che palpita all’impazzata, la stretta allo stomaco, il respiro che si ferma, e poi lamentarsi perché non arrivano la stabilità, la serenità, la pace…no,  non è possibile…

L’emozione da una parte, il sentimento dall’altra. La passione da un lato, l’amore incondizionato dall’altro.

Tu hai rinunciato alle emozioni per senso di responsabilità, per spirito di sacrificio, per non minare le tue sicurezze, per tenere in piedi il fortino dentro al quale ti senti al sicuro…

Io ero pronta ad assaltare il tuo fortino, convinta di salvarti da una rassicurante mediocrità, da una condizione di vita apparente, dove le emozioni sono lasciate fuori… Mi sentivo l’eroina che combatte fino alla morte  in nome del sentimento più grande e invece ero solo in preda all’adolescenziale strenua difesa dell’emozione a ogni costo…come se potessi sentirmi viva solo sentendo il dolore della perdita, dell’abbandono, della conquista dell’impossibile…come al solito…

Ho pianto e gridato chiedendo al cielo la stabilità e la sicurezza che tu già hai e non sei disposto a minare, ho giurato che sarei diventata responsabile, che avrei rinunciato a qualunque cosa, che avrei sacrificato tutto per averti, ma la responsabilità, il sacrificio e la rinuncia passano necessariamente dal lasciarti andare, dal lasciarti lì…

Questa  è la tua lezione: scoprire che esisti tu, che hai un’identità, che hai il diritto di essere  amato, che non esistono solo il sacrificio e la rinuncia, che per amore di se stessi e della vita bisogna saper alzare la testa e avere il coraggio di essere felici.

Ma questa è la mia: amare non significa sentire, patire, vibrare, piangere, lottare. Amare è esserci, condividere, dare, saper sacrificare qualcosa, e qualche volta rinunciare, e prendersi delle responsabilità. E forse non ci sarà più il pathos, e non sarà tormento, e nemmeno estasi, ma sarà vero.

Questa è la mia lezione, ed è l’unica che io possa imparare. La tua la lascio a te. Se ce la farai, se ce la farò, chissà, magari un giorno ci incontreremo ancora e allora saremo pronti a vivere un amore vero, adulto, saldo. Ma ora non è possibile e tutto quello che possiamo fare è stare occhi negli occhi ogni tanto a ridarci quelle emozioni sottopelle, quella scossa al cuore da cui tu ti difendi e di cui io non so fare a meno…

Venere contro Saturno. È tutto qui. Ma se riescono a parlarsi, finalmente divento grande.