23 novembre: Luna Piena in Gemelli, di Roberta Turci

Venerdì mattina, 23 novembre, alle 6:39, la Luna sarà Piena, a 00°52′ del segno dei Gemelli.

Ci sono ben 7 pianeti in segni mobili: Sole, Mercurio e Giove in Sagittario, Luna in Gemelli, Marte, Nettuno e Chirone in Pesci. Tutto cambia velocemente!

Particolarmente interessati da questa Luna coloro che sono nati nei primi giorni di Gemelli, Sagittario, Vergine e Pesci, o che hanno pianeti o angoli del cielo tra 0° e 2° dei segni mobili, ma anche i nati degli ultimi giorni di Toro, Scorpione, Acquario e Leone o con pianeti e angoli del cielo intorno ai 28-29° dei segni fissi,

Mercurio, governatore dei Gemelli, e quindi Signore di questa Luna, è retrogrado in Sagittario: è tempo di contemplazione, di riflessioni, di introspezione. Giove, congiunto a Sole e Mercurio, amplifica sensazioni ed emozioni, e rischia di portar fuori in modo incontrollato quello che non si riesce più a nascondere…

Mercurio è quadrato a Nettuno: è necessario aprire il canale dell’intuizione e dell’immaginazione. La logica e la razionalità non ci sostengono in questo momento di fortissimi cambiamenti. Potremo sentirci confusi, e anche irritabili e intolleranti. Non è ancora il tempo dell’azione.

Tra l’altro, Nettuno torna diretto domenica 25: verranno alla luce segreti, soprattutto per chi ha pianeti o angoli del cielo agli ultimi gradi di Cancro e Capricorno, dove si trovano ora i Nodi Lunari, che formano una croce con Venere e Urano, opposti sull’asse Ariete/Bilancia. Molte persone si troveranno “costrette” a riconoscere parti di sé che avevano rimosso o volutamente ignorato. Emergeranno i conflitti tra appartenenza e libertà. Diventa sempre più difficile rimanere in un “posto” solo per dovere.

Siamo alla ricerca della nostra verità, che è solo nostra, ma proprio per questo è l’unica valida, autentica. C’è qualcosa in noi che viene a galla, che chiede di essere espresso, le emozioni premono per rivelarsi ed esprimersi, ma non sanno ancora dove e come. C’è tensione, ed è bene non scaldarsi troppo. Ma è comunque necessario accogliere quello che arriva e lasciare che trovi la sua strada.

Marte quadra Sole, Luna, Mercurio e Giove: la rabbia preme. Forse è rabbia verso di sé, verso la propria incapacità di mostrarsi, di dichiarare i propri bisogni, di esprimere i propri desideri. Bisogna lasciare che tutto fluisca, nel rispetto di sé e degli altri, sempre. Ma deve fluire, deve uscire, altrimenti sarà il corpo a esprimere tutti i disagi…

Siamo in un momento di cambiamenti epocali, in cui un nuovo paradigma sta facendosi largo. Molte persone sono pronte a lasciare andare completamente un certo tipo di modelli relazionali. Stiamo imparando ad amare noi stessi, a darci valore, a chiedere quello che ci spetta, quello che meritiamo. Possiamo dare voce alla nostalgia, al sentire, alla voglia di vibrare, di cantare, di tremare. Stiamo imparando un nuovo modo di comunicare. Con gli occhi, con il cuore, senza bisogno di troppe parole.

Buon Plenilunio!

Roberta

La morte deve insegnarci ad amare di più la vita

Ricordo che avevo poco più di sei anni la prima volta che ho incontrato la morte. Un mio compagnetto delle elementari era stato investito da una macchina, e noi tutti siamo andati al suo funerale. Ricordo bene che c’era tanta gente, piangevano e si disperavano, e io in silenzio osservavo. Dentro di me mi chiedevo: “ ma staranno piangendo perché Robertino non ha più una vita da vivere, o perché a loro mancherà Robertino?” Non ho mai osato fare questa domanda a nessuno, ma la risposta me la sono data da sola negli anni a venire. Di fronte alla morte di qualcuno che amiamo, è la mancanza che ci spezza il cuore. Il dolore è figlio dell’attaccamento.
Succede anche quando le relazioni finiscono perché uno dei due se ne va. Non vuoi vedere l’altro felice. Vuoi che resti. Anche se non lo ami. Anche se non vuole restare.
Ogni abbandono è un po’ morire. Solo che la morte è più onesta, perché ti toglie anche la speranza. A volte penso che sia più facile rassegnarsi alla morte di qualcuno che a un abbandono: la morte ti toglie dall’attesa, dalla speranza che quella persona torni per dirti “ho sbagliato, non posso stare senza di te”. È sempre tutto un gioco di specchi: vediamo il nostro valore riflesso in quello che gli altri fanno o non fanno. Un bambino piccolo che perde sua madre penserà sempre che lei l’ha lasciato solo perché lui non meritava il suo amore. L’essere umano ha bisogno di sentirsi accolto e nutrito. Qualunque distacco ti lacera dentro, come se ti strappassero un lembo di carne…
E invece la morte è un ritorno a casa, è un varco che si apre verso l’Assoluto. È l’altra faccia dell’Amore, il ricongiungimento con la nostra vera natura. Ma noi esseri umani la temiamo così tanto che ci raccontiamo un sacco di bugie per sopravviverle.
Quando qualcuno muore, pensiamo che da quel momento sarà una specie di santo protettore, dimenticando che il viaggio di un’Anima continua, e i morti hanno altro da fare che proteggere i vivi…
E poi i morti diventano tutti perfetti, come se la morte fosse una specie di amnistia. Qualcuno che da vivo non ti ha amato e rispettato, diventa nella memoria l’unica persona capace di amarti davvero.
E se non hai mai abbracciato quella persona, se non le hai mai detto quanto la amavi, di fronte alla sua morte ti accorgi di aver sprecato vita, ti senti in colpa, vivi nel rimpianto.
È facile onorare i morti, farli diventare idoli, o per meglio dire, alibi e rifugi.
La parte più difficile è onorare i vivi e la vita, mentre c’è.
E poi, di fronte alla morte di qualcun altro, pensi inevitabilmente alla tua. Se potessi guardarti indietro come se fosse il tuo ultimo istante, sapresti quello che vuoi cambiare. Ma il recinto sicuro in cui ti sei rinchiuso, in un attimo ti inghiotte di nuovo, e tu dimentichi tutto. Dimentichi che sei venuto al mondo per onorare la vita. E soprattutto te stesso.
La paura della morte ci dice quanto abbiamo paura di essere vivi!
La morte deve solo insegnarci ad amare di più la vita. La nostra vita.
Perciò ama la tua vita. Amala adesso!

Roberta Turci

24 ottobre 2018: Luna Piena in Toro, di Roberta Turci

Il Sole entra nel segno dello Scorpione il 23 ottobre alle 13:22, e la sera seguente, alle 18:45 del 24 ottobre, si ha il Plenilunio, a 1°13′ del segno del Toro, con la Luna congiunta a Urano. In quel momento ci sono ben 7 pianeti nei segni fissi: Sole, Venere, Mercurio e Giove in Scorpione, Marte in Acquario, e Luna e Urano nel Toro.

La Croce Fissa, che coinvolge anche l’asse dei Nodi Lunari, rappresentazione del passato (Nodo Sud in Acquario) e del futuro (Nodo Nord in Leone) a livello collettivo, ci chiede di aprire le braccia al cambiamento, di guardare le cose in un modo nuovo, che lasci spazio alla nostra creatività e che faccia vibrare il cuore. Il bisogno di sicurezza, insito nell’essere umano, ci tiene ancorati a ciò che conosciamo, ai modelli che ci hanno trasmesso fin dall’infanzia, alle certezze che ci siamo costruiti per sentirci al sicuro. Ma la crescita e l’evoluzione passano dal cambiamento, e questo è il momento per trovare il coraggio di rompere schemi (vedi Urano in Toro), affidandosi a intuizione e immaginazione, come indica il trigono tra Mercurio e Nettuno.

Con il Sole congiunto a Venere da un lato, e la Luna congiunta a Urano dall’altro, si acuisce il conflitto tra bisogno di sicurezza, che spesso sconfina in possessività, manipolazione, e gelosia, e libertà di espressione e indipendenza. Toro e Scorpione sono entrambi legati alla paura di perdere qualcosa o qualcuno: guarda dove cadono i primi gradi di questi segni nel tuo tema natale.

Se sono interessate le case I, V, VII, XI, è decisamente arrivato il momento di cambiare le dinamiche di relazione. Chiediti se tieni in piedi un rapporto, di qualunque genere, per un coinvolgimento del cuore, o perché hai paura: della solitudine, del giudizio, di far soffrire qualcuno e non saper gestire il tuo senso di colpa. Chiediti se stai esprimendo te stesso/a nella relazione, o se stai limitando l’espressione della tua parte più autentica e viva. Stai forse scendendo a ogni genere di compromesso pur di salvare qualcosa che ti fa sentire protetto/a, che ti assegna un ruolo riconosciuto dalla società, o per dimostrare al mondo che tu non hai fallito?

Se sei single, chiediti cosa ti spaventa della relazione, cosa non vuoi vedere di te stesso/a rispecchiato nell’altro. L’altra faccia della libertà e dell’autonomia, è la paura di essere guardato/a da vicino, il timore che l’intimità guasti la magia, la convinzione che dietro la maschera non sei né gradevole né amabile. Forse scegli il distacco emotivo per proteggerti dal dolore dell’abbandono?

Se sono interessate le case VI, XII, IV, X, può darsi che il cambiamento riguardi il lavoro e la carriera, ma più in generale ha a che fare con quanto hai trovato e seguito la tua strada, quanto sei pronto/a a mettere in discussione le tue abitudini, la tua routine, a cambiare i colori delle pareti di casa tua, sia in senso letterale sia metaforico (che poi è la stessa cosa, perché l’uno è la proiezione dell’altro).

L’asse II/VIII è legato al valore che ti dai, a quanto ti autorizzi a mostrare al mondo i tuoi talenti, a quanto condividi le tue risorse, all’intento con cui lo fai.

L’asse III/IX riguarda il modo in cui comunichi, quanto rimani vincolato/a a ciò che conosci da sempre, quanto sei disposto/a ad aprirti a ciò che è lontano, diverso da te e da quello che è stato il tuo mondo finora.

Le emozioni che questo Plenilunio scatena sono improvvise, intense e profonde, e sono un trampolino verso il nuovo, che per quanto inatteso, si rivelerà solido e duraturo, grazie al trigono tra Saturno e Urano.

Finalmente ti accorgi che finora hai vissuto in una gabbia, per sentirti al sicuro. L’hai rivestita d’oro, ti sei convinto/a che fuori avresti trovato un luogo freddo e inospitale in cui non ci sarebbe stato per te alcun nutrimento, hai sempre pensato di non essere in grado di sopravvivere da solo/a fuori da quella gabbia o che dovevi rimanere lì per sostenere qualcun altro, prigioniero/a di dinamiche disfunzionali basate sul bisogno e sulla dipendenza, ma adesso puoi decidere di liberare il cuore…

Questo Plenilunio è la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova fase: osserva quello che accade fuori e dentro di te. Qui sta cominciando qualcosa che ti condurrà fuori dalla gabbia, e il compimento arriverà con l’Eclissi del 21 gennaio 2019, l’ultima sull’asse Leone/Acquario: sarà un’Eclissi Lunare Totale a 0°52′ del Leone, in quadratura esatta al punto in cui si trova ora Urano…

Smetti di credere di non meritare di più. Smetti di raccontarti che da solo/a non ce la faresti. Non puoi bastare a te stesso/a, ma non puoi nemmeno dimenticarti di te per garantirti un qualunque sostegno. C’è da trovare un nuovo equilibrio: la tua anima selvaggia, che conosce la tua vera natura e i desideri del tuo cuore, vuole uscire dalla gabbia, sente il richiamo del profumo dei fiori, della musica e dei colori che dipingono il mondo dall’altra parte della paura.

Nella gabbia potrai sentirti al sicuro, ma non sarai mai tu.

Roberta Turci

Ho accompagnato Maya oltre il velo (storie di gatti maestri), di Roberta Turci

Maya è arrivata nella mia vita nell’ottobre del 2002: fu un regalo del mio compagno di allora. Avevamo a lungo cercato inutilmente di avere un figlio, e lui vedeva nella mancata gravidanza la causa della crisi che stava sfilacciando la nostra relazione. Aveva sentito dire che i gatti persiani sono il frutto di selezioni fatte dagli allevatori, per ottenere una razza che ricordasse, con il suo musetto paffutello e i grandi occhi rotondi, il volto di un neonato, e potesse consolare le donne che non riuscivano ad avere figli…

Maya non riuscì a salvare il nostro rapporto, ma fu il più bel regalo che mi sia mai stato fatto.

Ne abbiamo passate tante insieme. Aveva appena sei mesi quando ebbe una crisi definita idiopatica. In piena notte la portai al pronto soccorso veterinario, terrorizzata all’idea di perderla. Ma lei superò la crisi, anche se le rimase a lungo una buffa andatura con la testolina un po’ piegata di lato. Poco tempo dopo, grazie alla eccezionale bravura – accompagnata da una rara empatia – della nostra veterinaria di fiducia, l’adorata dott.ssa Rita Biolzi, le fu tempestivamente diagnosticato un difetto cardiaco, e più tardi ancora sono state individuate le cisti renali, caratteristica dei gatti di razza che provengono da allevamenti poco seri in cui incrociano esemplari consanguinei.

Maya ha condiviso con me 13 anni della mia vita. Non era la mia gatta. Era la mia famiglia. L’unica certezza quando aprivo la porta di casa. Ha colmato tutti i miei vuoti e mi ha insegnato tante cose, su di me, sul prendersi cura, e sull’Amore. Soffrivo ogni volta che dovevo allontanarmi da casa per lavoro. In 13 anni, ho fatto una sola vacanza senza di lei. Ma la lezione più grande è arrivata con l’aggravarsi della sua malattia nel luglio del 2015, e con la sua partenza da questa dimensione il 6 ottobre dello stesso anno.

I mesi che seguirono la diagnosi infausta, furono un’agonia. Per la prima volta nella mia vita (e sapevo di essere stata fortunata in questo) vivevo l’esperienza di accompagnare un essere vivente alle fine dei suoi giorni. Maya mi stava insegnando il rispetto del ciclo della vita, l’accettazione della separazione, il lasciare andare senza accanimento. Non è stato facile: provavo un’angoscia devastante all’idea che sarebbe arrivato il momento di decidere per lei, facendole fare quella puntura che nella nostra società viene spesso definita “l’ultimo gesto d’amore. Nel profondo del mio cuore, sapevo che non c’era amore in quel gesto, ma il suo esatto contrario: la paura. Ero lacerata, dilaniata. Non accettavo l’idea dell’eutanasia, ma ero spaventata da quello che avrei dovuto gestire, da sola, fino al momento del distacco. Parlavo con lei e le chiedevo di aiutarmi a fare la scelta migliore per lei. Cercavo come una pazza risposte ovunque.

Una sera, navigando su internet, mi imbattei nella conferenza di presentazione di un libro: “Tenersi per zampa fino alla fine“, scritto da un veterinario veramente eccezionale, il dott. Stefano Cattinelli, e da una tanatologa, la dott.ssa Daniela Muggia, che si occupa da anni di accompagnamento empatico al fine vita. (Questo è il link al video.) E tutte le risposte che cercavo arrivarono. Ordinai immediatamente tutti i libri di Cattinelli, e gli mandai una mail chiedendogli una consulenza a distanza. Cito dal testo:

Tra sopprimere e curare a oltranza c’è accompagnare. Sentire che l’animale ha ancora un tempo tutto suo, speciale, unico, nel quale non vuole concludere la sua esistenza su un freddo tavolo d’acciaio né essere tormentato da inutili esami, che servono solo a tamponare il senso di inadeguatezza provato di solito tanto dal suo compagno umano quanto dal veterinario davanti alla sofferenza che non si esprime a parole, e alla morte.

Fino a quel momento (era già passato più di un mese dalla diagnosi, e le condizioni di Maya peggioravano), riuscivo a farle fare le flebo ogni due giorni per idratarla, e le somministravo sia farmaci allopatici sia omeopatici, con il prezioso e amoroso supporto della nostra amata veterinaria Rita. Il dott. Cattinelli mi spiegò che esistono cure palliative anche per gli animali, e che comunque l’insufficienza renale porta a uno stato di annebbiamento e confusione, dovuto alla disidratazione, che abbassa notevolmente la percezione del dolore fisico. Ma soprattutto mi fece una domanda emblematica: “Lei continuerebbe a mettere benzina nel motore di una macchina che non funziona?” E aggiunse: “Maya continuerà ad accettare la benzina finché non sentirà che lei è pronta a lasciarla andare“. Quella notte piansi tantissimo, stringendo Maya tra le braccia, che ormai era uno scricciolino spelacchiato, ma straripante di amore. E le dissi, guardandola nei suoi grandi occhioni: “Decidi tu. Se devi andare, vai. Ti accompagno.” Dal giorno seguente non accettò più di farsi fare le flebo. Riuscivo a somministrarle solo gli antidolorifici: si metteva nella posizione giusta e si lasciava fare la puntura. Anzi, veniva lei a chiedermela quando le ulcere in bocca le davano troppo fastidio. Dicono che gli animali, quando stanno male, si nascondono. Lei era sempre addosso a me. Si accucciava sul mio cuore, e sentivo che lei curava me e il mio dolore, più di quanto io stessi prendendomi cura di lei. Mi lasciò il tempo di dare l’esame scritto finale della Scuola di Counseling e di terminare il tirocinio. Arrivai a casa una sera, e lei era dietro la porta come sempre, ma non riusciva a reggersi sulle zampe. Le avevo preparato da settimane un ampio spazio dove aveva tutto a disposizione senza affaticarsi, accanto al divano. Ci siamo sdraiate lì, e siamo rimaste così fino alla serata successiva. Ancora una volta sole, lei e io.

24 ore con Maya sul cuore, fino al suo ultimo gesto: raccogliendo tutte le forze che le erano rimaste, si sollevò, fece un miagolio e con la zampina mi diede una carezza. Poi cominciò a rantolare. La sua anima era volata via, e io rimasi lì, con il suo corpicino tra le braccia, immobile e sospesa sulla soglia dell’invisibile. Qualcosa che non credevo di essere in grado di affrontare. La sera prima, avevo acceso un cero: si è spento con lei.

La mattina seguente sono venuti a prenderla per la cremazione. Ho messo a posto la casa, ripulito e disinfettato tutto, e poi sono uscita a fare una passeggiata. C’era un bel sole, il cielo era limpido. E all’improvviso alzo la testa, e la vedo lì. Una nuvola bianca, come lei, con il suo testolino e il cuscino su cui era solita dormire. Ho fatto una fotografia, e per settimane non ho avuto il coraggio di mostrarla a nessuno…

Decisi di non prendere più gatti, almeno per un po’, ma circa 6 mesi dopo, fece la sua comparsa nel giardino dei vicini (io abito al primo piano) un micione pauroso e dolcissimo che ha mostrato da subito uno strano attaccamento a me, nonostante ci fossero persone affettuose a prendersi cura di lui. Mi aspettava sul muretto, mi chiamava, e un paio di volte mi ha seguito fino al mio appartamento. L’ho sempre riportato giù perché non mi sembrava giusto negargli il suo giardino e la sua libertà. Sapevo che non sarei mai stata capace di lasciare libero in strada un gatto che viveva con me. Ma il 20 agosto, giorno in cui Maya avrebbe compiuto 14 anni, il micio magico (che io avevo continuato a chiamare MicioTato nonostante i miei vicini di casa gli avessero dato un altro nome) ha deciso di tornare su da me, e da allora non se ne è più andato (con il consenso dei vicini che dopo poco tempo hanno traslocato).

Passa ancora qualche mese, e decido che non posso lasciare MicioTato da solo. Un’amica gestisce una colonia, i cui gatti sono in cura dalla nostra amata veterinaria Rita, il cui supporto non è mai mancato. Desideravo una gattina nera, come quella che per pochi mesi avevo avuto anni prima, e nella cucciolata, tre erano nere. Dopo tanti dubbi, vado a prendere Lilith, ed è subito amore. Tra lei e me, e tra lei e MicioTato. Lilith non è un gatto persiano, ma ha il pelo lungo e una coda folta proprio come quella di Maya, e sulla sommità della coda c’è una spruzzata di bianco, come se qualcuno avesse tenuto Maya per la punta della coda e l’avesse intinta nella vernice nera! Lilith ha usato da subito la cuccia di Maya, che MicioTato aveva ignorato, ha scovato i suoi nascondigli, ha preso immediatamente le sue stesse abitudini. Ho sentito da subito lo stesso odore, la stessa energia, lo stesso Amore. Ho riconosciuto nei suoi occhi la stessa anima.

Ad appena due mesi, Lilith ha avuto una brutta congiuntivite. Dopo averla curata per un paio di giorni con un collirio omeopatico che uso anche per me (somministrarle i farmaci allopatici è stato impossibile!), e vedendo che non le passava, le ho detto: “Non è necessario che ti faccia carico tu della mia rabbia. Preferisco avere io la congiuntivite“. Il giorno dopo Lilith non aveva più niente, e la congiuntivite è venuta a me…L’ennesima conferma che i nostri animali, e in particolare i gatti, ci proteggono e si fanno carico della nostra sofferenza. Come si legge nello splendido testo “Animali specchio dell’anima” di Ruediger Dahlke e Irmgard Baumgartner, gli anima-li lavorano insieme a noi per la nostra crescita spirituale.

MicioTato soffre di asma allergica. Sto lavorando su di me per comprendere cosa vuole dirmi, e come posso aiutarlo. Sto valutando di fare una costellazione sistemica con il dott. Cattinelli. (per informazioni, questo è il suo sito) E sto cercando di curarlo nel modo più naturale possibile, ricorrendo al cortisone solo nei momenti più critici, perché non posso pensare di non avere per i miei animali, lo stesso riguardo che ho per me stessa. Sono un chimico e so quali danni può fare l’uso eccessivo di farmaci. Da molti anni (ne ho parlato qui) ho imparato che il corpo è lo strumento che l’anima usa per comunicarci le sue disarmonie, e la salute si conserva aiutando il corpo a ritrovare il naturale stato di equilibrio, che i farmaci alterano. Perciò prediligo curarmi con agopuntura, omeopatia, fitoterapia e floriterapia, finché è possibile. Gli animali (come i bambini) sono molto ricettivi alle cure naturali e vibrazionali (come i fiori di Bach e l’omeopatia) proprio perché non hanno la sovrastruttura dell’ego che filtra e a volte boicotta l’informazione energetica. Le loro anime pure, vibrano in accordo con le leggi dell’Universo senza fare resistenza. Accolgono la vita e la morte nell’accettazione e nell’amore incondizionato. Accolgono noi, loro compagni umani, senza giudizio. Dovremmo imparare da loro, e seguire i loro insegnamenti anche quando ci relazioniamo con altri esseri umani.

La morte è parte della vita, e dobbiamo imparare ad accettarla. Non vorremmo mai separarci da coloro che amiamo, e soprattutto non siamo stati educati a contattare la nostra sofferenza. Per questo abbiamo paura di accompagnare i nostri animali (e spesso anche i nostri cari umani) durante l’ultimo viaggio: abbiamo paura di guardare in faccia il nostro dolore. Scegliendo l’eutanasia, craccontiamo di voler evitare a loro la sofferenza, ma è la nostra sofferenza che non vogliamo affrontare. L’eutanasia non ci risparmia il dolore della perdita, ma riduce al minimo il periodo in cui siamo costretti a contattare la sofferenza, e ci evita la “discesa nel nostro inferno personale”, ovvero nel nostro mondo emozionale, dove si nascondono ferite profonde e paure.

Cito ancora dal libro “Tenersi per zampa fino alla fine”:

“Più saremo stati presenti nel seguire con amore le piccole grandi sfide che l’animale ci chiede di vivere e più saremo in grado di affrontare la trasformazione della sofferenza che il lutto comporta; più saremo stati compassionevoli con lui e più saremo compassionevoli con noi stessi, permettendo a questo dolore di uscire attraverso la tristezza e le lacrime, segno oggettivo che la nostra relazione è stata emozionalmente viva.”

Spero che nessuno colga in questo scritto una sorta di giudizio nei confronti di chi ha preso decisioni diverse di fronte alla malattia del proprio amato animale. Credo semplicemente che in questa epoca di grandi cambiamenti, che ci sta traghettando verso un nuovo paradigma, sia arrivato il momento di riflettere anche su questo tema.

Nel libro “Amici fino alla fine”, Cattinelli scrive:

Per l’animale la morte non è un mistero da capire, va semplicemente vissuta. In Natura la morte è come la nascita, esiste e basta, nei confronti della morte l’animale non proverà alcun dolore o sofferenza emozionale. Unica eccezione l’animale la sperimenta al macello, dove emozionalmente gli animali provano un dolore intenso perché avvertono l’ambiente circostante e percepiscono la violenza di una morte provocata anzitempo.

Gli animali sono nostri maestri: ci scelgono, ci guidano e ci sostengono, affidandosi completamente, e spesso sacrificandosi per noi. Ci fanno da specchio per farci vedere le nostre paure e le nostre ferite. Il loro dolore emozionale di fronte alla loro stessa morte è il riflesso del nostro dolore. Il modo migliore per ringraziarli per l’Amore incondizionato che ci offrono, è vivere al loro fianco anche l’ultimo viaggio, con serenità e consapevolezza, trasformando il dolore in Amore, e guarendo così anche noi stessi.

Roberta, Maya, Miciotato e Lilith

25 settembre: la Luna del raccolto, di Roberta Turci

Il primo Plenilunio dell’Autunno si forma nel cielo alle 4:52 di martedì 25 settembre, a 1°59′ del segno dell’Ariete. Guarda dove cadono questi gradi nella tua carta natale: quel punto del grafico ti fornisce indicazioni su ciò che potrà accadere dentro di te o nella tua vita.

Ti ricordo che non sempre le lunazioni, come i transiti, si manifestano con eventi esteriori più o meno eclatanti. I passaggi celesti rappresentano mutamenti a livello energetico: quanto più sei in ascolto e lasci avvenire il cambiamento dentro di te, tanto meno sarà necessario che si manifesti un evento sul piano materiale. Ci sono sostanzialmente due categorie di accadimenti: quelli sgraditi, dolorosi o comunque fastidiosi, che sono la proiezione, all’esterno, di qualcosa che c’è in te ma che ancora non hai visto e compreso, e che hanno la funzione di condurti là dove ancora non sei stato, e quelli che hai tanto atteso, e arrivano a compimento di un percorso, spesso accidentato e tortuoso.

La Luna Piena corrisponde alla fine di un ciclo, e quindi a un momento in cui si raccolgono i frutti di una semina, oppure in cui qualcosa a lungo celato può finalmente venire alla luce.
Questo Plenilunio ha molto a che fare con l’equilibrio nelle relazioni, che d’altronde sono il terreno principale su cui si gioca la partita della crescita personale e spirituale di ogni individuo.
Da una parte c’è la Luna, l’archetipo femminile per eccellenza, congiunta a Chirone, in Ariete, il segno dell’IO prima di tutto: emozioni forti, istintive, tormenti e tensioni si fanno sentire, vecchie ferite si riaprono. Il bambino ferito dentro di noi chiede di essere ascoltato,  e lo fa con rabbia. Chirone porta con sé il dolore, ma anche il potenziale della guarigione: dobbiamo trovare un modo nuovo per chiedere aiuto!
Dalla parte opposta, nel segno della Bilancia, il segno degli ALTRI, della relazione, sono schierati Sole e Mercurio, archetipi entrambi maschili e quindi connessi con l’emisfero sinistro del cervello, quello logico e razionale. Il modo in cui comunichiamo la nostra sofferenza è fondamentale: ci vuole equilibrio, chiarezza, onestà. Bisogna essere disposti a trovare un compromesso, a condividere emozioni e pensieri scomodi senza nascondersi dietro lo scudo dell’aggressività.
Il maschile e il femminile da sempre hanno difficoltà a dialogare. L’uno parla con il cervello, l’altra risponde con il cuore. E non sentirsi compresi genera dolore, perché riapre antiche ferite, di quando erano mamma o papà, o entrambi, a non comprenderci…
Ma tutti questi archetipi sono quadrati da Saturno, giudice severo che li tiene d’occhio e li richiama alla realtà: adesso che siamo adulti, possiamo essere noi stessi ad accogliere e abbracciare il bambino ferito in noi. Possiamo smettere di cercare fuori di noi i nostri genitori. Un neonato urla e piange perché non conosce un altro modo per dire che ha bisogno di qualcosa. Ma da adulti possiamo e dobbiamo comprendere che mostrare la rabbia non serve, e anzi spesso alimenta solo altra rabbia. Dobbiamo imparare a mostrare il dolore, e allora è probabile che l’altro sarà più disposto ad ascoltare e ad accogliere le nostre richieste. 
Il Simbolo Sabiano dei 2° gradi dell’Ariete, dove si trova la Luna, recita così: 
“UN COMICO RIVELA MEDIANTE I SUOI SCHERZI I TRATTI DELLA NATURA UMANA. Capacità di guardarsi oggettivamente e di intraprendere un’autocritica. Senso dell’umorismo e dei contrasti.”
Essere onesti con sé stessi, lasciare andare le pretese dell’ego, imparare ad essere assertivi, ci aiuta a trovare la modalità più costruttiva per relazionarci gli uni agli altri e a ridefinire il concetto di amore di sé.
Sullo sfondo il trigono tra Saturno e Urano ci sostiene e ci incoraggia a dare forma al cambiamento interiore. Siamo essere umani, e in questo momento di passaggi epocali, è normale avere paura, ma possiamo scegliere di andare incontro al nuovo con coraggio. Niente è immutabile, e più siamo flessibili e disposti ad accogliere assetti e abitudini diversi dal passato, e più ci apriamo alla possibilità di essere in armonia con noi stessi, e di riflesso con gli altri.
In questo ci aiuta anche Marte, che non è solo l’archetipo dell’aggressività, ma anche del coraggio!
Marte, a 4° dell’Acquario, è ancora congiunto al Nodo Sud, ma adesso è diretto, e fa aspetti armonici con entrambi i luminari: arriva a compimento il processo di pulizia e di ricalibrazione interiore, iniziato con l’Eclissi del 13 luglio e amplificato dalla luce del Plenilunio del 27 luglio, verificatosi proprio a 4° dell’Acquario e coincidente con l’Eclissi più potente del secolo.

Tutti coloro che hanno pianeti o angoli del cielo nella prima decade di Ariete, Bilancia, Cancro e Capricorno sentiranno particolarmente il richiamo energetico di questo Plenilunio. Sono interessati anche i segni Fissi (Toro, Scorpione, Leone, Acquario) poiché è molto significativo il ruolo di Marte, governatore del segno in cui si verifica la Luna Piena.

Ti ricordo che prendere in considerazione solo il segno solare può essere fuorviante. Il Tema Natale è un Mandala, nel quale ogni simbolo ha in sé una forza archetipica significativa, che entra in risonanza con le energie mosse dai transiti, ed è fondamentale anche vedere in quale settore (casa astrologica) si verifica la lunazione o il passaggio planetario.

E ti ricordo anche che i transiti non cambiano la tua vita. Interpretarli, ti aiuta a comprendere in quale direzione procedere, ma i passi li devi muovere TU!

Buon cammino…

Roberta Turci

Quando l’utero rimane vuoto…

Non diventare madre è un lutto per ogni donna. Anche per quelle che non hanno mai desiderato avere un figlio. Da sempre la donna è simbolo di fertilità, ed è celebrata per la sua capacità di pro-creare. Ci crescono educando la nostra mente a identificare e guardare le persone in base ai ruoli che rivestono. E ogni donna, anche la più ribelle e anticonformista, sa che non diventare madre la relegherà in una categoria a parte, che non sarà mai veramente onorata e celebrata. Sarà sempre una donna a cui manca l’esperienza più importante, quella senza la quale “non può capire”. Ma l’anima custodisce la memoria di tutte le vite in cui si è incarnata in un corpo che è stato fecondato e ha partorito. Non solo: l’anima custodisce la memoria di tutte le antenate che hanno vissuto l’esperienza della gravidanza e del parto. La mente può essere educata a identificarsi con un ruolo sociale, ma l’anima ha in sé tutta la saggezza del tempo che la mente razionale chiama passato, presente e futuro, e sa sempre cosa significa essere madre. I figli non sono solo dei doni speciali, sono soprattutto strumenti di evoluzione per i genitori, sono Maestri. Ma ci sono vite in cui l’anima ha bisogno di incontrare un altro tipo di Maestri. Per esempio, ci sono vite in cui serve imparare ad accettare un ventre vuoto, ad accogliere la mancanza, a sperimentare la perdita. Non tutte le donne che non diventano madri, hanno scelto con la mente di sottrarsi a quel ruolo, ma la loro anima sì, aveva scelto. Ci sono vite in cui bisogna avere a disposizione molte energie per dedicarsi ad altro, perché la capacità di creare non è solo del corpo. E allora la sfida è riconoscersi talenti e doni, e onorarli e celebrarli, per lasciare che la propria fecondità si esprima come deve, senza giudizio e senza vergogna. Questa è la parte più difficile, perché la società ti vuole identificare in un ruolo, e tu invece in questa vita hai scelto di uscire da uno schema, e di distinguerti dalla maggioranza. E hai bisogno di vivere altro. Ma sia che tu l’abbia coscientemente scelto oppure no, avrai un lutto da elaborare, ed è bene che tu sappia che hai una sola alleata per farcela: te stessa. La tua anima aspetta solo di raggiungerti, perché lei sa, e può aiutarti a vedere quale immagine ti porti dentro, di chi e di cosa sei madre, e a cosa puoi e devi dare la vita in questo tempo terreno. Non fare mai tacere la dea che ti vuole creatrice e creativa, che ti vuole vedere dipingere, cantare, danzare, suonare, inventare, plasmare, scrivere, nutrire, amare. Non farla mai tacere, perché lei si arrabbierà moltissimo, e si sentirà esclusa, e farà di tutto per essere ascoltata. Se sarà necessario, userà anche il tuo corpo per farsi sentire, e arriveranno disagi e malattie, finché non la riconoscerai, l’ascolterai, la libererai, sentendoti autorizzata a essere ciò che sei. Per ogni donna che non diventa madre, c’è una dea che conosce altri modi di dare al mondo una nuova vita. Elaborare il lutto di una maternità mancata significa raggiungerla e unirsi a lei. Quella dea sa che c’è sempre una persona di cui devi diventare Madre sulla Terra nel qui e ora, e quella persona sei TU.

Roberta T.

17 GENNAIO 2018 – LUNA NUOVA IN CAPRICORNO

Alle 3.17 del 17 gennaio, la Luna si farà nuova nel Capricorno, letteralmente assediato: oltre ai luminari, nel segno ci sono Mercurio, Venere, Saturno e Plutone.​ Urano ed Eris sono ancora nell’Ariete, contribuendo ad innalzare la frequenza legata all’energia dei segni Cardinali: è il momento di passare all’azione, sostenuti tra l’altro dal moto diretto di tutti i pianeti fino al 9 marzo!
Guardate dove cadono i 27° del Capricorno nella vostra carta natale: in quel settore ci potrà essere un nuovo inizio! Mettete un intento nella vostra vita, come un seme che nei prossimi mesi germoglierà, e fatelo con un piccolo gesto: una telefonata, un incontro, un’idea. Il Capricorno è il segno più legato alla manifestazione, quindi il momento è particolarmente propizio! Tuttavia, il fatto che Marte e Giove facciano un aspetto armonico di sestile con i luminari, indica che l’intento dovrà essere allineato con le nostre passioni più autentiche affinché l’Universo lo ascolti e lo realizzi…
​Il Capricorno è un segno molto convenzionale, e tende ad allinearsi al potere istituzionalizzato, che in effetti rappresenta, segue logiche razionali ​e difficilmente osa uscire dalla zona di comfort, prediligendo le abitudini e la sicurezza. Ma in occasione di questo novilunio, i luminari, Venere e Plutone sono quadrati da Eris e Urano, due archetipi rivoluzionari, che premiano l’energia dell’individuo al servizio di libertà e indipendenza. Urano rappresenta la mente superiore, ciò che è sconosciuto: spinge verso il caos e contrasta l’ordine voluto da Saturno. Questo è il momento di svegliarsi, e di creare la propria realtà assecondando la voce dell’anima. Dobbiamo accedere alla parte più autentica di noi stessi e avere il coraggio di affermarla nel mondo, contrastando le forze esterne, che ci vorrebbero sempre uguali a noi stessi e prigionieri di un sistema che pensa solo ad alimentare se stesso, senza curarsi della ricchezza interiore dei singoli individui.
​Il Simbolo Sabiano per i 27° del Capricorno, secondo Dane Rhudyar​, è: “PELLEGRINI CHE SALGONO I GRADINI RIPIDI ​DI UNA SCALINATA CHE CONDUCE A UN
SANTUARIO SULLA MONTAGNA. L​’elevarsi della coscienza individualizzata verso le

più alte realizzazioni raggiunte dai capi spirituali della sua cultura. Noi siamo testimoni di come aumenta il livello della coscienza umana”

​Pertanto, questa Luna Nuova è un’ulteriore, preziosa opportunità per innalzare la nostra frequenza, e poiché il Capricorno è associato al raggiungimento degli obiettivi, possiamo approfittarne per mettere a fuoco quello che desideriamo veramente e agire nella direzione giusta per realizzare i nostri sogni. La congiunzione tra Saturno e Mercurio aiuta a focalizzarsi sull’obiettivo.
Inoltre, durante il ​​Novilunio, il Nodo Nord sarà congiunto a Cerere- Demetra, la divinità della Terra: proteggere il nostro pianeta è indispensabile per procedere verso la nostra “destinazione”​. Questo tema sarà molto forte durante tutto il 2018 e oltre…Forse finalmente si comprenderà l’importanza di ridurre l’uso della plastica…?
Il ciclo della trasformazione che conduce al nuovo paradigma dell’Era dell’Acquario continua, e la prossima tappa sarà la Luna Blu con l’eclissi Lunare in Leone del prossimo 31 gennaio…
​Seminate bene! 😉
Un abbraccio di luce,
Roberta

2 GENNAIO 2018: SUPERLUNA PIENA IN CANCRO

Il primo mese del nuovo anno si annuncia straordinario: con ben tre lunazioni (la seconda Luna Piena, o Luna Blu, sarà il 31 gennaio e coinciderà con un’eclissi totale lunare), ci introduce a un 2018 energeticamente molto potente, preludio di un triennio memorabile.
Martedì 2 gennaio, alle 3:24, la prima Luna Piena, a 11°37′ del Cancro, oppone il Sole, congiunto a Venere. Nel Capricorno, anche Saturno e Plutone.
Come ogni Plenilunio, segna il culmine di una situazione, il completamento di un ciclo, ma questa Luna è particolarmente significativa perché forma un Gran Trigono d’Acqua con Nettuno in Pesci e Marte in Scorpione. L’energia in circolo è creativa, intuitiva, ispirata e compassionevole, e incoraggia a meditare, a connettersi con l’anima e con il nostro lato immaginativo. 
Gli elementi dominanti sono Terra e Acqua: manca l’Aria, come a suggerirci di comunicare con il cuore, più che con la mente.
I luminari sono opposti sull’asse Cancro/Capricorno, lo stesso che sarà sollecitato il 13 luglio da una eclissi solare parziale, e dalle eclissi dell’estate 2019.
Il Cancro è il segno governato dalla Luna, ed è legato all’archetipo della madre, della famiglia, del nido, della casa.
Il Capricorno, governato da Saturno, è associato alla figura del padre severo, che divora i suoi figli, metafora del sacrificio dei sentimenti a beneficio del controllo e del potere. In questo segno troviamo l’ambizione, il successo, la conquista di sicurezza economica e sociale.
Questa Luna li mette di fronte, in una costellazione che rappresenta l’invito ad alzare la frequenza e fare un salto quantico verso l’ottava superiore degli archetipi corrispondenti: il potere del cuore e la capacità di nutrire se stessi per poter essere al servizio degli altri con autentica empatia.
Il grande trigono d’acqua dà luogo alla configurazione planetaria detta  “aquilone”, che vede all’estremità il Sole (l’affermazione di sé, l’identità, la forza vitale) e Venere (la bellezza, l’amore, l’abbondanza). Dunque, il messaggio per ognuno di noi è:
“non sacrificare te stesso per la sicurezza. Sii responsabile prima di tutto di te e del tesoro che custodisci nel tuo cuore, altrimenti finirai per sentirti vittima della vita!
Se vuoi vivere in un mondo ove regni l’armonia, devi avere l’armonia in te stesso. 
Lascia che sia il tuo cuore a guidare le tue azioni!
Non cercare di avere tutto sotto controllo, non fare della tua integrità la tua prigione. 
Abbi cura di te e non dimenticarti di chi sei veramente!”
Poco dopo il Plenilunio, la Luna opporrà Plutone, e poi quadrerà Urano, che sarà stazionario diretto proprio il 2 gennaio.
Da quel momento, fino al 23 marzo, quando Giove inizierà il moto retrogrado, tutti i pianeti saranno diretti!
L’opposizione Luna-Plutone rischia di risucchiarci nelle dinamiche di potere e di manipolazione, ma Urano chiede libertà, indipendenza dal controllo e dal condizionamento del sistema, dagli schemi dentro i quali l’uomo è spesso intrappolato, dalle credenze limitanti che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dagli avi.
Il cielo dunque ci invita a essere coraggiosi, rivoluzionari, a uscire dal recinto della mente inferiore, che ci vuole burattini prigionieri del giudizio e dell’approvazione altrui, e a creare la nostra personale realtà, vincendo la paura che troppo spesso ci fa scegliere la sicurezza sacrificando il cuore!
Il 2018 è l’anno giusto per manifestare i propri sogni e diventare veri guerrieri spirituali, consapevoli che l’universo da salvare non è là fuori, ma dentro ciascuno di noi. 
Siamo frammenti di infinito, e ci meritiamo la migliore realtà possibile, ma possiamo crearla solo se scegliamo di agire il potere del cuore!
Infiniti auguri di luce a tutti voi per un 2018 di sogni realizzati e autenticità!
Roberta Turci

“Saturno in Capricorno: è tempo di ristrutturare la tua vita!” di Roberta Turci

Saturno è il signore del karma, il dio del Tempo: è un grande maestro, che ci mostra la nostra struttura e i nostri confini. Astrologicamente, cambia segno ogni due anni e mezzo circa, e impiega approssimativamente 29 anni per compiere il giro di tutto lo zodiaco. Il 20 dicembre 2017 entra in Capricorno, dove rimarrà fino al 22 marzo 2020, quando si sposterà in Acquario per quasi 4 mesi, fino al 2 luglio. Quindi, per effetto del moto retrogrado, rientrerà in Capricorno, dove terminerà il suo passaggio il 17 dicembre 2020.

Il segno del Capricorno è governato da Saturno, e quindi, in questa posizione, il Signore del Tempo è particolarmente potente: con il ritorno di Saturno nel suo domicilio, avrà inizio un nuovo ciclo, sia a livello individuale sia a livello collettivo. Il Capricorno governa la X casa, il settore della realizzazione personale prima ancora che professionale: ha a che fare con il potere, gli affari e la solidità. È un segno legato alle tradizioni, all’organizzazione, all’ambizione e alla difesa, vista come mezzo per tutelare gli obiettivi raggiunti e la sicurezza conquistata. Ma tutto questo può diventare un limite, perché la rigidità del Capricorno poco si concilia col principio universale del cambiamento.

L’archetipo dovrà quindi trovare un nuovo modo di esprimersi e manifestarsi, accordandosi alle nuove frequenze dell’Era dell’Acquario, ormai alle porte. L’ombra del Capricorno è nel suo eccessivo materialismo, nel pessimismo, nella rigidità, caratteristiche che in questo momento storico energeticamente molto particolare, non reggono più. Per chi rimane agganciato ai vecchi schemi, ci sarà un prezzo da pagare. Se abbiamo perso tempo, energia e felicità dietro a qualcosa che non ci apparteneva più, saremo costretti ad accorgercene e a rivedere i nostri obiettivi. Quello che Saturno vuole ora da noi, è che impariamo a coltivare le qualità del Capricorno, ovvero: ordine, integrità, disciplina, pazienza e perseveranza. Vuole legami sinceri e autentici, e ben definiti. Non ama l’ambiguità, esige scelte chiare. Saremo spinti dalle circostanze o dal nostro sentire, a prendere decisioni in accordo con ciò che è funzionale alla nostra evoluzione, e dovremo lasciare andare definitivamente le cause perse e quello che non funziona più.

A livello fisico, dovremo prestare attenzione alla salute di denti, pelle e ossa, soprattutto alle ginocchia, che ben rappresentano la capacità di “piegarsi”, soprattutto metaforicamente.

Da questo passaggio, saranno toccati principalmente i segni Cardinali: Ariete e Bilancia lo ricevono in quadratura, aspetto di forte tensione evolutiva, il Cancro lo riceve in opposizione, e sarà quindi chiamato a portare l’attenzione sulle dinamiche di relazione, e naturalmente il Capricorno vivrà la congiunzione, vera e propria lente di ingrandimento sulla ristrutturazione dell’identità personale. Per i Capricorno, pur abituati alla severità del Signore del karma, sarà un periodo di cambiamenti: qualcosa finirà e nuove situazioni avranno inizio. La lezione da imparare, ogni volta che Saturno transita nel proprio segno di nascita, è adattarsi al flusso della vita, lasciando andare tutto quello che non serve più, che non fa crescere, che limita, per fare spazio a nuove strutture: si distrugge per ricreare. Per un Capricorno si tratta di una sfida al limite del paradosso: essere flessibili nella propria affidabilità.

I segni che maggiormente beneficeranno del transito sono invece Toro, Vergine, Scorpione e Pesci.

A livello individuale, per tutti i segni, è importante osservare in quale casa transita Saturno (ovvero in quale o quali case cade il segno del Capricorno) nel proprio tema natale.

Vi ricordo, con parole chiave, il significato di ciascun settore, nel quale potrà avvenire una vera e propria ristrutturazione:

I casa: identità personale (si elimina ciò che limita l’espressione di sé)

II casa: rapporto con i soldi/ talenti, risorse/valore personale

III casa: istruzione/ comunicazione/modo in cui si interagisce

IV casa: abitazione/ ambiente di riferimento/ famiglia/ anima/paternità

V casa: creatività/rapporti coi figli/innamoramento/passioni

VI casa: lavoro/ abitudini di vita/ disciplina/ salute e benessere

VII casa: relazioni e associazioni (possono finire o diventare più serie e impegnative)

VIII casa: finanze/sesso/ fiducia in se stessi /trasformazione interiore

IX casa: viaggi/trasferimenti all’estero/studi superiori/crescita spirituale

X casa: carriera/riconoscimento/ successo/realizzazione personale

XI casa: amicizie/gruppi/obiettivi/sistema di riferimento

XII casa: lasciare andare il passato/affidarsi al tempismo divino/ aumento di consapevolezza

Molto importante anche osservare l’aspetto che forma Saturno in transito con se stesso, cioè con la posizione che aveva alla nascita, nel singolo tema natale. Particolarmente significativi sono i ritorni (il primo a 29 anni circa e il secondo intorno ai 56), le quadrature e le opposizioni. Per approfondimenti, vi rimando all’articolo I CICLI DI SATURNO E L’EVOLUZIONE DELL’ANIMA.

Transitando nel segno del Capricorno, Saturno andrà a rafforzare il lavoro che Plutone sta facendo dal 2008 (e che proseguirà fino al 2024). Anche se la congiunzione tecnicamente si verificherà più avanti, resta il fatto che entrambi gli archetipi vibreranno a lungo alla stessa frequenza energetica, portando cambiamenti profondi e duraturi a vari livelli.

La congiunzione esatta tra Saturno e Plutone sarà a 22° del Capricorno il 12 gennaio 2020. Questo aspetto ha a che fare con un’esacerbazione delle dinamiche di potere, con la tirannia, la prevaricazione, la corruzione, la criminalità organizzata, la recessione, nuovi assetti finanziari (su questo agirà anche Urano, in Toro dal 16 maggio 2018), e le guerre. La gente alzerà sempre più la voce e si ribellerà sempre più compatta e determinata al sistema, e molte strutture crolleranno. Di contro, la scienza, in particolare l’ingegneria genetica e la fisica quantistica, faranno grandi passi avanti, sostenendo e favorendo cambiamenti significativi per lo più a favore del benessere dell’uomo.

Il vecchio saggio dello Zodiaco, nel suo domicilio, ci urla a gran voce che dobbiamo riconoscere il valore del Tempo: in questa vita, non abbiamo a disposizione l’eternità! È bene agire, con integrità e senso di responsabilità, pur tenendo sempre presente che ogni cosa ha il suo tempo, che c’è un Ordine Superiore che va accettato, e che per ottenere risultati apprezzabili, bisogna impegnarsi seriamente e avere pazienza.

Saturno interviene laddove non è rispettato “l’Ordine Supremo delle Cose”, e lo fa distruggendo tutto quello che non è funzionale all’evoluzione dell’uomo. Ognuno di noi è chiamato a verificare di essere esattamente al suo posto, quello che l’anima aveva scelto prima di incarnarsi. Se così non è, dobbiamo avere il coraggio di spostarci dalla zona di comfort, dove ci sentiamo al sicuro, ma siamo immobili e inerti. Chi si ostina a rimanere dove non è libero di affermare la propria identità e mostrare il proprio valore, subirà eventi che lo costringeranno a sovvertire l’ordine delle cose. 

Saturno non è malefico, è solo severo. Ci lascia la possibilità di scegliere, ma se ci rifiutiamo di aprire gli occhi e prendere decisioni in accordo con il destino scelto dalla nostra anima, è costretto a intervenire, manifestandosi con modalità che stabilisce a sua discrezione.

L’astrologia ha proprio l’utilità di mostrarci per tempo il significato dei simboli che si muovono nel cielo: usiamola quindi nel modo migliore, agendo quei simboli prima che loro agiscano noi.

Ci lamentiamo continuamente del mondo che ci ospita. Ristrutturando la nostra vita, dandole una direzione più autentica, facciamo l’unica cosa che è davvero in nostro potere per ristrutturare la casa in cui abitiamo, la Terra.

A breve, con le indicazioni per il 2018, vedremo gli effetti di questo passaggio per ciascun segno solare.

Felice ristrutturazione! 😉

Roberta Turci

Mi trovate anche sul blog http://lastronellamanica.com/

A colloquio col Maestro Distante: perché il mio orecchio sinistro non vuole più sentire?

Ho fatto il corso intensivo “Maestri Invisibili” con Igor Sibaldi nel luglio 2016, e ho ricevuto da lui l’abilitazione all’insegnamento della tecnica. Una gioia infinita, un grande regalo della vita. Come dico spesso, se non avessi dovuto insegnare la tecnica ad altri, forse non l’avrei approfondita come ho fatto e continuo a fare.Tra i tanti dialoghi che ho avuto con LORO, voglio ora condividere uno dei più importanti, avuto in un momento particolarmente critico. E ci tengo a raccontarvi tutto quello che è successo, perché credo davvero che questa storia offra parecchi spunti di riflessione…

Il 6 maggio scorso, un sabato mattina, ho deciso di lavare i capelli a testa in giù nella vasca, diversamente da come faccio di solito. Dovevo lasciare una maschera riflessante in posa per un quarto d’ora e ho preferito fare la doccia nella fase del risciacquo. (Lo so, sembrano dettagli irrilevanti, ma non lo sono…)
Quando ho sollevato la testa, non ci sentivo più dall’orecchio sinistro. Ho dato la colpa all’acqua che era entrata, ma col passare delle ore, l’orecchio non si stappava.
Ho pensato a un tappo di cerume, e poiché lavoro in un ospedale, non mi sono allarmata e ho atteso il lunedì per sottopormi a una visita dall’otorino.
Lo specialista, dopo aver analizzato l’orecchio con l’otoscopio, non ha rilevato la presenza di alcun tappo di cerume, né di altre anomalie. Immediatamente, ha espresso estrema preoccupazione per il mio stato, spaventandomi a tal punto da farmi quasi collassare nel suo studio. Mi ha parlato di sordità idiopatica (la cui causa cioè non è nota) e della necessità di fare immediatamente un esame audiometrico tonale e impedenzometrico e una risonanza alla testa per valutare la funzionalità uditiva e rintracciare “eventuali patologie” responsabili della sordità.
Non vivo nella paura della malattia, tanto più che grazie al mio percorso personale  e professionale, so che la malattia nasce sul piano energetico e si manifesta sul piano fisico solo quando non siamo in contatto con la nostra anima, e il corpo diventa l’unico canale che l’IO GRANDE ha per comunicarci qualcosa…eppure quel medico è riuscito a terrorizzarmi a tal punto che ho ingurgitato in poche ore una dose da cavallo di cortisone (io che non prendo neanche l’aspirina!), e ho prenotato immediatamente la risonanza.
Nel giro di 20 ore, mi sono risvegliata dal mio torpore, ho sospeso l’assunzione del cortisone (supportata anche da dati scientifici che escludevano una correlazione tra l’assunzione di cortisone e la guarigione dalla sordità idiopatica), che comunque è riuscito a causarmi una piccola colica…, e cancellato la prenotazione della risonanza.
Ho fatto solo l’esame audiometrico, che ha rilevato una sordità del 70% all’orecchio sinistro.
L’orecchio sinistro è collegato all’emisfero destro, la parte femminile, intuitiva, creativa. L’emisfero destro dialoga per immagini, simboli, archetipi e si trova fuori dal concetto di tempo: è esattamente l’emisfero che si attiva quando si va nella stanza tonda, quando si è in stato theta e si vive ad esempio l’esperienza dell’ipnosi regressiva…
Fin dal primo istante, mi sono chiesta perché. Cosa stava cercando di dirmi il mio corpo? Cosa non volevo sentire? O forse c’era qualcosa che avevo paura di sentire? O avrei voluto sentire qualcosa che non sentivo più da troppo tempo? (Il 6 maggio è una data significativa per la mia vita affettiva…)
Ero in un momento di grande lavoro interiore, centrata, determinata. Non capivo proprio cosa volesse dirmi l’improvvisa sordità.
Non so perché non mi è venuto in mente subito (ho sempre avuto un po’ paura di disturbarli!!), ma dopo 5 giorni mi sono ricordata che avevo un canale speciale e che c’era qualcuno in una certa stanza tonda che avrebbe potuto spiegarmi…
E così ho chiesto a LORO. Anzi, ho chiesto LORO di portarmi dal maestro distante, quello che accede ai Registri Akashici.
L’ho incontrato al piano -53, e questa è stata la sua risposta:
Mia cara, stai sentendo molte cose che non ti piacciono e cerchi di evitarle, ma ciò che devi evitare è altro. Non puoi sottrarti a certi compiti che sono la tua lezione di questa vita, ma devi separarti da altre cose che non ti servono più. Continua ad ascoltare il cuore e non spazientirti con chi non ce la fa. L’Amore è questo e non conosce altre strade. La guarigione è nell’amore e nell’accettazione e nel lasciare andare tutto quello che è celebrazione personale. Abbi fede. Vai avanti e lascia indietro chi non ti lascia spazio per il tuo percorso. Tutto ha un senso, e se qualcosa arriva a fermarti, una ragione c’è. 
Dopo essere risalita nella stanza tonda, ho chiesto conferma ai maestri, ed è quella che vedete nell’immagine allegata. L’ho fotografata tra le lacrime, di gioia e gratitudine: più chiara di così non poteva essere…(per chi non lo sapesse, durante i dialoghi con i maestri, si deve chiedere conferma, facendosi dire dei numeri che corrispondono alla pagina, alla colonna e alle righe della Bibbia, usata come testo vasto e versatile senza alcuna connotazione religiosa)
Dopo esattamente 9 giorni, una sessione di theta-healing e una di radioestesia condotte da due amici e professionisti straordinari, il 15 maggio l’udito è tornato, improvvisamente, così come se ne era andato, lasciando stupiti anche i tecnici che mi hanno fatto l’esame audiometrico di controllo. Il commento di una di loro è stato: ” è proprio vero che a volte il corpo fa cose che la mente non può spiegare..”
Qualche settimana dopo, sono andata ad aggiornare anche l’otorino che mi aveva visitato, dicendogli che mi permettevo di suggerirgli di spaventare meno i pazienti.
La sua risposta è stata: ” Ma io lo faccio apposta! Se uno non si spaventa, poi non si cura adeguatamente…”. (Cosa aggiungere? Forse che la paura faccia ammalare più della “malattia” stessa?)
Mi ha anche detto: ” Lo sa che lei è stata fortunata? C’è qualcuno lassù che la ama!”. “Oh sì lo so”, gli ho risposto, e dubito che abbia capito che lo sapevo davvero! E lo so ogni giorno di più!
La fortuna, come la sfortuna, non esistono.
Noi possiamo creare la nostra realtà, e tutto l’Universo ci parla continuamente…
Da questa storia ho imparato tante, tante cose, e ci tenevo proprio a condividerla…
Roberta Turci