Le Eclissi dell’Estate 2019 (prima parte) – 2 luglio: Eclissi Solare in Cancro, di Roberta Turci

Ne parliamo da tempo, e quel Tempo è ora.

Il mese di luglio è il più potente dell’anno, con le due lunazioni amplificate dal fenomeno delle Eclissi, la prima delle quali è un’Eclissi Solare (non visibile in Italia), con il Sole a circa 10°40′ del Cancro, che avrà luogo appena dopo il Novilunio, nella serata del 2 luglio.

Un’Eclissi Solare avviene sempre in concomitanza con una Luna Nuova, quando Sole e Luna sono congiunti e allineati con la Terra. Pertanto, per la definizione stessa di Nodo Lunare (puoi approfondire il significato dei Nodi Lunari qui e qui), un’Eclissi si verifica sempre in prossimità dei Nodi. In questo caso, i Luminari sono congiunti al Nodo Nord, che si trova a 17° circa del Cancro. Sulla polarità opposta, in Capricorno, troviamo ovviamente il Nodo Sud, strettamente congiunto a Saturno, e Plutone.

L’asse Cancro-Capricorno è fortemente sollecitato da molto, molto tempo. Basti pensare che il ciclo dei Nodi Lunari dura circa 18,5 anni, e quindi 9 anni fa (tra il 2009 e il 2011) si sono verificate Eclissi sullo stesso asse, ma con la polarità inversa, cioè il Nodo Nord in Capricorno e il Nodo Sud in Cancro.

La famiglia di Eclissi a cui appartiene quella del 2 luglio si è attivata il 13 luglio dello scorso anno (ne ho parlato qui) e si chiuderà nell’estate del 2020. L’Eclissi del 13 luglio 2018 era direttamente collegata all’Eclissi del 12 luglio 2010.  Ripensa  a quello che è accaduto nella tua vita nell’Estate del 2010, e in prossimità delle Eclissi della scorsa Estate: quali tematiche hai dovuto affrontare, cosa hai dovuto mettere in discussione nella tua vita? 

Un’Eclissi Solare è una grande occasione, una chiamata al risveglio, un Novilunio ancora più intenso e potente: qualcosa di inatteso può accadere. Il Sole, simbolo di ciò di cui facciamo esperienza sul piano materiale, è oscurato dalla Luna, che rappresenta il nostro mondo emozionale, interiore. Questo significa che in occasione di un’Eclissi Solare, qualcosa accade dentro di noi, nel profondo: forse ci accorgiamo di quello che manca nella nostra vita, di un desiderio che abbiamo a lungo ignorato, di un’emozione che abbiamo represso. Con la successiva Eclissi Lunare, potranno venire alla luce delle verità nascoste, il che porterà a prendere determinate decisioni o a subire le conseguenze di scelte altrui. Ma potrebbe anche non accadere nulla, ora. Potrebbe semplicemente prepararsi il terreno per un evento che si verificherà in prossimità delle Eclissi successive (in questo caso, in dicembre o nel 2020).

In estrema sintesi, le Eclissi ci mettono alla prova, ci costringono a verificare se siamo sul cammino che la nostra anima ha scelto per noi prima della nascita. Se siamo sulla nostra strada, l’impatto sarà lieve. Ma se ci siamo allontanati troppo dalla strada “maestra”, se non abbiamo prestato attenzione ai segnali dell’Universo e ai messaggi della nostra anima, sviluppando intuizione e percezione, la vita ora ci dà la possibilità di cambiare traiettoria. Se lo fa con eventi improvvisi e spiacevoli, è perché troppe volte non le abbiamo dato ascolto. Se invece accogliamo il cambiamento, ci dà la possibilità di scegliere e di decidere come attuarlo.

Poiché l’asse interessato è Cancro/Capricorno, la tematica portante è la ridefinizione dei concetti di controllo e sicurezza (ne avevo già parlato nell’articolo dedicato al transito del Nodo Nord in Cancro), sia a livello individuale sia collettivo.

Se a livello collettivo questo ha a che fare con l’autorità esercitata dai governi e dalle istituzioni, con il potere economico e il controllo esercitato dagli organismi religiosi, a livello individuale ha a che fare principalmente con la relazione che abbiamo avuto, soprattutto da bambini, con i nostri genitori, che hanno rappresentato per noi contemporaneamente l’autorità e la sicurezza.

I nostri genitori non sono altro che la proiezione sul piano materiale delle polarità maschile e femminile della nostra anima. L’obiettivo della vita sulla Terra è integrare queste due polarità, e per poterlo fare è necessario sanare tutte le ferite che l’anima si porta dietro di vita in vita. Per questa ragione, il rapporto con i genitori è praticamente sempre sbilanciato e disfunzionale, indipendentemente dal loro comportamento, dalla loro presenza o assenza, e dalle loro reali intenzioni. L’Anima ha già stabilito come li percepirà, e queste percezioni sono necessarie per fissare nella personalità le caratteristiche da cui dipenderà la qualità delle relazioni che vivremo da adulti. Alcuni sviluppano un eccessivo attaccamento alle figure genitoriali, e non se ne staccano mai veramente, nemmeno quando formano a loro volta un nuovo nucleo familiare né  quando i genitori, raggiunta la tarda età, muoiono. Altri hanno sofferto la mancanza fisica o affettiva di uno o di entrambi i genitori, e hanno dovuto diventare grandi troppo in fretta, “dimenticando” di nutrire il loro bambino interiore. Anche chi apparentemente ha avuto un rapporto sereno con i propri genitori, ha registrato (inconsciamente!) dei modelli disfunzionali che ha reiterato nella vita adulta, almeno fino a quando non ne ha preso coscienza.

Crescere significa diventare sé stessi, e spogliarsi dei condizionamenti ricevuti, imparando ad affermare la propria identità, anche a costo di non avere il riconoscimento e l’accettazione dei propri genitori e della società in genere. E solo dopo aver preso coscienza di questi meccanismi e aver spezzato lo schema, è possibile amare veramente madre e padre, che finalmente possono essere visti per quello che sono, e non come immagini idealizzate dai bisogni infantili. 

Sole e Luna nel tema natale rappresentano proprio il padre e la madre, mentre il segno del Cancro, governato dalla Luna, è co-significante della IV casa astrologica, ovvero del settore della famiglia di origine e della casa, come luogo al quale si appartiene. Il segno del Capricorno, governato da Saturno, signore del Karma e del Tempo, e simbolo di autorità e ambizione, è co-significante della X casa, settore dell’affermazione sociale e della realizzazione personale. Non a caso, gli appartenenti a questi due segni zodiacali, sono spesso molto legati alla famiglia e alla posizione sociale, e faticano a contattare ed esprimere in modo autentico la propria essenza e le proprie emozioni. Per loro, il ciclo di Eclissi sull’asse Cancro/Capricorno è una importante verifica: “Stai davvero bene nel nido che ti sei costruito?”, “Stai facendo davvero quello che desideri?”, “Hai bisogno degli altri, dei tuoi genitori, dei tuoi figli, per dare un senso alla tua vita?”, “Hai bisogno che i tuoi genitori, o i tuoi figli, o gli altri in generale, abbiano bisogno di te, per sentire di avere un ruolo in questo mondo?”

Queste sono domande che dovremmo sempre farci tutti, indipendentemente dal segno zodiacale! Ma senza dubbio, per qualcuno, ora, non è più possibile ignorarle…

Su cosa sono basate le tue relazioni? Sulla paura della solitudine? Sul bisogno di sentirti utile, di essere considerata una brava persona? Sul bisogno di avere una bella casa, da ostentare o riempire di amici perché non ci sia tempo di guardarsi allo specchio? Sulla necessità di avere un ruolo ben definito di fronte alla società? Presta attenzione a quello che dice la tua anima. Forse a lei non interessa né la tua bella casa, né il ruolo che interpreti. Per la tua anima non hanno alcun valore i contratti sociali, né i possedimenti materiali. La tua anima vuole vibrare!

Va da sé che questa Eclissi sarà avvertita maggiormente da coloro che sono nati tra il 27 giugno e il 5 luglio, e tra il 27 dicembre e il 5 gennaio. Impatterà anche su Ariete e Bilancia della seconda decade, e su tutti coloro che hanno nel tema natale i Nodi Lunari sull’asse Cancro/Capricorno o Ariete/Bilancia. Inoltre, sarà particolarmente sentita da chi ha pianeti o angoli del Cielo intorno ai 10° dei segni Cardinali (Ariete, Bilancia, Cancro, Capricorno).

Per tutti, è importante osservare in quale casa astrologica cadono i 10°40′ del Cancro. Se hai difficoltà, puoi guardare il tutorial che ho preparato per te (lo trovi qui).  Trovi una traccia per l’interpretazione anche nell’articolo dedicato alle Lunazioni.

La casa del tema natale interessata dal transito corrisponde all’area della vita che sarà maggiormente sollecitata. Non tutti avvertiranno distintamente questa energia. Ma tutti in qualche modo saremo chiamati ad accordarci sempre più con le nuove frequenze del nostro pianeta. Ci stiamo muovendo verso un nuovo mondo, in cui saranno ridefiniti i concetti di famiglia, sicurezza, controllo. Dovremo riconoscere con onestà la differenza tra valori e bisogni!

Soprattutto in Italia, un certo tipo di cultura, ci ha passato la convinzione che la famiglia debba essere sempre considerata un valore, da difendere a ogni costo, ma in realtà è spesso un limite, un impedimento all’espressione di sé. Offre sicurezza, è vero, come un recinto che protegge dalle incognite dello spazio aperto, ma impedisce anche di scoprire nuovi orizzonti e di spiccare il volo. Senza contare che spesso, proprio in famiglia si consumano abusi (non solo fisici!) e violenze. Le persone si raccontano di aver fondato la propria famiglia sull’amore, ma la verità è che non sanno contare solo su sé stesse, e hanno bisogno di accettazione e supporto. O al contrario (l’altra faccia della stessa medaglia!) hanno bisogno di sentirsi indispensabili per qualcuno, di nutrire gli altri. Ma come si può riempire il bicchiere di un altro con una bottiglia vuota? Se non impari a nutrire te stesso, te stessa, se non impari a darti valore, come puoi nutrire in modo sano gli altri, figli compresi? In nome di cosa stai dimenticandoti di te? 

Nel nuovo paradigma, il concetto di famiglia sarà completamente rivisto e corretto: non più la famiglia come istituzione, limite e obbligo sociale, ma come gruppo di persone che si appartengono a livello animico, affini per vibrazione e non per contratto, che si sostengono e si accompagnano gli uni gli altri verso la realizzazione di sé. Senza desiderio di controllo né possesso. Senza bisogni né aspettative da soddisfare .

Per poter operare una tale trasformazione, bisogna imparare a trovare la sicurezza dentro di sé, a non delegare strutture e istituzioni, a non farne una questione di successo, ricchezza e potere, a non manipolare, ricattare, controllare gli altri pur di sfuggire la solitudine. Bisogna imparare ad amare e onorare la propria anima, prima di tutto.

Una grande sfida. Ognuno scelga: se accoglierla, oppure no. Dobbiamo sapere, in ogni caso, che le scelte si pagano. Che ogni decisione ha le sue conseguenze. E che non c’è nessuno a cui dare la colpa se le cose vanno “male”. Se poi arrivano le malattie (l’anima parla attraverso il corpo!), i problemi economici (il denaro che attiriamo è una rappresentazione di quanto valore diamo a noi stessi), ansia e depressione (energia che non esprimiamo), problemi sul lavoro (riconducibili sempre a dinamiche relazionali!), e disaccordi con le persone (gli altri sono specchi in cui vedere meglio chi siamo), è solo l’anima che ti sta mandando messaggi. Per quanto ancora vorrai ignorarla?

Con amore,

Roberta Turci

P.S. Se vuoi comprendere il cammino scelto dalla tua anima e l’impatto che possono avere le Eclissi sulla tua vita, scrivimi: [email protected]

Vieni a trovarmi anche sul blog https://lastronellamanica.com

 

 

3 giugno – Luna Nuova in Gemelli: prepariamoci alle Eclissi!, di Roberta Turci

Lunedì 3 giugno, alle 12.02, inizia un nuovo ciclo lunare, nel segno dei Gemelli, e precisamente a 12°33′ del segno governato da Mercurio, il folletto dello zodiaco, curioso e leggero, ma capace anche di avventurarsi nelle zone più oscure. Si tratta di un cambio di energia non da poco, in un clima generale pesante e implacabile. La risonanza Schumann è ai massimi storici, l’energia del pianeta si sta alzando rapidamente, e molti di noi faticano ad adeguarsi. Tante persone avvertono disagi nel corpo, e le emozioni represse chiedono di essere ascoltate.

Questo è il tempo dei nodi che vengono al pettine, delle verità che non possono più essere tenute nascoste, dei baluardi da conquistare per affermare una nuova libertà. Il Novilunio segna l’inizio di una fase, in cui arriveranno tante informazioni, e cercheremo risposte, sentendoci confusi e smarriti, ma è anche l’inizio del mese che conduce alla stagione  delle Eclissi, il momento più potente dell’anno. Il 1° giugno, Marte era a 10° del Cancro, esattamente dove si troverà la Luna il 2 luglio, quando ci sarà la prima Eclissi, quella solare, con la Luna Nuova in Cancro. Questo significa che le Eclissi sono già state attivate, e il cambio di energia è già qui! Ripensa a cosa è accaduto tra il 2009 e il 2011, quando le Eclissi si sono verificate sullo stesso asse…

Non c’è da stupirsi che questo nuovo che avanza ci destabilizzi. Cerchiamo risposte e soluzioni, quasi bulimici di informazioni, correndo il rischio di essere dispersivi e inconcludenti. Dovremmo invece stare più centrati e focalizzati sui nostri obiettivi, ma per farlo dobbiamo essere onesti con noi stessi.

Vogliamo la magia, chiediamo a qualcuno di spezzare l’incantesimo che ci ha tenuti prigionieri finora, ignorando che nessuno può fare magie per noi. Ripetiamo “speriamo che passi”, o chiediamo agli “esperti” quando passerà, ma la verità è che non passerà se non saremo noi a trasformare la nostra energia.

La Magia è l’arte di operare il cambiamento in conformità con la volontà”, diceva Aleister Crowley. Ma per fare una magia bisogna sapere molto bene cosa si vuole ottenere. E a volte preferiamo non saperlo, e ci uniformiamo a una volontà che non è nostra, ma è semplicemente in accordo con quello che “gli altri” si aspettano da noi.

La volontà che consente la magia è invece quella dell’anima. E nulla ha a che fare con le acrobazie della mente.

Ecco che allora, un Novilunio con i luminari opposti a Giove e quadrati a Nettuno (con Giove e Nettuno che sono in quadratura da mesi e lo saranno ancora a lungo), può rappresentare un momento di grande caos, ma anche di grande connessione. Dipende tutto dalla frequenza a cui si vibra. Nella mente c’è il caos, mentre l’anima conosce la direzione.

Hermes, ovvero Mercurio, signore di questa Luna, sa essere leggero: con i suoi sandali alati può muoversi velocemente, distrattamente. Ma può anche scendere nel regno di Ade, nel mondo invisibile, l’underworld, e accompagnare i vivi nel regno dei morti, per poi riportarli su. E lì, soltanto lì, ognuno di noi può incontrare la missione della sua anima.

Tutti i cambiamenti e tutte le separazioni che viviamo nelle nostre vite, sono piccole morti. Ogni volta che dobbiamo fare una scelta, prendere una decisione, o subiamo scelte e decisioni altrui, siamo chiamati a scendere nell’Ade per poi risalire. La morte in vita è trasformazione, ed è di trasformazione in trasformazione che possiamo raggiungere l’obiettivo che la nostra anima si è posta. Se ci ostiniamo a evitare la discesa nell’Ade, restando aggrappati a un sistema di valori che non abbiamo scelto, non incontreremo mai la nostra anima! Non staremo mai in silenzio ad ascoltarla. E lasceremo che sia la mente a guidarci, verso obiettivi che non sono veramente nostri.

Osserva dove si trovano i 12°33′ dei Gemelli nel tuo tema natale. Magari questo tutorial che ho preparato per te può esserti utile. Osserva la casa in cui cadono, ed eventuali aspetti con pianeti o punti del tema. Metti un intento nel settore della vita sollecitato dalla lunazione. Ma mettilo in accordo con l’anima, non seguendo le circonvoluzioni della mente! Fai silenzio dentro di te. Lascia fuori il chiacchiericcio del mondo. Accogli le emozioni che ti scuotono, ma cerca di restare immobile mentre ti attraversano: solo così, in una saggia immobilità, nell’intensità del tuo silenzio interiore, vedrai chiaramente quello che la tua anima vuole per te.

Non è poi così difficile comprendere se la strada è quella giusta, o se stai seguendo la mappa disegnata da qualcun altro:

  1. ascolta il corpo: lui non mente mai. I tuoi disturbi, i disagi, gli incidenti, le ferite, arrivano a dirti qualcosa. Non raccontarti, per esempio, che ti è venuto il raffreddore perché hai preso freddo. Il raffreddore ti è venuto perché c’è qualcosa che vorresti evitare nei giorni a venire. E se ti fai male cadendo, è perché hai bisogno di fermarti. Impara ad amare il tuo corpo, a rispettarne i ritmi. Non cadere nella trappola dell’iperattività per soddisfare le aspettative altrui!
  2. osserva gli eventi che si ripetono: hanno sempre un messaggio per te. Impara a leggere i segnali. Il caso non esiste, e tutto quello che accade, accade per indicarti   la strada.

Sta a noi decidere, se accogliere o resistere. Viviamo un tempo straordinario, in cui tutto è accelerato. Possiamo diventare co-creatori della nostra realtà, se impariamo ad ascoltarci, con onestà e con costanza, facendo silenzio intorno e dentro di noi. Ricordiamoci sempre che possiamo scegliere su quale frequenza sintonizzarci, e non dobbiamo farlo solo per noi stessi, ma per il pianeta e per l’umanità intera!

Questa Luna è una grande occasione: non sprechiamola!

Con amore,

Roberta

5 maggio 2019: un NOVILUNIO IN TORO per me molto importante…, di Roberta Turci

 

Ogni giorno sarai tentato di reagire nello stesso vecchio modo di sempre. Chiediti allora se vuoi essere un prigioniero del tuo passato o il pioniere del tuo futuro. (Deepak Chopra)

Sono momenti pesanti. Lo sono per tutti. Domani, domenica 5 maggio, precisamente alle 00:45, ci sarà il Novilunio in Toro, a 14°10′ del segno. Come sempre, suggerisco di guardare in quale casa si forma. Sul mio canale YouTube c’è un video in cui provo a spiegare come si fa e quale interpretazione dare. https://www.youtube.com/watch?v=9mwILqS5D20

Nel mio tema natale, si forma in VII casa, il settore delle relazioni. In questo momento, ho anche Chirone congiunto a Chirone natale, in Ariete. E Nettuno, governatore dei Pesci, perfettamente congiunto con il Nodo Nord, in Pesci. E, se non bastasse, Urano, in Toro, è ormai congiunto al mio Saturno radix. Per fortuna (o sincronicità?), Plutone, il mio pianeta, in quanto governatore dello Scorpione (segno in cui ho Sole e Ascendente, oltre che Mercurio e Venere), fa un sestile esatto con Sole e Mercurio, e mi sostiene.

E quindi?, voi direte. Noi vogliamo che l’astrologa interpreti i nostri transiti, non che ci racconti i suoi! Comprensibile. 🙂

Tuttavia, trovo che i miei personali transiti del momento siano incredibilmente sincronizzati con la chiamata che l’Universo sta manifestando per tutti noi. A cominciare da Urano che si trova a 1° dal mio Saturno radix, in VI casa, in Toro, e che stazionerà da quelle parti fino a marzo 2020. Nel mio tema, Saturno oppone Venere e quadra Marte: li tiene in ostaggio da sempre, mettendomi limiti nel corpo, nell’azione e nell’espressione delle emozioni. Tutta la Terra del mio tema è racchiusa nel governatore del Capricorno, il Signore del Karma, che staziona nella casa co-significante della Vergine, nel terzo segno di Terra, il Toro, appunto. Potrei aggiungere che mio padre è del segno della Vergine, e i tre uomini che mi hanno “rasa al suolo” sono uno del Toro e due del Capricorno. A conferma che per me è la Terra l’elemento da integrare. D’altronde io sono Acqua, e l’acqua nutre la Terra, mentre la Terra argina l’acqua, la guida, la contiene. Guai se Saturno non fosse stato lì a mettere tutti i paletti, e a trattenermi in una sorta di zona franca, dove spesso mi sono sentita prigioniera, ma anche protetta. La mente, l’ego, la coscienza non l’hanno amato, ma la mia anima ha sempre saputo di avere bisogno di lui, guardiano della soglia, eppure stimolo e sfida. Saturno è questo, e lo sappiamo bene. Dal dicembre 2017, si trova a casa sua, nel Capricorno, ed è più inflessibile che mai: ci sta facendo vedere tutti i danni dell’eccessiva rigidità, i limiti dei limiti che impone, sta esasperando le regole date da un sistema ormai obsoleto e disfunzionale, mostrando nel contempo l’importanza dell’autodisciplina e dell’ordine interiore. Saturno è il simbolo degli stereotipi e dei modelli a cui per secoli ci siamo uniformati per il bisogno di essere accettati e di appartenere a un gruppo.

E adesso Urano, il ribelle, colui che rompe tutti gli schemi, è sul mio Saturno! Ho deciso di immaginarlo come un “liberi tutti!“. Ho deciso che è arrivato a buttare giù i paletti, a dirmi: “ok, tu sei questa. Se a loro non piace, è un problema loro.” E finalmente, Marte e Venere potranno esprimersi liberamente. A una condizione, però. Che si muovano nella direzione scelta dalla mia anima. Per questo, non poteva accadere prima. Non avrei saputo distinguere e ascoltare la voce più autentica che parla dentro di me. Avrei rischiato di deragliare.

Non a caso, ovviamente, sto vivendo anche il ritorno di Chirone, il cui effetto si farà sentire fino a febbraio 2020. Chirone è in Ariete, il primo segno dello zodiaco, quello associato all’identità. Con Chirone in Ariete nel tema natale, la convinzione limitante che serpeggia sotto la superficie è: “Non sono degna di vivere. Non conto niente. Cosa ci faccio io qui?” Quando, intorno ai 50 anni, Chirone torna lì, dove era alla nascita, torna per dire: “Spero per te che tu ora abbia capito cosa sei venuta a fare. Si è sempre degni di vivere. Si ha sempre uno scopo importante nella vita. E se non lo trovi, la vita te lo fa capire, con le buone o con le cattive.” Insomma, conviene capire. Conviene darsi valore, conviene ascoltarsi, accogliersi, amarsi.

E poi c’è Nettuno, che proprio ora, si congiunge con il Nodo Nord in Pesci, il punto che rappresenta la destinazione dell’anima. Oddio, son fin inquietanti tutti questi transiti insieme! Potrebbero persino rappresentare il ritorno a casa! Ma se anche fosse, uno Scorpione non si spaventa. Soprattutto uno Scorpione che ha imparato da tempo a scendere negli Inferi, nel regno del suo amico Plutone, e a ritornare su, più e più volte. Nettuno congiunto con il Nodo Nord è uno sblocco destinico, un risveglio totale, irreversibile.

Ora so chi sono, e soprattutto non ho più intenzione di nascondermi o mimetizzarmi per la paura di essere inopportuna. Certo che per qualcuno lo sono! E lo sarò sempre! Si è sempre inopportuni quando non si vive in modo standardizzato, non ci si rinchiude dentro un ruolo o dietro una maschera, quando non si ha paura di essere se stessi, e si è capaci di “sentire” gli altri e stanare le loro dinamiche difensive. Ma arrivare fin qui ha richiesto tanta sofferenza, tanta forza, tanto coraggio. E non sarebbe giusto nei miei confronti fare finta di non esserci arrivata mai.

E poi non ho finito con i paletti da buttar giù. Marte e Venere non si accorgeranno subito di essere liberi. Gli schemi inconsci sono difficili da scardinare. Devi rimanere centrata, non puoi perdere di vista la strada. Questo è per tutti il momento dei nodi che vengono al pettine, il tempo delle ferite lacerate, che sanguinano e si infettano, se non sei attenta, del dolore che urla e spiazza finché non te ne prendi cura. E non puoi farlo con noncuranza, devi proprio essere presente con tutta te stessa. Devi sentirlo in ogni cellula che te lo meriti anche tu, quell’Amore di cui parli sempre e che sembra non esserci mai. Ma c’è. E lo sai, perciò non ti arrendi. E non lo confondi con tutti quei surrogati insipidi che tengono in piedi le masse.

Con tutta la fatica che hai fatto a salire sulla vetta della montagna, non puoi tornare indietro adesso. Non è presunzione, è consapevolezza, è rispetto e amore di sé.

Non è facile, no. E il mio corpo (Saturno in VI!) si sta esprimendo ancora. Le ginocchia non mi reggono, sono doloranti. Camminare a lungo da soli può diventare intollerabile. E soffro, perché se c’è una terapia infallibile è camminare in mezzo alla Natura, cosa che adoro, e che in questo momento non posso fare a causa dei dolori alle gambe. Madre Terra ha in sé tutta la forza che ci serve, e tutte le risposte. Per questo, dobbiamo amarla e rispettarla. I miei piedi non aderiscono bene alla terra, quasi come non li avessi. Le radici mancano, spetta a me generarle a partire dal cuore, che ogni tanto perde colpi, perché non sono immune dalla paura, ma il coraggio è sempre più veloce nel correre in mio aiuto.

Sono i miei transiti, ma sono quelli di tutti. L’Universo ha tanti simboli a disposizione per dire le stese cose. Cambiano le situazioni concrete, le manifestazioni sul piano materiale. Sono diverse le sfumature, a volte sono più forti e violenti i colori, ma il quadro nell’insieme è uguale per tutti: è tempo di ribellarsi! Rabbia e ribellione sono due facce della stessa medaglia. Possiamo scegliere la rabbia sterile e dannosa che aggredisce senza consapevolezza e divora da dentro, oppure la ribellione, il ritorno alla bellezza che c’è in noi, senza paura di essere scomodi e di restare soli.

La Luna Nuova segna un inizio. E la prossima lunazione sarà il Plenilunio in Scorpione. Ne parleremo. Emozioni, intuizione e immaginazione. Libertà e indipendenza. Potere personale. Assertività. Liberi tutti, sì. Tutti quelli che hanno il coraggio di scegliere la libertà di essere ciò che sono!

Buon nuovo inizio: siate pionieri e non prigionieri!

Con amore,

Roberta

Amare gli animali, ma di quale amore?

Chi mi conosce sa quanto amo gli animali, tutti gli animali. Sono esseri puri, in cui spesso, l’anima vibra più di quella di molti esseri umani. E in particolare gli animali che vivono al fianco dell’uomo sono specchio della nostra anima, e vengono a insegnarci molto sull’amore. Ma non riesco a capire di quale amore parlano le persone che si inteneriscono di fronte ad animali abbandonati e maltrattati, e contemporaneamente esprimono rabbia e disgusto verso altri esseri umani. Mi risponderanno che gli animali sono innocenti e indifesi, mentre gli esseri umani sono cattivi.
Gli esseri umani non sono cattivi. Hanno ferite dentro, che quasi sempre non riconoscono, non esprimono, non elaborano. E quelle ferite si manifestano come aggressività, violenza, invidia, rancore. Sono le stesse ferite che hanno dentro coloro che si dicono pronti a difendere un cucciolo abbandonato, ma si scagliano contro i politici, i ladri, gli immigrati, l’uomo che salta la fila in posta, il collega stronzo, ecc ecc.
E più non vedono le proprie ferite, e più le ferite urlano e fanno male, trasformandosi in rabbia. E più danno energia alla rabbia, e più la vita li mette in situazioni dolorose e difficili.
Forse vedono se stessi in quei poveri animali: sono loro stessi a sentirsi soli, traditi, abbandonati, trattati ingiustamente. E naturalmente si aspettano che siano gli altri a cambiare, a tributar loro il riconoscimento che considerano dovuto. Si aspettano che cambi il mondo, e non si accorgono che possono scegliere di cambiare il modo di vedere il mondo: basta cambiare il modo di vedere se stessi!
Quello che vedono i nostri occhi è sempre filtrato dalla patina che copre il nostro cuore. Più è spessa, e più vediamo il mondo sporco e buio. E nessuno può ripulire il nostro cuore. Nessuno può farlo al posto nostro.
Si ritengono persone sensibili perché amano gli animali, ma non sanno amare se stessi e la vita, e di conseguenza gli altri esseri umani. Forse non si tratta di sensibilità, ma di fragilità, di una vulnerabilità non accettata, dissimulata, proiettata senza presa di coscienza su animali indifesi. O di presunzione, di pretesa di riconoscimento, di accettazione incondizionata, cosa di cui gli animali sono capaci. Per questo è più facile amare gli animali. Loro ti accettano sempre così come sei.
Ma niente è dovuto. E le persone “cattive” che incontriamo, le situazioni ingiuste di cui a volte siamo spettatori impotenti, arrivano a insegnarci anche questo.
Noi non siamo animali abbandonati o rinchiusi, che devono sperare nel buon cuore di qualcuno che li salvi.
Noi siamo liberi di scegliere se rimanere chiusi nelle gabbie che ci siamo costruiti con le nostre paure, con le pretese, con le emozioni represse, o correre incontro alla vita e salvarci da soli.

Roberta

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: TEMA NATALE E STORIA FAMILIARE (seconda parte), di Roberta Turci

In questa seconda parte della conferenza, propongo un esempio di analisi astrologica trans-generazionale: la famiglia reale britannica. Trovate il video sul mio canale YouTube:

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: LA FAMIGLIA REALE BRITANNICA (seconda parte), di Roberta Turci               

Come abbiamo visto nella prima parte (trovate il video qui), l’anima sceglie la famiglia in cui incarnarsi in base alle esperienze che ha bisogno di fare per compiere il proprio cammino evolutivo. Pertanto, l’eredità karmica familiare deve fornire all’individuo un terreno fertile per il suo processo di apprendimento.

Il karma ancestrale, che può essere ereditato attraverso i geni o attraverso l’atmosfera emozionale e intellettuale che si respira in famiglia, si combina con il karma individuale, secondo un disegno perfettamente orchestrato dall’Universo.

Con il pretesto di cercare gli indizi astrologici della catena karmica che ha attraversato le ultime cinque generazioni della famiglia reale britannica, si evidenzia l’utilità dell’interpretazione karmica di un tema natale per individuare comportamenti, ruoli interni inconsci, segreti e tabù, trasmessi di generazione in generazione senza che l’individuo ne abbia conoscenza né coscienza.

La psicogenealogia nacque con l’obiettivo di aiutare la persona a comprendere la trama della propria vita, portando alla coscienza, mediante la verbalizzazione e la contestualizzazione  personale, familiare e storica, la ripetizione di compiti incompiuti e le lealtà familiari e di gruppo invisibili e inconsce. Tuttavia, in molti casi non è possibile ricostruire la storia familiare: si pensi soltanto ai casi di bambini abbandonati, orfani sopravvissuti a catastrofi o genocidi, immigrati ed emigrati.

Con l’interpretazione dei simboli astrologici presenti nel tema natale, è possibile portare alla luce dinamiche e tematiche che costituiscono l’eredità familiare karmica, anche quando non si conoscono i fatti. Inoltre, si offre a chi non crede nella teoria della reincarnazione, una diversa chiave di lettura degli avvenimenti e dei disagi della sua vita. Consapevolezza e libero arbitrio faranno poi la loro parte, fornendo l’opportunità di spezzare la catena e cambiare gli schemi.

Analizzando i temi natali di Edoardo VIII, della regina Elisabetta, di Carlo d’Inghilterra, di suo figlio William, e del piccolo George, si possono cogliere legami invisibili trans-generazionali, che evidenziano tra l’altro il ruolo emblematico delle donne entrate a vario titolo a far parte della famiglia reale, cambiando il corso della storia: da Wallis Simpson a Lady Diana, fino a Kate Middleton, madre della generazione del XXI secolo, quella che verosimilmente ha il compito di trasformare il karma dei reali britannici.

Mi rendo conto che i video sono lunghi e densi, ma la conferenza è stata preparata per la presentazione al CIDA, quindi è rivolta a studenti ed esperti di astrologia. Se avete dubbi o curiosità, potete scrivermi al mio indirizzo mali: [email protected].

Se, come me, siete appassionati della storia della Royal Family, potete trovare sul blog l’astronellamanica, altri due articoli, uno riguardante Lady Diana, che ho scritto in occasione del ventennale della sua morte, l’altro dedicato al matrimonio di Harry e Meghan, con un’analisi in chiave evolutiva del loro incontro.

Ecco i link:

https://lastronellamanica.com/2017/08/30/lady-diana-leredita-karmica-della-regina-di-cuori-di-roberta-turci/

Harry&Meghan: l’intento evolutivo della coppia, di Roberta Turci

See you soon 😉

Roberta

 

6 marzo 2019: Urano in Toro e Novilunio in Pesci, di Roberta Turci

Urano è l’archetipo correlato all’individuazione, alla liberazione e al decondizionamento. Fondamentalmente, Urano rappresenta il decondizionamento da Saturno, che è il suo archetipo antitetico. Saturno rappresenta tutti gli schemi condizionanti della nostra vita derivanti dalla società, dalla famiglia, dalle aspettative delle persone che fanno parte della nostra vita, e anche i condizionamenti che derivano dalle nostre vite “precedenti”. Possiamo pensare la nostra vita come un lungo viaggio da Saturno a Urano.

Un transito di Urano, in funzione della casa che attraversa o dei pianeti con cui fa aspetti, è l’opportunità di liberarsi dalle condizioni che hanno definito la nostra identità fino a quel momento, per poi avviare il processo di individuazione. 

La casa in cui si trova Urano nel tema natale e gli aspetti che forma con altri pianeti danno già una forte indicazione della predisposizione del soggetto a rompere i condizionamenti rappresentati da Saturno. Inoltre, avere Saturno retrogrado nel tema natale rappresenta una forte propensione ad attivare l’archetipo uraniano. 

Purtroppo la maggior parte delle persone (70-75%) resiste all’impulso decondizionante di Urano, poiché il processo di individuazione inevitabilmente comporta una fase di insicurezza sociale.

Ma se vogliamo procedere verso il futuro dobbiamo liberarci del passato, o meglio di quella parte del nostro passato che inibisce o blocca la piena realizzazione del nostro futuro.

Urano rientrerà stabilmente nel segno del Toro il 6 marzo 2019 alle 9:28, per rimanerci fino al 7 luglio 2025. A causa della retrogradazione, rientrerà ancora in Toro dal 9 novembre 2025 al 26 aprile 2026.

Questo transito di Urano riguarda tutti (ma in particolare i segni fissi: Toro, Scorpione, Acquario e Leone): ha il compito di rompere gli schemi che ci hanno trattenuto finora. Non esistono transiti positivi o negativi! I transiti, soprattutto quelli dei pianeti generazionali come Urano, hanno la funzione di risvegliarci, di darci l’opportunità di cambiare quello che ancora non abbiamo modificato, per avvicinarci sempre più alla destinazione (il destino!) scelta dalla nostra anima. Osserva quale zona del tuo tema natale è interessata dal transito, e se Urano fa aspetti con i tuoi pianeti radix. Considera che il transito può essere sentito da 5° prima fino a 5° dopo la congiunzione esatta. Per esempio, io ho Saturno radix a 4° del Toro, e da qualche giorno mi si sono ripresentate problematiche di salute che credevo di avere risolto. Saturno (retrogrado) nel mio tema, in VI casa, è collegato proprio alla disciplina (abitudini alimentari, ritmi di vita) e alla cura del corpo. Inoltre il mio Saturno quadra Marte e oppone Venere. Mi aspetto che il passaggio di Urano (nei prossimi mesi accompagnato dal ritorno di Chirone) mi costringa a cambiamenti radicali sia nell’ambito della salute sia nell’ambito del lavoro, per poi spostarsi nel settore delle relazioni. La scelta è sempre nostra: agevolare il cambio di energia, o fare resistenza. Se scegliamo quest’ultima opzione, il rischio è che i cambiamenti arrivino dall’esterno, e debbano essere subiti, anche quando non sono esattamente nella direzione che avremmo voluto.

Come scrissi in occasione del primo ingresso di Urano in Toro, il 15 maggio 2018, sul blog lastronellamanica, l’affermazione “Urano è in Toro” può essere considerata un ossimoro, ovvero una apparente contraddizione: Urano è l’archetipo del cambiamento (improvviso!), della rivoluzione, della ribellione, e il Toro è il segno più lento e statico dello Zodiaco, che cerca la stabilità più che l’emozione bruciante. Eppure i due, apparentemente opposti inconciliabili, dovranno convivere, e l’equilibrio potrebbe essere raggiunto rivedendo e trasformando il concetto di “sicurezza”.

Complice il percorso di formazione che sto facendo con Selene Calloni Williams, caposcuola in Italia del Counseling Immaginale (se non la conoscete, vi suggerisco di dare un’occhiata al suo sito e ai video che pubblica su YouTube), mi è venuto di associare al transito di Urano in Toro, il mito del Minotauro, ucciso da Teseo con la complicità di Arianna. Urano in Toro potrebbe essere la rappresentazione, in chiave simbolica, di un finale diverso, ovvero della liberazione del Minotauro da parte della sorella Arianna, che accetta il suo lato selvaggio e non si lascia conquistare dalle promesse di Teseo, falso eroe, ostaggio dell’idea di potere che impregna la nostra società.

La storia narra che Minosse aveva chiesto in dono a Poseidone un meraviglioso e possente toro bianco, che il dio gli concesse a condizione che in seguito gli venisse sacrificato. Ma il re non ubbidì, scatenando le ire della divinità del mare, che fece così innamorare la moglie di Minosse del toro, e dalla loro unione nacque il Minotauro, mostro antropomorfo con la testa di toro. Minosse, che rappresenta l’archetipo dell’uomo che cerca il dominio sulle leggi della natura e che vuole imprigionare l’anima selvaggia che sfugge al controllo della ragione, fece rinchiudere il Minotauro nel famoso labirinto costruito da Dedalo. Il “mostro” però chiedeva periodicamente sacrifici umani, ed ecco allora arrivare a Creta il “prode” Teseo, di cui Arianna, la figlia dei regnanti, si innamorò al punto che lo aiutò a catturare e uccidere quello che, tecnicamente, era suo fratello. Nel mito, a livello simbolico, fratello e sorella rappresentano due facce della stessa medaglia: Arianna è l’archetipo del femminile che è stato separato dal proprio istinto e si innamora di un falso eroe, mentre il Minotauro è l’anima selvaggia. Teseo, dopo aver ucciso il  Minotauro ed essere riuscito a uscire dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, durante il viaggio di ritorno ad Atene, la abbandonò spietatamente sull’isola di Nasso, dove lei si sarebbe uccisa in preda alla disperazione (la discesa nel regno di Ade!) se Dioniso, archetipo degli opposti inconciliabili, non l’avesse salvata e fatta sua sposa. Ma cosa sarebbe successo se Arianna non avesse aiutato Teseo? Se avesse accettato il suo lato selvaggio (Minotauro) e avesse conciliato gli opposti in sé, bastando a se stessa?

Arianna rappresenta la ferita dell’abbandono. Infatti l’espressione “piantare in asso” deriva proprio dal mito, nel quale appunto la principessa viene abbandonata in Nasso dal falso eroe.

A livello archetipico, Urano in Toro ci invita a liberare il Minotauro, ci incoraggia cioè ad ascoltare il nostro lato selvaggio, l’istinto naturale, ad alimentare e coltivare le nostre risorse in modo libero e indipendente, a ridefinire il sistema di valori in base alla nostra verità personale, a trovare la sicurezza in noi stessi, e non nelle strutture consolidate e negli schemi nei quali ci siamo incastrati per essere accettati, accuditi, protetti. Il concetto di potere (complici i transiti di Saturno e Plutone in Capricorno) dovrà essere ridefinito.

A livello collettivo, assisteremo a eventi improvvisi e vedremo cambiamenti rapidi e radicali in molti settori: sono possibili terremoti ed eruzioni, ma anche innovazioni tecnologiche che permetteranno di salvaguardare il nostro pianeta. Crescerà l’interesse per l’agricoltura biologica e si svilupperà una cultura dell’alimentazione più consapevole. Notevoli saranno i progressi tecnologici, tuttavia non sempre favorevoli al benessere dell’uomo. Spetterà a noi proteggerci da un’eccessiva digitalizzazione e dalle radiazioni elettromagnetiche emesse dai vari dispositivi sempre più sofisticati. Ci saranno molti cambiamenti anche nel settore dell’economia e della finanza.

Inoltre, con l’innalzamento della frequenza del pianeta, molte persone cambieranno abitudini di vita in modo da tutelare maggiormente il proprio corpo e la propria mente, e innalzare così la loro stessa frequenza. Si diffonderanno sempre più le cosiddette medicine non convenzionali, proprio perché crescerà la comprensione che tutto è energia e non può esserci guarigione nel corpo (visibile) se non avviene prima la guarigione dell’anima (invisibile). Tra l’altro, con Chirone in Ariete, come ho scritto anche qui, diventeremo sempre più autonomi e indipendenti nella gestione della nostra salute.

Qualche ora dopo l’ingresso di Urano in Toro, e precisamente alle 17:04, avremo il Novilunio a 15°47′ dei Pesci. 

Ogni Luna Nuova rappresenta un inizio. Guarda, come sempre, dove si trovano i 15° del segno dei Pesci nel tuo tema natale (se hai bisogno di aiuto, guarda questo tutorial che ho preparato per te) quello è il settore in cui potrai vedere cambiamenti. Meglio ancora, se sei consapevole e centrato, e sai davvero quello che desideri, metti un nuovo intento in quel settore della tua vita, impregnandolo dell’emozione della gratitudine, come se tutto si fosse già realizzato. Entro pochi mesi vedrai manifestarsi ciò che desideri.

I luminari sono congiunti a Nettuno, governatore dei Pesci, e ricevono la quadratura di Giove, antico governatore dello stesso segno. Mercurio è retrogrado a 29° dei Pesci e fa una congiunzione (seppur in segni diversi) con Chirone, che si trova a 0° dell’Ariete. Questo Novilunio ci incoraggia quindi a credere nel nostro intuito, a lavorare a livello energetico, piuttosto che affidarci ad autorità esterne o a cercare di forzare gli eventi. Saturno in sestile a Nettuno e ai luminari ci aiuta a rendere più concreta l’energia mutevole che caratterizza questa lunazione, e incoraggia la manifestazione di tutto quello che desideriamo portare nelle nostre vite.

Attenzione però ai facili entusiasmi, agli equivoci, alla confusione (il lato ombra dei Pesci). Dobbiamo rimanere centrati sul nostro percorso di crescita, lavorando “nell’invisibile” per non perdere mai la connessione con l’anima. Dobbiamo cercare di essere sempre onesti con noi stessi, e riconoscere le nostre debolezze. Il segno dei Pesci è legato alla interconnessione tra le anime, e tra l’Uomo e la Natura. Ancora una volta, il cielo ci ricorda che non siamo qui per soddisfare desideri egoici, ma per evolvere in accordo con le scelte della nostra Anima. Solo così possiamo lavorare per l’intero pianeta, poiché innalzando la nostra frequenza contribuiamo all’innalzamento della frequenza globale.

Che sia un buon inizio per tutti noi!

Roberta

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: TEMA NATALE E STORIA FAMILIARE (prima parte), di Roberta Turci

Qui ripropongo la prima parte della conferenza che ho tenuto il 21 gennaio 2018 presso il CIDA di Milano, con qualche piccola integrazione: sono presentati i concetti che stanno alla base del collegamento tra astrologia e psicogenealogia, passando per psicologia, fisica quantistica ed epigenetica.

L’anima sceglie la famiglia in cui incarnarsi in base alle esperienze che ha bisogno di fare per compiere il proprio cammino evolutivo. Pertanto, l’eredità karmica familiare deve fornire all’individuo un terreno fertile per il suo processo di apprendimento. Karma ancestrale e karma individuale si combinano secondo un disegno perfettamente orchestrato dall’Universo.

Secondo me, l’Amore è un’altra cosa, di Roberta Turci

Sono uno Scorpione puro con Luna e Marte in Acquario e Plutone e Urano in XI casa. Chi conosce l’astrologia capisce al volo che sono un’outsider, che le regole e le convenzioni sociali mi stanno più che strette e che per me ogni cosa deve avere un senso nel profondo. Ci ha sempre pensato un Saturno super-terreno (in Toro in VI casa) a tenermi ancorata a terra, dandomi limiti e confini. Se no, sarei volata via o affondata negli abissi, ancora più disadattata ed estranea al mondo in cui viviamo, di quello che già sono!

Ma l’ancoraggio di Saturno non fa comunque di me un’omologabile. E col passare degli anni, ne sono diventata sempre più consapevole. 

Quando ero piccola, disegnavo abiti da sposa, attaccavo asciugamani alla cintura dei pantaloni per simulare la presenza di uno strascico, e mettevo pizzi sulla testa al posto del velo. Il mito del principe azzurro che ti aspetta con la carrozza di cavalli bianchi ce lo hanno iniettato per secoli tipo vaccino anti-autenticità, anti-autonomia e anti-libertà. E sono una gran romanticona. 

Ma in fondo il matrimonio non è mai stato un mio obiettivo. Le ragioni sono profonde e inconsce, e la scelta è diventata lucida solo dopo i 33 anni. Però ora so che era una decisione presa in un luogo fuori dal tempo, dove la mia anima sapeva bene chi voleva che io fossi.

In realtà, fin da bambina, al di là della passione per strascichi e veli, non ho mai capito il senso della recita, delle bomboniere, e di tutto il contorno di quello che di fatto è solo un contratto, per garantirsi un porto sicuro per qualunque evenienza. Mi è sempre parso chiaro che le motivazioni sono solo economiche e sociali. Se vuoi l’eredità, la reversibilità della pensione (per fortuna gli alimenti ora non più, ma pullulano i contratti prematrimoniali), ti devi sposare. Per non parlare di chi si sposa per ottenere uno status socio-economico elevato, o comunque una sicurezza economica maggiore. E poi c’è il riconoscimento sociale, quello per cui di fatto ora combattono gli omosessuali.  

Sposandoti, hai il tuo posto in una delle scatolette con etichetta sopra, usate per classificare e “autenticare”. Trovo poco senso anche nelle unioni civili, dato che in sostanza  si preoccupano dell’aspetto economico ricalcando i diritti acquisiti con il matrimonio.

E l’amore, in tutto questo dov’è? 

Gli unici aspetti che vanno tutelati sono quelli relativi all’assistenza in caso di malattia e ai figli, che devono avere tutti gli stessi diritti. In questi casi, entrano in gioco fattori umani, e il diritto civile sta evolvendo anche in tal senso.

Nella coppia, il “per sempre” è un inganno, e se è possibile, non dipende da un contratto.

Ogni istante siamo diversi da prima. Non puoi promettere che ti piacerà ancora stare al fianco di una persona tra 10 o 20 o 30 anni. Puoi solo desiderarlo e impegnarti perché accada, a ogni istante. Non capisco proprio come si possa associare il matrimonio all’amore. Se amo, non mi importa niente dell’eredità o del riconoscimento sociale. 

Chiamiamo le cose con il loro nome: è un contratto, come quando si crea una società.

“Marito” e “moglie” sono due parole terribili. Indicano un ruolo sociale, e raramente li sento associati a un sentimento di affetto e amore sinceri.

“Non posso telefonarti perché c’è mio marito”

“Mia moglie è una stronza”. 

“Devo chiedere a mio marito. Se no poi si arrabbia”.

“Faccio così almeno mia moglie è contenta e non brontola”.

A volte il marito fa da padre. O da fratello. Da tuttofare.

A volte la moglie fa da madre. O da amica. Da sorella. Da psicoterapeuta. Da badante.

Quasi mai fanno da amanti, che sarebbe già una buona cosa! L’attrazione tra i corpi è il mezzo con cui le anime si richiamano perché devono fare un percorso insieme. Quando l’odore dell’altro non ti piace più, l’anima ti sta comunicando che il percorso si è concluso.

E comunque un sentimento non ha bisogno di un contratto. Punto.

Questo non significa che una persona possa sfarfalleggiare a piacimento come e quando vuole. Non significa nemmeno che non ci si debba assumere responsabilità. 

Ma se ci si ama, non serve altro. (L’avevo detto, che sono una romanticona, no?)

Il punto è che non sappiamo davvero amare. Torniamo sempre lì: dell’amore parliamo tanto, ma lo conosciamo poco. 

Conosciamo il bisogno.

Conosciamo il desiderio.

E li scambiamo per amore. 

O li chiamiamo amore perché si usa così. 

Ma l’amore è un’altra cosa, e non ha bisogno di anelli al dito, o di celebrazioni, né di firme su un pezzo di carta. 

Tra l’altro mi fa sorridere che ci si sposi davanti allo Stato o alla Chiesa (li scrivo maiuscoli per correttezza linguistica, ma per me non hanno alcun valore in quanto istituzioni, almeno per quello che hanno rappresentato fino a oggi). 

Davvero secondo voi esiste un Signore barbuto lassù che vi vuole tenere incatenati in una relazione in cui appassite ogni giorno di più? Un Dio onnipotente e benevolo che si schiera dalla parte della sicurezza economica e sociale anche a costo di rinunciare all’amore? 

E che dire dello Stato? Tutti si lamentano, lo considerano la causa di tutti i mali, e poi vanno a promettergli che staranno lì buoni buoni a fare il loro dovere…

Le cose stanno cambiando, per fortuna. 

Il paradigma verso il quale ci muoviamo celebra l’unione autentica e consapevole tra due persone che vogliono l’una la piena realizzazione dell’altra.

L’amore è questo: “voglio che tu sia libero o libera di esprimere al meglio il tuo potenziale. Voglio che tu possa brillare, di una luce più intensa a ogni passo. E prometto che starò al tuo fianco, sostenendoti e accogliendoti ogni volta che ne sentirai il bisogno, affinché tu possa essere TU, con o senza di me.”

Ecco, questa formula la reciterei volentieri, di fronte a un uomo che sappia recitarla per me, durante un rito simbolico senza firme né abiti di scena. Magari davanti al mare, o in un bosco. I riti sono potenti e magici. Ma fuori dagli schemi, peraltro decisi secoli fa per “mettere ordine” e controllarci. 

Il matrimonio è un’istituzione antica, ormai obsoleta, ingannevole, priva di sostanza, ancora troppo spesso usata per soddisfare bisogni, ricattare e manipolare. 

Ecco perché una separazione o un divorzio possono essere dei portali verso il risveglio. “Accorgersi” di essere stati dove non si poteva né germogliare né fiorire, è il primo passo. Il cor-aggio, l’azione del cuore, fa il resto.

Detto questo, ci sono anche dei bei matrimoni, in cui il contratto è davvero firmato ogni giorno con amore, ma sono molto, molto rari.

E le persone veramente serene, consapevoli, appagate, e rispettose dell’altro, le riconosci. Hanno gli occhi e l’anima lucenti, e non ostentano mai. Non cercano approvazione, consenso e applausi per i loro traguardi. Non danno niente per scontato. Condividono la crescita, sanno che a ogni passo sono nuove, e sono ancora incantate dall’altro e dal suo percorso. Sono in coppia ma sono intere, integre. 

Una Grazia, credo. Perché l’Amore in fondo è questo: una Grazia, un Dono, un dio che si manifesta quando decide lui. Forse noi umani non possiamo scegliere. Non tutte le anime si guadagnano la possibilità di vivere l’Amore in questa vita. Ma tutte le Anime stanno camminando verso l’Amore. E ogni relazione è un pezzo di strada. Non esiste relazione sbagliata. L’importante è imparare, è accorgersi delle dinamiche, delle dipendenze, delle paure che si attivano, e cambiare il copione. Prima che ci pensi la vita, complicando tutto, e rendendo il cammino sempre più impervio. Con le malattie, per esempio, o i problemi economici, gli incidenti, i fallimenti, la morte.

Fateci caso. 

Con amore,

Roberta Turci

Memorie, di Roberta Turci

Per molti anni, credo dopo aver visto il film Olocausto al Cineforum (era il 1979), ho rimosso i contenuti e gli avvenimenti legati alla Shoah. A scuola ero brava, ma odiavo la storia, e per fortuna “quella” era troppo recente perché i programmi scolastici mi costringessero a studiarla bene. E comunque, quello che mi hanno fatto studiare, è come scivolato via. Qualche anno fa, per un po’ di tempo, ho persino preso in considerazione la teoria dei negazionisti.

Non poteva essere successo davvero. Provavo – e provo ancora – un male fisico ogni volta che mi soffermavo a pensarci.

Qualche volta, riferendomi a vicissitudini dolorose della mia vita attuale, scherzando ho pensato a voce alta di essere una reincarnazione di Hitler, tornata a pagare il conto.

Quando, un paio di anni fa, mi sono sottoposta a sessioni di regressione evocativa, o ipnosi regressiva alle vite passate, ho “scoperto” di non essere stata Hitler, ma un suo stretto collaboratore.

Faccio una doverosa premessa sulla cosiddetta ipnosi regressiva. Quando si vive un’esperienza di quel tipo, fondamentalmente viene indotta una condizione di rilassamento profondo che corrisponde a una sorta di “disattivazione” dell’emisfero sinistro (quello logico-razionale), e progressivamente si ottiene un’attivazione dell’emisfero destro, quello creativo-intuitivo. L’emisfero destro è il canale attraverso il quale l’anima comunica con il corpo e con la mente: ci accompagna in un luogo fuori dal tempo, nell’etere, o Akasha, dove sono conservate le memorie di tutti i tempi. L’emisfero destro comunica per immagini, simboli, archetipi. Pertanto, indipendentemente dalla possibilità di verificare se sul piano materiale, in un punto preciso del Tempo, qui sulla Terra, abbiamo davvero avuto quel nome e quel corpo e abbiamo vissuto in quel luogo, con una regressione evocativa si portano alla memoria cosciente, immagini che sono da sempre presenti nel nostro inconscio. Ma ciò che è nascosto, relegato nel buio del mondo infero, è infinitamente potente. Richiamare quelle immagini toglie loro potere e lo riconsegna nelle mani della personalità che, nel qui e ora, sta svolgendo il compito consegnatole dall’anima.

Poco importa, quindi, avere la prova che le cose siano andate veramente così. Quello che conta è che l’anima ha registrato quell’immagine, e ha in sé quella qualità energetica, ed è perciò necessario riconoscerla e integrarla per toglierle potere. Le immagini che emergono dall’inconscio vanno dunque pacificate, e questo processo non può essere fatto a livello mentale, ma solo energetico.

La mia anima, a qualche livello, ha indossato un abito nazista, ha servito le SS, ed è stata incapace di provare compassione anche per le persone più care; nel momento del distacco dal corpo in quella vita, ha realizzato l’atrocità del sistema a cui si era asservita la personalità. La morte è sopraggiunta in completa solitudine e disperazione, vedendo alfine l’importanza dei sentimenti veri e di prendersi cura dell’altro, del diverso. L’abito che ha lasciato era quello di un colonnello ungherese naturalizzato austriaco al servizio delle SS, un uomo che per sete di potere e denaro, si è fatto schiavo di un sistema che non ha poi esitato ad abbandonarlo, e ha rinunciato ad affetti e umanità.

In questa vita, il primo vestito di carnevale che ho scelto è stato quello tradizionale ungherese. La lingua  tedesca non ha mai avuto un suono duro per le mie orecchie. La mia pronuncia, anche al libello base, era ottima. Mia mamma, quando ero adolescente, diceva che ero una tedesca, dura e fredda. E testarda.

Forse il male fisico che sento quando si parla di Shoah è senso di colpa, è vergogna profonda per aver partecipato a quell’orrore.

In famiglia se ne parlava. Il fratello di mio nonno paterno fu ucciso a Mauthausen. Nascondeva gli ebrei nei sotterranei di quella che oggi è la Libreria Esoterica di via Unione a Milano. Mio nonno faceva l’intagliatore di legno, e preparava i timbri per falsificare i documenti. Mio padre, allora bambino, li portava di nascosto allo zio, che, quando fu arrestato, non rivelò mai la complicità del fratello, già sposato e padre, per proteggerlo. Il suo nome figura nell’elenco dei deportati italiani morti a Mauthausen, nel testo di Vincenzo Pappalettera ‘Tu passerai per il camino’ – (Mursia, 1965). Ricordo quando mio nonno, il mio caro nonno Vittorio, ne parlava. Ha sempre portato un’infinita tristezza nel cuore in memoria del suo amato fratello Placido. Volle essere cremato alla sua morte, come lui lo era stato da vivo.

 

A pensarci bene, credo che siano molte le anime incarnate in questo tempo, che hanno indossato “abiti” nazisti all’epoca della Shoah, o altri “abiti” comunque coinvolti in gesti efferati, in guerre, in azioni violente e ingiuste. Credo che nella storia del mondo ci siano stati e ci siano ancora olocausti e Shoah, forse meno eclatanti ed evidenti, ma non meno tragici. Ciclicamente, le anime si incarnano nel ruolo di vittime e di carnefici, fino a che non imparano la lezione suprema, l’Amore incondizionato. L’Universo ha metodi imperscrutabili per farci evolvere e procedere verso l’Assoluto.

Credo semplicemente che nulla è accaduto (né ACCADE!) ad altri, in un luogo straniero, diverso, inaccessibile alle coscienze. Nulla è tanto lontano, né nel tempo né nello spazio, da non riguardarci.

Credo che la Giornata della Memoria sia, come tutte le celebrazioni, profondamente inutile se non ci chiediamo quale memoria stiamo usando. Quella della mente razionale, o quella dell’anima? Quella legata al tempo lineare, che fa apparire il passato immutabile, o quella fuori dal tempo, eterna eppure mutabile?

Credo che ogni anima debba fare i conti con se stessa, nel proprio mondo infero. Le cause non sono mai fuori. Le cause, che non sono altro che manifestazioni sul piano materiale di un effetto già deciso, perché necessario all’evoluzione, sono dentro. E su quelle abbiamo sempre potere, se lo vogliamo. Possiamo sempre cambiare le cose, anche quando sembra di no.

Se ricordiamo con la mente, domani dimentichiamo.

Se ricordiamo con l’anima, siamo sempre lì, con quello che è stato, è e sarà, e possiamo cambiarlo. Non è un ricordare, è un risvegliare, contattare, abbracciare quello che è stato, inondarlo di compassione e Amore, e pacificarlo. Per sempre.

Solo così, potremo evitare che accada ancora.

Con amore,

Roberta

COSA SIGNIFICA SACRIFICARSI?

Tu sai cosa significa davvero SACRIFICARSI?
Forse per una vita hai chiamato sacrificio quello che in realtà era una negazione di te stesso.
Forse per una vita hai pensato che lo spirito di abnegazione, che per te è sinonimo di sacrificio, fosse qualcosa di cui andare fieri.
Non è colpa tua. Per secoli ci hanno insegnato che lo spirito di abnegazione è una nobile qualità. E ci hanno volutamente fatto credere che rinunciare a se stessi sia un valore.
E così ti sei spesso negato la serenità, la pace, un guizzo negli occhi, un talento, un rischio, per rimanere al servizio di chi nemmeno si accorgeva della differenza tra te e un altro, o un’altra.
Forse hai perso cose, persone, occasioni, per riservare tutte le tue energie a legami insani.
Forse la malattia di qualcuno ti ha immobilizzato, trattenuta, ammutolito.
O magari il denaro ha creato un aggancio tra te e altre persone, stringendo sempre più i nodi.
E più gli anni passano, e più i fili si ingarbugliano, più le situazioni si complicano.
Le chiami responsabilità.
Arrivi persino a chiamarlo amore.
Ma c’è un limite. E quel limite è il valore che ha la tua vita.
Se ti lasci trattenere dove non c’è spazio per te, tu stai negando vita ai tuoi giorni, e quello non è spirito di sacrificio.
Quello è rinunciare a se stessi per la convinzione inconscia e profonda di non valere niente e non meritare niente.
Tu dai continuamente tempo ed energie agli altri per non perdere un ruolo.
Chiediti se le persone per le quali “ti sacrifichi”, danno valore alle tue rinunce, o semplicemente hanno bisogno di qualcuno che si carichi dei loro pesi.
Chi ti ama, non ti chiederebbe mai di rinunciare a te.
Chiediti se le persone per le quali “ti sacrifichi”, vogliono davvero il tuo sacrificio.
Non ti dai per amore. Tu dai perché hai bisogno dell’illusione di servire a qualcosa. Perché hai paura del vuoto, della solitudine.
Il vero sacrificio è un dono, e agisce nella gioia, anche quando c’è sofferenza e fatica.
Privandosi, si arricchisce.
Chi si dedica a qualcuno per vero spirito di sacrificio, è grato per l’opportunità di esserci, e non concede più di quello che ha.
Sacrificarsi significa donarsi, celebrando la propria vita.
Ma se neghi te stesso, te stessa, non puoi avere nulla da donare.
Forse è ora di rivedere il tuo sistema di valori.
Forse quella che tu chiami abnegazione, non è un valore, è un bisogno. Il tuo.
Roberta