“Ad Astra”: il viaggio metaforico di un ragazzo che diventa uomo, uccidendo (l’immagine di) suo padre, di Roberta Turci

Fino a qualche anno fa, andavo dicendo di non amare i film di fantascienza. Non ho mai creduto nell’esistenza degli alieni, e continuo a non crederci. A mano a mano che passano gli anni, sono sempre più convinta che tutto è simbolo, proiezione, sogno, e che gli alieni che l’immaginario collettivo cerca, rappresentano ciò che abbiamo dentro, ma che non abbiamo il coraggio di guardare. Così, lo proiettiamo fuori, gli diamo una connotazione mostruosa, lo associamo al pericolo, e cerchiamo anche di passare per eroi ogni volta che ci avventuriamo alla scoperta di nuovi mondi. Oppure ci illudiamo che saranno gli alieni a salvarci, così da avere un alibi perfetto per non assumerci responsabilità. In realtà, l’unico mondo da scoprire è quello dentro di noi.

Ad astra” (Fino alle stelle) è un film di fantascienza che parla proprio di questo. D’altronde, ho scoperto che la fantascienza, così come il fantasy, è fatta di metafore che rappresentano i viaggi interiori nella nostra psiche profonda.

Nel film, da pochi giorni uscito nelle sale italiane, il protagonista, Roy, interpretato da Brad Pitt, è un astronauta concentrato sulla propria realizzazione professionale, e incapace di farsi coinvolgere nelle relazioni affettive.

Per lo spettatore superficiale, Ad Astra sembrerà il solito film di fantascienza, persino lento e un po’ banale. Ma Ad Astra non è un film da guardare con l’emisfero sinistro. È una metafora che parla del viaggio di un adolescente che ha perso il padre e non smetterà mai di cercarlo, finché non lo troverà dentro di sé.

Quando Roy ha solo 16 anni, suo padre, astronauta pioniere considerato da tutti un mito, parte per la missione più straordinaria di sempre, alla ricerca di un’intelligenza aliena su Nettuno. Roy si sente abbandonato, e cristallizza il proprio dolore. Incapace di elaborare il lutto, coltiva inconsciamente la speranza di un suo ritorno, e al tempo stesso lo fa rivivere in sé, intraprendendo la sua stessa carriera. Roy è solo, e arrabbiato con il padre, così controllato dalla propria rabbia, da non potersi concedere di dare e ricevere amore.

Quando la Terra viene minacciata da un pericolo proveniente proprio da Nettuno, dove potrebbe trovarsi ancora suo padre, a Roy viene chiesto di comunicare con lui. In un primo momento, sarà tenuto all’oscuro della verità, e usato come strumento per distruggere la base spaziale da cui proviene il pericolo, ma a un certo punto sarà per lui inevitabile scoprire che suo padre non è l’eroe che tutti avevano creduto che fosse.

Cos’è successo a mio padre? Si è rotto qualcosa in lui o è sempre stato così?” si chiede. Devo accettare di non averti mai conosciuto veramente, oppure io sono te, sospinto nello stesso buco nero?

Nettuno può rappresentare l’idealizzazione, ma anche l’amore incondizionato. Un adolescente che perde il padre, inevitabilmente lo idealizza. Un padre che non c’è, è spesso sostituito dall’immagine di un eroe al quale ispirarsi. E non parlo solo di perdita fisica. Un padre può essere presente fisicamente, ma assente affettivamente: nella maggior parte dei casi, accade che il genitore non sia quello di cui il bambino avrebbe bisogno!

Ma un adolescente non può diventare uomo se non distrugge l’immagine del padre, e non impara ad amare l’uomo imperfetto che egli è stato, trasformando la rabbia causata dall’abbandono, o dal rifiuto, in amore incondizionato. Se un adolescente non fa questo passaggio, sarà inconsciamente obbligato a ripetere lo stesso modello (o a contrapporsi ad esso, che è la stessa cosa!). 

Il protagonista del film viene tenuto all’oscuro della verità su suo padre (come spesso accade nella storia familiare!) ed escluso dalla missione che dovrebbe distruggere il progetto al quale il genitore lavorava da anni. Ma Roy, messo di fronte alla verità, decide di andare personalmente ad affrontare il padre. Si introduce furtivamente sull’astronave in partenza per Nettuno, ma l’equipaggio, che ha ricevuto l’ordine di neutralizzarlo, muore durante le colluttazioni. D’altronde, guardare in faccia il proprio padre per quello che è, e decidere di uccidere l’immagine che ci si è costruiti di lui, è un viaggio che si deve affrontare da soli.

E mentre fluttua nello spazio, ancora una volta da solo, alla volta dell’astronave sulla quale potrebbe ritrovare suo padre, pensa:

Per tutta la vita sono stato terrorizzato di affrontarlo…Lo sono anche adesso…

Cosa mi aspetto? 

Alla fine il figlio soffre per i peccati del padre.”

Ecco la presa di coscienza: se l’eredità psicologica non viene raccolta, affrontata, e compresa, condiziona la vita dei discendenti fino a che qualcuno non riscatta tutta la genia. 

Quando Roy finalmente incontra il padre, lo mette di fronte al proprio dolore di figlio abbandonato, ma la ferita viene lacerata ancora di più:

“Sapevo di rendere tua madre vedova e te orfano, ma ho trovato il mio destino.”

Amare qualcuno significa rispettare la strada che ha scelto, anche quando questo ci fa sentire soli.

Eppure Roy spera ancora di poterlo riportare a casa.

Non ho mai sentito la mancanza di casa. Questa è casa”, gli dice suo padre.

Non c’è modo di sfuggire al dolore di un abbandono. Quella rabbia la devi affrontare fino in fondo. 

Il bambino parla sotto il casco dell’astronauta. Gli dice:

Ti voglio ancora bene. Ti porterò via.”

Ma a chi vuole bene? A un’immagine, a un’idea? E l’uomo gli risponde:

No, ho del lavoro da fare. Devo trovare vita intelligente.

Egoista e perfezionista, freddo, solo, come d’altronde lo stesso Roy. In trent’anni non è riuscito a trovare nessun’altra coscienza, ma non vuole arrendersi. Al figlio dice che ammira il suo coraggio per essere arrivato fin lì da solo. 

E sì, ci vuole coraggio per andare a vedere chi è veramente tuo padre. È l’unico modo per poterlo amare davvero, staccarsi da lui, e diventare protagonista della tua vita.

Ma la verità è che Roy non è ancora pronto per lasciarlo andare. Vuole riportarlo sulla Terra. Il bambino vuole ancora il suo papà. Come se fosse possibile tornare indietro. 

Ma il padre riesce solo a vedere in lui un valido collaboratore per continuare le sue ricerche.

Tu e io insieme dobbiamo continuare per trovare quello che la scienza dice che non esiste…Non puoi lasciarmi fallire.”

L’ego del padre è troppo grande. 

Non sa amare. 

Vuole solo il potere. 

Perfetto simbolo del vecchio paradigma!

Il figlio vuole ancora credere che potrà ritrovare l’immagine di suo padre: “Non hai fallito. Adesso sappiamo. Noi siamo tutto ciò che abbiamo”.

Esatto, è così. Noi siamo tutto ciò che abbiamo. Non c’è niente là fuori che non sia già dentro di noi!

Ma il padre, trascinato nello spazio per fare ritorno sulla Terra, riuscirà solo a gridare al figlio: ”Lasciami andare! Sganciami, figlio mio!

È quello che dobbiamo fare tutti: sganciare i nostri genitori. Gli eroi sono tutti orfani. 

Il dolore è troppo grande. Sembra tutto inutile, tutto perduto. L’infinità dello spazio vuoto è l’abisso che ci portiamo dentro. Quando un lutto non viene elaborato, si vive la vita di qualcun altro, non la propria. E niente è mai abbastanza.

Perché andare avanti? Perché continuare?”, si chiede Roy.

Per andare avanti, bisogna tornare indietro. Recuperare l’eredità. Per trasformarla. Per onorarla. E lui ritorna su Nettuno per recuperare il lavoro fatto dal padre e consegnarlo alla scienza. Non si può ignorare quello che è stato. 

Aveva raccolto dati di Mondi insoliti e distanti come mai fatto prima …

Erano bellissimi, ma sotto la superficie non c’era niente…

Riusciva a vedere quello che non c’era e si è perso quello che aveva di fronte.

Non c’è niente da trovare là fuori. Non ci sono mondi lontani che ci minacciano, ma solo ombre dentro di noi. Né vite intelligenti che ci salveranno: l’unica coscienza di cui abbiamo bisogno è nel nostro cuore.

E mentre ritorna sulla Terra, dopo aver distrutto la base spaziale nettuniana (l’immagine illusoria!) e ucciso suo padre, si rende conto di quanto è bella la Terra, di quanto tutto quello che gli serve sia sempre stato lì…

Attendo il giorno in cui finirà la mia solitudine e sarò a casa”

Solo lasciando andare la rabbia e uccidendo l’immagine del padre, che si è costruito da bambino per lenire il dolore, può finalmente darsi il permesso di amare davvero. 

…Io vivrò e amerò. Invia.”, sono le ultime parole del film.

“Invia”, cioè “non sono più solo”, “sono in grado di connettermi con te”.

Il viaggio metaforico di un ragazzo che diventa uomo, uccidendo suo padre. È il viaggio di tutti, soprattutto di chi ha perso il padre da bambino o da adolescente, o non ha mai sentito di averne uno. Lo spazio è ancora una volta solo un simbolo, è il buio dell’ignoto, l’ombra che ci portiamo dentro, e il viaggio dell’eroe è il passaggio obbligato, l’unico possibile per trasformare la rabbia e il dolore in amore incondizionato. 

Come in alto, così in basso. Lo spazio infinito e le stelle, così come gli inferi, il regno di Ade, l’inconscio. Ci vuole grande coraggio per non perdersi.

Visibile e invisibile sono la stessa cosa, e il velo che li separa è solo Amore che manca. Ci vuole amore per sé stessi perché il velo cada. 

Roberta

28 settembre 2019 – Novilunio in Bilancia: la coppia ideale è dentro di te, di Roberta Turci

Oggi, 27 settembre 2019, è il mio compleanno galattico!
Cosa significa? Significa che questa giornata è caratterizzata dalla stessa vibrazione galattica di cui era impregnata la Terra quando sono nata. Il compleanno galattico corrisponde al compleanno “terrestre” solo al compimento dei 52 anni.
Secondo il Calendario Maya, il Tempo Naturale è suddiviso in 13 Lune di 28 giorni (13×28=364) più un giorno chiamato “giorno fuori dal tempo”, il 25 luglio: l’inizio dell’anno è stato fissato il 26 luglio perché in quel giorno Sole e Sirio sorgono insieme.

All’interno del Tempo Naturale delle 13 Lune di 28 giorni, si inscrive un Modulo Armonico, chiamato Tzolkin, “Sacro Computo”, formato da 13 Toni Galattici, espressione di Movimento e Misura che emanano dalla Fonte al Centro della Galassia, e dai 20 Glifi Solari, manifestazione dell’azione ricetrasmittente della nostra Stella rispetto ai Codici di Luce galattici. Lo Tzolkin dura 260 giorni, cioè 13 volte ciascuno dei 20 Glifi, ed è diviso in tanti diversi cicli temporali di 13 giorni, chiamati Onde Incantate, ciascuna delle quali descrive la missione sulla Terra di ogni umano e contiene indicazioni su come svolgerla, quali risorse abbiamo a disposizione, come fluire più facilmente dentro la propria missione, che a volte può anche non essere così “semplice” da portare avanti.
(tratto da http://nottebluritmica.blogspot.com/2017/10/cose-il-sincronario-galattico-delle-13.html, blog di Stefania Marinelli, al quale vi rimando per approfondimenti.)

Sono nata nell’Onda Incantata dell’Allacciatore dei Mondi Bianco, 13 giorni in cui siamo chiamati ad “abbandonare strutture e attaccamenti di natura materiale e spirituale, per bilanciare il tempo dedicato alla collettività con quello dedicato a noi stessi“. Il potere associato a quest’onda è quello della “morte”, intesa, come in tutte le scuole iniziatiche, come trasformazione, e passaggio obbligato per rinascere.
Il lasciar andare è il tema dominante della mia vita, coerentemente con gli aspetti presenti nel mio tema natale astrologico.

Il giorno in cui sono nata, come oggi, corrisponde al glifo Terra Rossa (Evoluzione e Sincronicità) e al Tono 12, ovvero Tono Cristallo, ed è un Portale di Attivazione Galattica. Il Tono 12 è “legato al cuore pulsante della Terra che è di cristallo, legato alla condivisione tra Umani. Dopo l’integrazione profonda del proposito, del progetto, possiamo ora offrirlo agli altri, come dono di condivisione che porti a una eventuale guarigione collettiva, un cambiamento di stato collettivo“.
Chi nasce Cristallo è spontaneamente portato per la condivisione di ciò che ama con chiunque attraversi la sua strada.”

Ecco perché non potevo proprio evitare di condividere questa mia scoperta meravigliosa!
Non è bellissimo festeggiare un giorno per la sua qualità energetica piuttosto che per mettere in fila gli anni? Non è più importante evolvere e rinascere nuovi di onda in onda, piuttosto che identificarsi con un numero e con tutti i limiti che la società e il sistema su cui si fonda gli hanno attribuito?

L’Universo è meraviglioso, e usa vari linguaggi, sincronici e allineati tra loro, per indicarci la strada.

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E così non è un caso che domani, 28 settembre, ultimo giorno, o meglio ultimo Tono, dell’Onda Incantata dell’Allacciatore dei Mondi, sia anche il giorno in cui si forma il Novilunio in Bilancia, con l’abbraccio dei due Luminari a 5° del segno, alle 20:26.

Il Tono 13 è “Cosmico”, legato alla trascendenza, cioè il raggiungimento di un obiettivo ed il conseguente superamento, nel prepararsi ad affrontare qualcosa di nuovo, l’insegnamento contenuto nella successiva Onda Incantata. Qui risiede l’apprendimento al non-attaccamento. Nel susseguirsi dei diversi cicli dello Tzolkin, impariamo a operare senza identificarci con i risultati. Onda dopo Onda viviamo le diverse esperienze e lasciamo che esse ci cambino e trasformino nel profondo, senza rimanere fermi in una particolare di esse. Le 20 Onde Incantate si ripetono costantemente ogni 260 giorni. Ogni volta è un nuovo insegnamento dentro le stesse informazioni. Ciò che cambia è lo stato di coscienza con cui noi le affrontiamo.

Anche Venere, signora del Novilunio, si trova in Bilancia, sostenuta da Mercurio, congiunto, e da Giove, in sestile: il dialogo interiore, il contatto con sé stessi, è la chiave per accedere alla Fede, unico vero antidoto alla paura!

Tuttavia, le quadrature di Venere con Saturno e Plutone (che giovedì 3 ottobre riprenderà il moto diretto, con conseguente innalzamento della vibrazione!) ci dicono che non è ancora il momento di vedere la manifestazione del cambiamento sul piano materiale. Si tratta, più che altro, di un momento di verifica.

Il quinconce che i luminari formano con Urano fa da sfondo al cambiamento energetico, più che mai accordato con la vibrazione del Nuovo Paradigma, in cui la sostanza e il valore di una relazione non possono misurarsi con parametri esterni, esteriori. Spesso si sente dire che una volta le coppie sapevano stare insieme, mentre oggi non sanno affrontare i problemi. Ma in molti casi, le coppie che durano, rimangono insieme per bisogno, dipendenza e incapacità di stare da soli e di dare un senso alla propria vita senza l’appartenenza a un gruppo socialmente riconosciuto. La famiglia, che è stata finora definita un valore, è in realtà molto spesso un bisogno!

E chi è solo, si sente incompleto, ed è spesso disposto a scendere a qualunque compromesso pur di avere compagnia, e soprattutto un ruolo sociale.

Nel vecchio paradigma, le persone non sono state educate a compiere un percorso evolutivo per conoscere se stesse e la propria missione sulla Terra. Sono state educate a rispettare tappe obbligate e predefinite, tra cui sposarsi e fare figli, e a inseguire la sicurezza materiale. Fino a non molti anni fa, separarsi era considerato un disonore, e nella storia familiare di tutti noi, c’è qualche segreto legato a figli diseredati o esclusi per essersi rifiutati di sposarsi, per aver fatto un figlio fuori dal matrimonio, o per aver abbandonato il tetto coniugale, oppure ci sono donne che hanno dovuto abortire per non rovinare l’onore della famiglia, o a cui è stato sottratto un figlio, cresciuto poi da altri, per coprire il “misfatto”. Tenere unito il nucleo familiare era ed è ancora considerato un merito, per il quale si è degni di rispetto e lodi in società.

Le generazioni nate negli anni ’50-’60 sono state le prime a mostrare la necessità profonda e innegabile di liberarsi da questi condizionamenti e dalle aspettative della famiglia di origine, ribellandosi a un modello preconfezionato, da cui la crescente diffusione di separazioni e divorzi. Ebbene, queste generazioni sono (state) pioniere del Nuovo Paradigma, e, pagando un prezzo altissimo sul piano della sofferenza individuale, hanno reso – per lo più inconsapevolmente – un grandissimo servizio alla collettività, facendo luce sui veri valori su cui deve fondarsi una relazione.

Questi valori sono stati portati progressivamente a livello della coscienza collettiva, scanditi da transiti e lunazioni, e ora più che mai sono ribaditi dagli aspetti celesti. La Luna Nuova del 28 settembre, che è caratterizzata dall’energia dei segni Cardinali, quindi a ciò che inizia, e che è nuovo, dice che dobbiamo smettere di vedere la costruzione di una coppia o di un nucleo familiare stabile e sicuro, come la destinazione della nostra vita, e che è ora di abbandonare l’ideale di amore romantico che finora ha dominato e condizionato l’immaginario collettivo. 

Il maschile e il femminile, come archetipi fondamentali che costituiscono l’essere umano, e quindi l’Universo intero, di cui l’essere umano è un frammento frattale, sono già dentro ciascuno di noi, e tutto quello che dobbiamo fare è farli incontrare e dialogare. Solo aprendo il canale che ci connette all’Anima e riconoscendo il divino in noi, possiamo innamorarci di ciò che siamo, ed entrare quindi in relazione con l’altro non perché ci manca qualcosa, ma per generare qualcosa di nuovo, sano e integro!

Non sarà un passaggio rapido e indolore, ma è necessario guardarsi dentro con onestà, ed è utile ricordare che l’obiettivo non è “trovare qualcuno con cui stare”, ma “trovare se stessi”!

Guarda in quale settore della tua carta natale cadono i 5° della Bilancia (questo tutorial può aiutarti nell’interpretazione), ma soprattutto ricordati che non sono le stelle a decidere della tua vita. Loro ci indicano la strada, e osservarle deve servirci a comprendere la qualità del tempo che viviamo e il senso del cammino che la nostra anima ha scelto di percorrere. Ricorda anche che quando accade qualcosa che ti fa stare male, si sta semplicemente manifestando una necessità della tua anima! E l’anima ha espresso quella determinata necessità con uno scopo ben preciso, che è sempre l’innalzamento della tua frequenza, con una sola destinazione finale: l’Amore incondizionato! Gli eventi non accadono a causa di qualcosa (questo è quello che ci hanno insegnato nel vecchio paradigma), ma per effetto di un’emozione che era già in te, e che avevi bisogno di sperimentare sul piano materiale. Quindi, fai in modo che la sofferenza non sia inutile, e mettila al servizio della tua evoluzione.

Nessuna relazione può essere sana, autentica e costruttiva se gli individui coinvolti non si dedicano, ciascuno indipendentemente dall’altro, a un percorso di crescita personale e spirituale. La coppia ideale esiste già dentro di te, e solo dopo aver integrato gli opposti all’interno, potrà manifestarsi la coppia ideale all’esterno, con un altro individuo che avrà compiuto a sua volta lo stesso percorso!

Quindi chiediti, cara anima…

… hai imparato a stare con te? A guardarti dentro, a riconoscerti?
Hai il coraggio di essere te stessa? Hai smesso di voler compiacere gli altri per essere accettata e riconosciuta? Hai imparato a stare in relazione, onorando allo stesso modo te stessa e chi hai di fronte?
Quanto sei capace di rimanere salda e centrata nell’amore che hai per te stessa, indipendentemente dalla presenza di qualcuno al tuo fianco e dal suo comportamento? Datti il permesso di essere ciò che sei, con te stessa e con gli altri!  

Fai buon viaggio, anima. Non sei sola. Non siamo soli.

Con Amore,

Roberta

P.S. Se vuoi conoscere il percorso che la tua anima ha scelto in questa vita, puoi scrivermi per una consulenza a questo indirizzo: [email protected]

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Di fronte alla morte, non serve cercare il colpevole…

Un paio di giorni fa, nella notte, a Pavia c’è stato un brutto incidente mortale. Un giovane di 26 anni si è schiantato con la sua auto sportiva contro un muro in pieno centro, e ha perso la vita. L’amico, seduto al suo fianco, ne è uscito quasi illeso. Da ogni parte, ho letto e sentito commenti sui dossi (senza dubbio altissimi!) messi da poco, che sarebbero i veri colpevoli della disgrazia. Anzi, i colpevoli sarebbero, naturalmente, i politici della nuova giunta comunale, che hanno deciso di installarli. E io mi chiedo: ma possibile che pur di non affrontare la paura della morte, riusciate a farne (spesso) persino una questione di politica? Possibile che non riusciate a guardare oltre, e di fronte alla morte tutto quello che sapete fare è cercare un colpevole? Molti anni fa, morì un mio compagnetto delle elementari, 7 anni, chinandosi a raccogliere le figurine e sporgendosi troppo lungo il viale Famagosta. Non c’erano ancora i semafori e le auto sfrecciavano a tutta velocità. Era colpa di chi non aveva deciso di mettere i semafori. Qualche anno più tardi, un mio compagno del liceo perse la vita in un incidente in moto. Batté la testa in un punto non protetto dal casco. Ma la colpa era di chi non aveva ancora sancito l’obbligo del casco. Io stessa, più di 20 anni fa, sono uscita di strada perché una vespa mi ha punto sotto l’occhio mentre guidavo, facendomi perdere il controllo. Non sono morta, ma mi sono provocata parecchi danni. A chi avrei dovuto dare la colpa? Alla vespa?
SUL PIANO MATERIALE SI DEVE SEMPRE MANIFESTARE UNA CAUSA, AFFINCHÉ LE COSE ACCADANO. MA LE COSE NON ACCADONO A CAUSA DI QUALCOSA. LE COSE ACCADONO PER UNA RAGIONE. E OGNI VOLTA CHE CI CONCENTRIAMO SULLE CAUSE, PERDIAMO DI VISTA LA LEZIONE CHE L’EVENTO VUOLE INSEGNARCI.


Ogni volta che date la colpa ai politici, allo sbandato di turno, all’omicida, al ladro, al vicino di casa stronzo, al collega invidioso, all’inquinamento, state solo cercando una scusa per non guardarvi dentro!
Di fronte alla morte, poi, la fuga è eclatante. Il massimo che si riesce a dire è: “era destino”. Vi dite addolorati, distrutti, sconvolti. Ma poi, cosa cambiate nella vostra vita? Quali domande vi fate? Quali risposte cercate? Cosa scoprite di voi stessi? Cosa imparate del viaggio delle anime? Cosa pensate che sia il destino?
La morte e la vita sono la stessa cosa. Avere paura della morte è avere paura della vita. Com’è più facile cercare il colpevole!
E subito dopo, dimenticare, raccontandosi che la vita è breve e quindi è meglio godersela. Salvo interpretare quel “godersela” come un: “mi tengo stretto quello che ho, che non si sa mai, e per renderlo un po’ più sopportabile ogni tanto esco a cena, mangio, bevo, guardo la TV, faccio qualche vacanza, un po’ di shopping, mi compro una macchina più bella, ecc ecc”…perché per cambiare bisogna lasciare morire una parte di sé. E allora meglio rimanere immobili e uguali a sé stessi, per non rischiare niente. Ecco perché la morte colpisce così tanto…E si cerca un colpevole pur di non incontrarla davvero…
Ma sì, mettiamo lì due fiori, e diamo la colpa ai politici. Farsi domande su se stessi, su cosa faremmo se sapessimo di non avere un domani, ampliare lo sguardo, vedere oltre la “materia”, mettersi in ascolto…: tutto troppo difficile? Se siamo fortunati, domani è un altro giorno. Ma se siamo qua, è perché abbiamo ancora da imparare: siamo anime in cammino, e la destinazione non è l’immortalità, o l’assenza di problemi, ma la continua ricerca di sé e del senso di questo viaggio…

Roberta Turci

14 settembre 2019 – Luna Piena in Pesci: la Forza dell’Intenzione, di Roberta Turci

Sole e Marte congiunti da un lato. Il maschile, la logica, la strategia, l’azione.

Luna, Lilith e Nettuno congiunti dall’altro. Ombra e Luce del femminile, l’intuizione, la creatività, la resa.

Mercurio e Venere uniti al grado critico che chiude il viaggio nel segno della Vergine, a confermare che il tempo del perfezionismo, dell’idealismo non ispirato, dell’iperefficienza deve finire. Poco dopo il Plenilunio, Mercurio e Venere entreranno nel segno della Bilancia: si può andare verso l’altro unendo intelletto e sentimento.

Sabato 14 settembre alle 6:32, i Luminari si guarderanno dai 21°5′ dell’asse Vergine/Pesci, quello che più di tutti rappresenta il dualismo corpo/anima, visibile/invisibile, maschile/femminile. Un Plenilunio intenso, che smuove le nostre emozioni più profonde, e ci accompagna di fronte al nostro lato oscuro. Siamo dentro un nuovo paradigma, spettatori o creatori (la scelta è solo nostra, anche se spesso non ne siamo consapevoli!) di un mondo nuovo, in cui l’essere umano può lasciare andare il bisogno di esercitare potere e controllo sui suoi simili e sugli eventi della propria vita. Adesso possiamo accorgerci che è tutta un’illusione!

I pianeti in Vergine che in queste ultime settimane si sono accalcati in cielo rappresentano la parte logico-razionale che vuole agire, fare, intervenire a ogni costo per assicurarsi che tutto sia preciso, perfetto, impeccabile, che si deve sentire utile, servizievole, efficiente, che vuole alleviare le sofferenze altrui per sentirsi buono. Quanto desiderio di controllo e di esercizio del potere c’è in questo atteggiamento?

Nei giorni intorno al Plenilunio, questi pianeti si trovano di fronte il femminile nella sua pienezza e integrità: la donna materna (Luna), la donna selvaggia (Lilith), la donna sacra (Nettuno). E cercano il dialogo, l’incontro, il confronto. Non possiamo essere solo immaginazione, creatività, intuizione, spiritualità. Saremmo evanescenti, inconcludenti, ribelli senza obiettivi, e confusi. Il femminile in tutti i suoi aspetti si presenta, e tende la mano al maschile, ed entrambi chiedono di essere accettati e accolti senza più inganni e giochi di potere.

Il modo in cui uomini e donne interagiscono è una rappresentazione sul piano della materia della qualità energetica dei due archetipi: maschile (la logica, l’azione, la forza) e femminile (intuito, empatia, creatività). Devono cambiare i pregiudizi, le aspettative, gli schemi. Donne che manipolano, che usano il sesso e i figli per tenersi uomini, uomini che usano sesso e soldi per avere potere, donne che accettano di essere maltrattate, uomini che usano la forza fisica per violare le donne. Uomini e donne che rimangono stagnanti e spenti dentro relazioni finite per non perdere ruoli sociali e per non rimanere soli, sottraendosi così a un proprio percorso evolutivo.

L’essere umano, per sua natura, desidera avere il potere e il controllo. E più teme di rimanere solo, più teme di non potere essere scelto, amato, riconosciuto, più teme di essere tradito, umiliato, trattato ingiustamente, più cerca espedienti per controllare gli altri. E lo fa ad arte, spesso nascondendosi dietro la maschera del servitore, di colui, o colei, che si prodiga per gli altri, perché ha l’animo buono, quando invece cerca solo il consenso e l’approvazione altrui. Spesso fa la parte della vittima, per far sentire in colpa gli altri, per tenerli vicini a ogni costo, per avere l’attenzione. Non è questa una forma di controllo?

Ecco. Questa Luna ci mostra la strada per arrivare a sentire le ferite che ci agiscono, e ci impediscono di essere tutto quello che potremmo diventare.

In questi giorni, meglio non agire. Meglio rimanere fermi, in silenzio, magari a contatto con la natura, immersi nell’energia più pura che c’è. Dobbiamo zittire i rumori intorno, per sentire la voce dell’invisibile, per sapere cosa  vogliamo davvero. Dobbiamo prenderci cura di noi stessi, stare da soli, ascoltare il cuore. Così da muoverci, poi, in accordo con l’intenzione pura che c’è in noi. Ciò che fa di un’azione una nobile azione, è l’intenzione che ci mettiamo. Possiamo ingannare noi stessi e gli altri, ma non l’Universo e la sua Energia: è l’intento che c’è dietro quello che facciamo che genera la realtà!

Affermazione del Plenilunio: Do direzione alla mia energia ascoltando la voce del cuore!

Con amore,

Roberta

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30 agosto 2019 – SuperLuna Nuova in Vergine: osa o ti perderai, di Roberta Turci

La SuperLuna più potente dell’anno sarà nera, confusa col buio. La vera forza non ha bisogno di mostrarsi. Si fa sentire nell’invisibile solo da chi ha imparato a distinguere.

Alle 12:37 di venerdì 30 agosto, a 6°46′ del segno della Vergine, un nuovo, significativo,  ciclo ha inizio. Sole, Luna, Mercurio, Venere e Marte in Vergine, formano un aspetto di trigono con Urano, in Toro. E tutti questi pianeti, con l’eccezione di Mercurio, fanno trigono a Saturno, in Capricorno. La Terra, elemento dominante, parla di concretezza, ordine, praticità, disciplina, precisione, ma non senza creatività, innovazione e ingegno ispirato. Non scordiamoci che sullo sfondo c’è sempre la quadratura tra Giove e Nettuno, accordati a una visione elevata e a una sana spiritualità.

La SuperLuna è un inizio speciale, una grande occasione. Metti un intento, pianta i tuoi semi! Guarda in quale casa del tuo tema natale cadono i 6° 46′ della Vergine, e fai partire una nuova attività, una relazione, un progetto, a seconda del settore sollecitato. Questo link può aiutarti: TUTORIAL LUNAZIONI

La stretta congiunzione con Marte rende questo Novilunio appassionato ed eccitante. Possono nascere nuove relazioni, grazie alla congiunzione con Venere e al contributo di Mercurio che ci rende curiosi, anche se prudenti. Possiamo esprimere la rabbia in modo più assertivo, rivendicando il diritto di essere noi stessi senza accusare e calpestare gli altri. L’entusiasmo ci trascina fuori dalla zona di comfort, incoraggiandoci a rompere schemi e cambiare abitudini.

Senza dubbio favoriti Vergine, Toro, Capricorno, Cancro e Scorpione, soprattutto se della prima decade. E tutti coloro che hanno pianeti e/o angoli del cielo tra i 4° e gli 8° di questi segni.

Possiamo diventare la versione migliore di noi stessi, pur accettando di essere imperfetti.Possiamo impegnarci per esprimere i nostri talenti, osare, proporre e disporre. Fedeli alla missione della nostra anima. Ma concreti, efficaci, presenti, determinati.

La spiritualità, parola spesso fraintesa e abusata, ci tiene a volte in ostaggio di idee e ideali che restano sospesi nell’impalpabile. Compassione, Amore Incondizionato, Fede, Energia. Ma poi restiamo fermi. Creiamo catene per guarire il pianeta, celebriamo rituali, preghiamo. Ma non cambiamo le abitudini. Come criceti sulla ruota, continuiamo a percorrere gli stessi solchi su strade che non conducono a nulla.

Ci sono quelli che dormono, che cercano i colpevoli, che inveiscono contro chiunque pur di non guardare se stessi, e quelli che vogliono aprire loro gli occhi. Ma né gli uni né gli altri salveranno il pianeta. La nostra Madre Terra sa salvarsi da sé. Da eoni, si sacrifica per noi, e si rigenera, trasformandosi. Basterebbe osservarla davvero, respirarla, onorarla, e troveremmo tutte le risposte. Non è diffondendo dolore e rabbia per ciò che accade che miglioreremo la situazione. Più diamo attenzione alle emozioni negative e agli eventi che le generano, e più daremo loro forza ed energia. E saremo trattenuti alle basse frequenze che non permettono il vero cambiamento.

La Terra andrà avanti da sé, in questo inevitabile processo di morte e rinascita che è alla base della Vita stessa. Non ci aspetterà. L’umanità è giunta al bivio, e non c’è possibilità di ritorno. Ora scegli.

Sei solo tu che puoi scegliere di guardare con gli occhi incantati la bellezza che la Terra ti offre ogni giorno, di vibrare nella gioia, nella gratitudine, nell’amore. Più tieni alte le frequenze, e più contribuirai alla nascita di una nuova umanità. 

Davanti a te c’è il bivio: se scegli di percorrere la strada più in alto, contribuirai davvero a migliorare questo mondo. Sarai sempre più simile a te, alla tua anima, a ciò che sei venuto a essere qui sulla Terra: umano e imperfetto, ma vero. Se scegli la strada più in basso, continuerai a vedere il mondo attraverso le lenti della paura e della rabbia, ti sentirai vittima e impotente. E la vita ti costringerà, con i suoi modi e i suoi tempi, ad aprire gli occhi.

Lasciati contagiare dall’entusiasmo, lasciati travolgere dalla forza, dalla passione. Non rassegnarti, non fermarti, non perderti adesso. Respira. Osa. Sii il mago che spezza gli incantesimi e crea la realtà che vuole.

Come disse Goethe,

“Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere, magia. Incomincia adesso.”

E non saprei immaginare un momento migliore di questo…Coraggio!

Con amore,

Roberta

P.S. Se vuoi comprendere meglio il cammino che la tua anima ha scelto per te, puoi richiedermi una consulenza scrivendomi a questo indirizzo: [email protected] 

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Le Eclissi dell’Estate 2019 (prima parte) – 2 luglio: Eclissi Solare in Cancro, di Roberta Turci

Ne parliamo da tempo, e quel Tempo è ora.

Il mese di luglio è il più potente dell’anno, con le due lunazioni amplificate dal fenomeno delle Eclissi, la prima delle quali è un’Eclissi Solare (non visibile in Italia), con il Sole a circa 10°40′ del Cancro, che avrà luogo appena dopo il Novilunio, nella serata del 2 luglio.

Un’Eclissi Solare avviene sempre in concomitanza con una Luna Nuova, quando Sole e Luna sono congiunti e allineati con la Terra. Pertanto, per la definizione stessa di Nodo Lunare (puoi approfondire il significato dei Nodi Lunari qui e qui), un’Eclissi si verifica sempre in prossimità dei Nodi. In questo caso, i Luminari sono congiunti al Nodo Nord, che si trova a 17° circa del Cancro. Sulla polarità opposta, in Capricorno, troviamo ovviamente il Nodo Sud, strettamente congiunto a Saturno, e Plutone.

L’asse Cancro-Capricorno è fortemente sollecitato da molto, molto tempo. Basti pensare che il ciclo dei Nodi Lunari dura circa 18,5 anni, e quindi 9 anni fa (tra il 2009 e il 2011) si sono verificate Eclissi sullo stesso asse, ma con la polarità inversa, cioè il Nodo Nord in Capricorno e il Nodo Sud in Cancro.

La famiglia di Eclissi a cui appartiene quella del 2 luglio si è attivata il 13 luglio dello scorso anno (ne ho parlato qui) e si chiuderà nell’estate del 2020. L’Eclissi del 13 luglio 2018 era direttamente collegata all’Eclissi del 12 luglio 2010.  Ripensa  a quello che è accaduto nella tua vita nell’Estate del 2010, e in prossimità delle Eclissi della scorsa Estate: quali tematiche hai dovuto affrontare, cosa hai dovuto mettere in discussione nella tua vita? 

Un’Eclissi Solare è una grande occasione, una chiamata al risveglio, un Novilunio ancora più intenso e potente: qualcosa di inatteso può accadere. Il Sole, simbolo di ciò di cui facciamo esperienza sul piano materiale, è oscurato dalla Luna, che rappresenta il nostro mondo emozionale, interiore. Questo significa che in occasione di un’Eclissi Solare, qualcosa accade dentro di noi, nel profondo: forse ci accorgiamo di quello che manca nella nostra vita, di un desiderio che abbiamo a lungo ignorato, di un’emozione che abbiamo represso. Con la successiva Eclissi Lunare, potranno venire alla luce delle verità nascoste, il che porterà a prendere determinate decisioni o a subire le conseguenze di scelte altrui. Ma potrebbe anche non accadere nulla, ora. Potrebbe semplicemente prepararsi il terreno per un evento che si verificherà in prossimità delle Eclissi successive (in questo caso, in dicembre o nel 2020).

In estrema sintesi, le Eclissi ci mettono alla prova, ci costringono a verificare se siamo sul cammino che la nostra anima ha scelto per noi prima della nascita. Se siamo sulla nostra strada, l’impatto sarà lieve. Ma se ci siamo allontanati troppo dalla strada “maestra”, se non abbiamo prestato attenzione ai segnali dell’Universo e ai messaggi della nostra anima, sviluppando intuizione e percezione, la vita ora ci dà la possibilità di cambiare traiettoria. Se lo fa con eventi improvvisi e spiacevoli, è perché troppe volte non le abbiamo dato ascolto. Se invece accogliamo il cambiamento, ci dà la possibilità di scegliere e di decidere come attuarlo.

Poiché l’asse interessato è Cancro/Capricorno, la tematica portante è la ridefinizione dei concetti di controllo e sicurezza (ne avevo già parlato nell’articolo dedicato al transito del Nodo Nord in Cancro), sia a livello individuale sia collettivo.

Se a livello collettivo questo ha a che fare con l’autorità esercitata dai governi e dalle istituzioni, con il potere economico e il controllo esercitato dagli organismi religiosi, a livello individuale ha a che fare principalmente con la relazione che abbiamo avuto, soprattutto da bambini, con i nostri genitori, che hanno rappresentato per noi contemporaneamente l’autorità e la sicurezza.

I nostri genitori non sono altro che la proiezione sul piano materiale delle polarità maschile e femminile della nostra anima. L’obiettivo della vita sulla Terra è integrare queste due polarità, e per poterlo fare è necessario sanare tutte le ferite che l’anima si porta dietro di vita in vita. Per questa ragione, il rapporto con i genitori è praticamente sempre sbilanciato e disfunzionale, indipendentemente dal loro comportamento, dalla loro presenza o assenza, e dalle loro reali intenzioni. L’Anima ha già stabilito come li percepirà, e queste percezioni sono necessarie per fissare nella personalità le caratteristiche da cui dipenderà la qualità delle relazioni che vivremo da adulti. Alcuni sviluppano un eccessivo attaccamento alle figure genitoriali, e non se ne staccano mai veramente, nemmeno quando formano a loro volta un nuovo nucleo familiare né  quando i genitori, raggiunta la tarda età, muoiono. Altri hanno sofferto la mancanza fisica o affettiva di uno o di entrambi i genitori, e hanno dovuto diventare grandi troppo in fretta, “dimenticando” di nutrire il loro bambino interiore. Anche chi apparentemente ha avuto un rapporto sereno con i propri genitori, ha registrato (inconsciamente!) dei modelli disfunzionali che ha reiterato nella vita adulta, almeno fino a quando non ne ha preso coscienza.

Crescere significa diventare sé stessi, e spogliarsi dei condizionamenti ricevuti, imparando ad affermare la propria identità, anche a costo di non avere il riconoscimento e l’accettazione dei propri genitori e della società in genere. E solo dopo aver preso coscienza di questi meccanismi e aver spezzato lo schema, è possibile amare veramente madre e padre, che finalmente possono essere visti per quello che sono, e non come immagini idealizzate dai bisogni infantili. 

Sole e Luna nel tema natale rappresentano proprio il padre e la madre, mentre il segno del Cancro, governato dalla Luna, è co-significante della IV casa astrologica, ovvero del settore della famiglia di origine e della casa, come luogo al quale si appartiene. Il segno del Capricorno, governato da Saturno, signore del Karma e del Tempo, e simbolo di autorità e ambizione, è co-significante della X casa, settore dell’affermazione sociale e della realizzazione personale. Non a caso, gli appartenenti a questi due segni zodiacali, sono spesso molto legati alla famiglia e alla posizione sociale, e faticano a contattare ed esprimere in modo autentico la propria essenza e le proprie emozioni. Per loro, il ciclo di Eclissi sull’asse Cancro/Capricorno è una importante verifica: “Stai davvero bene nel nido che ti sei costruito?”, “Stai facendo davvero quello che desideri?”, “Hai bisogno degli altri, dei tuoi genitori, dei tuoi figli, per dare un senso alla tua vita?”, “Hai bisogno che i tuoi genitori, o i tuoi figli, o gli altri in generale, abbiano bisogno di te, per sentire di avere un ruolo in questo mondo?”

Queste sono domande che dovremmo sempre farci tutti, indipendentemente dal segno zodiacale! Ma senza dubbio, per qualcuno, ora, non è più possibile ignorarle…

Su cosa sono basate le tue relazioni? Sulla paura della solitudine? Sul bisogno di sentirti utile, di essere considerata una brava persona? Sul bisogno di avere una bella casa, da ostentare o riempire di amici perché non ci sia tempo di guardarsi allo specchio? Sulla necessità di avere un ruolo ben definito di fronte alla società? Presta attenzione a quello che dice la tua anima. Forse a lei non interessa né la tua bella casa, né il ruolo che interpreti. Per la tua anima non hanno alcun valore i contratti sociali, né i possedimenti materiali. La tua anima vuole vibrare!

Va da sé che questa Eclissi sarà avvertita maggiormente da coloro che sono nati tra il 27 giugno e il 5 luglio, e tra il 27 dicembre e il 5 gennaio. Impatterà anche su Ariete e Bilancia della seconda decade, e su tutti coloro che hanno nel tema natale i Nodi Lunari sull’asse Cancro/Capricorno o Ariete/Bilancia. Inoltre, sarà particolarmente sentita da chi ha pianeti o angoli del Cielo intorno ai 10° dei segni Cardinali (Ariete, Bilancia, Cancro, Capricorno).

Per tutti, è importante osservare in quale casa astrologica cadono i 10°40′ del Cancro. Se hai difficoltà, puoi guardare il tutorial che ho preparato per te (lo trovi qui).  Trovi una traccia per l’interpretazione anche nell’articolo dedicato alle Lunazioni.

La casa del tema natale interessata dal transito corrisponde all’area della vita che sarà maggiormente sollecitata. Non tutti avvertiranno distintamente questa energia. Ma tutti in qualche modo saremo chiamati ad accordarci sempre più con le nuove frequenze del nostro pianeta. Ci stiamo muovendo verso un nuovo mondo, in cui saranno ridefiniti i concetti di famiglia, sicurezza, controllo. Dovremo riconoscere con onestà la differenza tra valori e bisogni!

Soprattutto in Italia, un certo tipo di cultura, ci ha passato la convinzione che la famiglia debba essere sempre considerata un valore, da difendere a ogni costo, ma in realtà è spesso un limite, un impedimento all’espressione di sé. Offre sicurezza, è vero, come un recinto che protegge dalle incognite dello spazio aperto, ma impedisce anche di scoprire nuovi orizzonti e di spiccare il volo. Senza contare che spesso, proprio in famiglia si consumano abusi (non solo fisici!) e violenze. Le persone si raccontano di aver fondato la propria famiglia sull’amore, ma la verità è che non sanno contare solo su sé stesse, e hanno bisogno di accettazione e supporto. O al contrario (l’altra faccia della stessa medaglia!) hanno bisogno di sentirsi indispensabili per qualcuno, di nutrire gli altri. Ma come si può riempire il bicchiere di un altro con una bottiglia vuota? Se non impari a nutrire te stesso, te stessa, se non impari a darti valore, come puoi nutrire in modo sano gli altri, figli compresi? In nome di cosa stai dimenticandoti di te? 

Nel nuovo paradigma, il concetto di famiglia sarà completamente rivisto e corretto: non più la famiglia come istituzione, limite e obbligo sociale, ma come gruppo di persone che si appartengono a livello animico, affini per vibrazione e non per contratto, che si sostengono e si accompagnano gli uni gli altri verso la realizzazione di sé. Senza desiderio di controllo né possesso. Senza bisogni né aspettative da soddisfare .

Per poter operare una tale trasformazione, bisogna imparare a trovare la sicurezza dentro di sé, a non delegare strutture e istituzioni, a non farne una questione di successo, ricchezza e potere, a non manipolare, ricattare, controllare gli altri pur di sfuggire la solitudine. Bisogna imparare ad amare e onorare la propria anima, prima di tutto.

Una grande sfida. Ognuno scelga: se accoglierla, oppure no. Dobbiamo sapere, in ogni caso, che le scelte si pagano. Che ogni decisione ha le sue conseguenze. E che non c’è nessuno a cui dare la colpa se le cose vanno “male”. Se poi arrivano le malattie (l’anima parla attraverso il corpo!), i problemi economici (il denaro che attiriamo è una rappresentazione di quanto valore diamo a noi stessi), ansia e depressione (energia che non esprimiamo), problemi sul lavoro (riconducibili sempre a dinamiche relazionali!), e disaccordi con le persone (gli altri sono specchi in cui vedere meglio chi siamo), è solo l’anima che ti sta mandando messaggi. Per quanto ancora vorrai ignorarla?

Con amore,

Roberta Turci

P.S. Se vuoi comprendere il cammino scelto dalla tua anima e l’impatto che possono avere le Eclissi sulla tua vita, scrivimi: [email protected]

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3 giugno – Luna Nuova in Gemelli: prepariamoci alle Eclissi!, di Roberta Turci

Lunedì 3 giugno, alle 12.02, inizia un nuovo ciclo lunare, nel segno dei Gemelli, e precisamente a 12°33′ del segno governato da Mercurio, il folletto dello zodiaco, curioso e leggero, ma capace anche di avventurarsi nelle zone più oscure. Si tratta di un cambio di energia non da poco, in un clima generale pesante e implacabile. La risonanza Schumann è ai massimi storici, l’energia del pianeta si sta alzando rapidamente, e molti di noi faticano ad adeguarsi. Tante persone avvertono disagi nel corpo, e le emozioni represse chiedono di essere ascoltate.

Questo è il tempo dei nodi che vengono al pettine, delle verità che non possono più essere tenute nascoste, dei baluardi da conquistare per affermare una nuova libertà. Il Novilunio segna l’inizio di una fase, in cui arriveranno tante informazioni, e cercheremo risposte, sentendoci confusi e smarriti, ma è anche l’inizio del mese che conduce alla stagione  delle Eclissi, il momento più potente dell’anno. Il 1° giugno, Marte era a 10° del Cancro, esattamente dove si troverà la Luna il 2 luglio, quando ci sarà la prima Eclissi, quella solare, con la Luna Nuova in Cancro. Questo significa che le Eclissi sono già state attivate, e il cambio di energia è già qui! Ripensa a cosa è accaduto tra il 2009 e il 2011, quando le Eclissi si sono verificate sullo stesso asse…

Non c’è da stupirsi che questo nuovo che avanza ci destabilizzi. Cerchiamo risposte e soluzioni, quasi bulimici di informazioni, correndo il rischio di essere dispersivi e inconcludenti. Dovremmo invece stare più centrati e focalizzati sui nostri obiettivi, ma per farlo dobbiamo essere onesti con noi stessi.

Vogliamo la magia, chiediamo a qualcuno di spezzare l’incantesimo che ci ha tenuti prigionieri finora, ignorando che nessuno può fare magie per noi. Ripetiamo “speriamo che passi”, o chiediamo agli “esperti” quando passerà, ma la verità è che non passerà se non saremo noi a trasformare la nostra energia.

La Magia è l’arte di operare il cambiamento in conformità con la volontà”, diceva Aleister Crowley. Ma per fare una magia bisogna sapere molto bene cosa si vuole ottenere. E a volte preferiamo non saperlo, e ci uniformiamo a una volontà che non è nostra, ma è semplicemente in accordo con quello che “gli altri” si aspettano da noi.

La volontà che consente la magia è invece quella dell’anima. E nulla ha a che fare con le acrobazie della mente.

Ecco che allora, un Novilunio con i luminari opposti a Giove e quadrati a Nettuno (con Giove e Nettuno che sono in quadratura da mesi e lo saranno ancora a lungo), può rappresentare un momento di grande caos, ma anche di grande connessione. Dipende tutto dalla frequenza a cui si vibra. Nella mente c’è il caos, mentre l’anima conosce la direzione.

Hermes, ovvero Mercurio, signore di questa Luna, sa essere leggero: con i suoi sandali alati può muoversi velocemente, distrattamente. Ma può anche scendere nel regno di Ade, nel mondo invisibile, l’underworld, e accompagnare i vivi nel regno dei morti, per poi riportarli su. E lì, soltanto lì, ognuno di noi può incontrare la missione della sua anima.

Tutti i cambiamenti e tutte le separazioni che viviamo nelle nostre vite, sono piccole morti. Ogni volta che dobbiamo fare una scelta, prendere una decisione, o subiamo scelte e decisioni altrui, siamo chiamati a scendere nell’Ade per poi risalire. La morte in vita è trasformazione, ed è di trasformazione in trasformazione che possiamo raggiungere l’obiettivo che la nostra anima si è posta. Se ci ostiniamo a evitare la discesa nell’Ade, restando aggrappati a un sistema di valori che non abbiamo scelto, non incontreremo mai la nostra anima! Non staremo mai in silenzio ad ascoltarla. E lasceremo che sia la mente a guidarci, verso obiettivi che non sono veramente nostri.

Osserva dove si trovano i 12°33′ dei Gemelli nel tuo tema natale. Magari questo tutorial che ho preparato per te può esserti utile. Osserva la casa in cui cadono, ed eventuali aspetti con pianeti o punti del tema. Metti un intento nel settore della vita sollecitato dalla lunazione. Ma mettilo in accordo con l’anima, non seguendo le circonvoluzioni della mente! Fai silenzio dentro di te. Lascia fuori il chiacchiericcio del mondo. Accogli le emozioni che ti scuotono, ma cerca di restare immobile mentre ti attraversano: solo così, in una saggia immobilità, nell’intensità del tuo silenzio interiore, vedrai chiaramente quello che la tua anima vuole per te.

Non è poi così difficile comprendere se la strada è quella giusta, o se stai seguendo la mappa disegnata da qualcun altro:

  1. ascolta il corpo: lui non mente mai. I tuoi disturbi, i disagi, gli incidenti, le ferite, arrivano a dirti qualcosa. Non raccontarti, per esempio, che ti è venuto il raffreddore perché hai preso freddo. Il raffreddore ti è venuto perché c’è qualcosa che vorresti evitare nei giorni a venire. E se ti fai male cadendo, è perché hai bisogno di fermarti. Impara ad amare il tuo corpo, a rispettarne i ritmi. Non cadere nella trappola dell’iperattività per soddisfare le aspettative altrui!
  2. osserva gli eventi che si ripetono: hanno sempre un messaggio per te. Impara a leggere i segnali. Il caso non esiste, e tutto quello che accade, accade per indicarti   la strada.

Sta a noi decidere, se accogliere o resistere. Viviamo un tempo straordinario, in cui tutto è accelerato. Possiamo diventare co-creatori della nostra realtà, se impariamo ad ascoltarci, con onestà e con costanza, facendo silenzio intorno e dentro di noi. Ricordiamoci sempre che possiamo scegliere su quale frequenza sintonizzarci, e non dobbiamo farlo solo per noi stessi, ma per il pianeta e per l’umanità intera!

Questa Luna è una grande occasione: non sprechiamola!

Con amore,

Roberta

5 maggio 2019: un NOVILUNIO IN TORO per me molto importante…, di Roberta Turci

 

Ogni giorno sarai tentato di reagire nello stesso vecchio modo di sempre. Chiediti allora se vuoi essere un prigioniero del tuo passato o il pioniere del tuo futuro. (Deepak Chopra)

Sono momenti pesanti. Lo sono per tutti. Domani, domenica 5 maggio, precisamente alle 00:45, ci sarà il Novilunio in Toro, a 14°10′ del segno. Come sempre, suggerisco di guardare in quale casa si forma. Sul mio canale YouTube c’è un video in cui provo a spiegare come si fa e quale interpretazione dare. https://www.youtube.com/watch?v=9mwILqS5D20

Nel mio tema natale, si forma in VII casa, il settore delle relazioni. In questo momento, ho anche Chirone congiunto a Chirone natale, in Ariete. E Nettuno, governatore dei Pesci, perfettamente congiunto con il Nodo Nord, in Pesci. E, se non bastasse, Urano, in Toro, è ormai congiunto al mio Saturno radix. Per fortuna (o sincronicità?), Plutone, il mio pianeta, in quanto governatore dello Scorpione (segno in cui ho Sole e Ascendente, oltre che Mercurio e Venere), fa un sestile esatto con Sole e Mercurio, e mi sostiene.

E quindi?, voi direte. Noi vogliamo che l’astrologa interpreti i nostri transiti, non che ci racconti i suoi! Comprensibile. 🙂

Tuttavia, trovo che i miei personali transiti del momento siano incredibilmente sincronizzati con la chiamata che l’Universo sta manifestando per tutti noi. A cominciare da Urano che si trova a 1° dal mio Saturno radix, in VI casa, in Toro, e che stazionerà da quelle parti fino a marzo 2020. Nel mio tema, Saturno oppone Venere e quadra Marte: li tiene in ostaggio da sempre, mettendomi limiti nel corpo, nell’azione e nell’espressione delle emozioni. Tutta la Terra del mio tema è racchiusa nel governatore del Capricorno, il Signore del Karma, che staziona nella casa co-significante della Vergine, nel terzo segno di Terra, il Toro, appunto. Potrei aggiungere che mio padre è del segno della Vergine, e i tre uomini che mi hanno “rasa al suolo” sono uno del Toro e due del Capricorno. A conferma che per me è la Terra l’elemento da integrare. D’altronde io sono Acqua, e l’acqua nutre la Terra, mentre la Terra argina l’acqua, la guida, la contiene. Guai se Saturno non fosse stato lì a mettere tutti i paletti, e a trattenermi in una sorta di zona franca, dove spesso mi sono sentita prigioniera, ma anche protetta. La mente, l’ego, la coscienza non l’hanno amato, ma la mia anima ha sempre saputo di avere bisogno di lui, guardiano della soglia, eppure stimolo e sfida. Saturno è questo, e lo sappiamo bene. Dal dicembre 2017, si trova a casa sua, nel Capricorno, ed è più inflessibile che mai: ci sta facendo vedere tutti i danni dell’eccessiva rigidità, i limiti dei limiti che impone, sta esasperando le regole date da un sistema ormai obsoleto e disfunzionale, mostrando nel contempo l’importanza dell’autodisciplina e dell’ordine interiore. Saturno è il simbolo degli stereotipi e dei modelli a cui per secoli ci siamo uniformati per il bisogno di essere accettati e di appartenere a un gruppo.

E adesso Urano, il ribelle, colui che rompe tutti gli schemi, è sul mio Saturno! Ho deciso di immaginarlo come un “liberi tutti!“. Ho deciso che è arrivato a buttare giù i paletti, a dirmi: “ok, tu sei questa. Se a loro non piace, è un problema loro.” E finalmente, Marte e Venere potranno esprimersi liberamente. A una condizione, però. Che si muovano nella direzione scelta dalla mia anima. Per questo, non poteva accadere prima. Non avrei saputo distinguere e ascoltare la voce più autentica che parla dentro di me. Avrei rischiato di deragliare.

Non a caso, ovviamente, sto vivendo anche il ritorno di Chirone, il cui effetto si farà sentire fino a febbraio 2020. Chirone è in Ariete, il primo segno dello zodiaco, quello associato all’identità. Con Chirone in Ariete nel tema natale, la convinzione limitante che serpeggia sotto la superficie è: “Non sono degna di vivere. Non conto niente. Cosa ci faccio io qui?” Quando, intorno ai 50 anni, Chirone torna lì, dove era alla nascita, torna per dire: “Spero per te che tu ora abbia capito cosa sei venuta a fare. Si è sempre degni di vivere. Si ha sempre uno scopo importante nella vita. E se non lo trovi, la vita te lo fa capire, con le buone o con le cattive.” Insomma, conviene capire. Conviene darsi valore, conviene ascoltarsi, accogliersi, amarsi.

E poi c’è Nettuno, che proprio ora, si congiunge con il Nodo Nord in Pesci, il punto che rappresenta la destinazione dell’anima. Oddio, son fin inquietanti tutti questi transiti insieme! Potrebbero persino rappresentare il ritorno a casa! Ma se anche fosse, uno Scorpione non si spaventa. Soprattutto uno Scorpione che ha imparato da tempo a scendere negli Inferi, nel regno del suo amico Plutone, e a ritornare su, più e più volte. Nettuno congiunto con il Nodo Nord è uno sblocco destinico, un risveglio totale, irreversibile.

Ora so chi sono, e soprattutto non ho più intenzione di nascondermi o mimetizzarmi per la paura di essere inopportuna. Certo che per qualcuno lo sono! E lo sarò sempre! Si è sempre inopportuni quando non si vive in modo standardizzato, non ci si rinchiude dentro un ruolo o dietro una maschera, quando non si ha paura di essere se stessi, e si è capaci di “sentire” gli altri e stanare le loro dinamiche difensive. Ma arrivare fin qui ha richiesto tanta sofferenza, tanta forza, tanto coraggio. E non sarebbe giusto nei miei confronti fare finta di non esserci arrivata mai.

E poi non ho finito con i paletti da buttar giù. Marte e Venere non si accorgeranno subito di essere liberi. Gli schemi inconsci sono difficili da scardinare. Devi rimanere centrata, non puoi perdere di vista la strada. Questo è per tutti il momento dei nodi che vengono al pettine, il tempo delle ferite lacerate, che sanguinano e si infettano, se non sei attenta, del dolore che urla e spiazza finché non te ne prendi cura. E non puoi farlo con noncuranza, devi proprio essere presente con tutta te stessa. Devi sentirlo in ogni cellula che te lo meriti anche tu, quell’Amore di cui parli sempre e che sembra non esserci mai. Ma c’è. E lo sai, perciò non ti arrendi. E non lo confondi con tutti quei surrogati insipidi che tengono in piedi le masse.

Con tutta la fatica che hai fatto a salire sulla vetta della montagna, non puoi tornare indietro adesso. Non è presunzione, è consapevolezza, è rispetto e amore di sé.

Non è facile, no. E il mio corpo (Saturno in VI!) si sta esprimendo ancora. Le ginocchia non mi reggono, sono doloranti. Camminare a lungo da soli può diventare intollerabile. E soffro, perché se c’è una terapia infallibile è camminare in mezzo alla Natura, cosa che adoro, e che in questo momento non posso fare a causa dei dolori alle gambe. Madre Terra ha in sé tutta la forza che ci serve, e tutte le risposte. Per questo, dobbiamo amarla e rispettarla. I miei piedi non aderiscono bene alla terra, quasi come non li avessi. Le radici mancano, spetta a me generarle a partire dal cuore, che ogni tanto perde colpi, perché non sono immune dalla paura, ma il coraggio è sempre più veloce nel correre in mio aiuto.

Sono i miei transiti, ma sono quelli di tutti. L’Universo ha tanti simboli a disposizione per dire le stese cose. Cambiano le situazioni concrete, le manifestazioni sul piano materiale. Sono diverse le sfumature, a volte sono più forti e violenti i colori, ma il quadro nell’insieme è uguale per tutti: è tempo di ribellarsi! Rabbia e ribellione sono due facce della stessa medaglia. Possiamo scegliere la rabbia sterile e dannosa che aggredisce senza consapevolezza e divora da dentro, oppure la ribellione, il ritorno alla bellezza che c’è in noi, senza paura di essere scomodi e di restare soli.

La Luna Nuova segna un inizio. E la prossima lunazione sarà il Plenilunio in Scorpione. Ne parleremo. Emozioni, intuizione e immaginazione. Libertà e indipendenza. Potere personale. Assertività. Liberi tutti, sì. Tutti quelli che hanno il coraggio di scegliere la libertà di essere ciò che sono!

Buon nuovo inizio: siate pionieri e non prigionieri!

Con amore,

Roberta

Amare gli animali, ma di quale amore?

Chi mi conosce sa quanto amo gli animali, tutti gli animali. Sono esseri puri, in cui spesso, l’anima vibra più di quella di molti esseri umani. E in particolare gli animali che vivono al fianco dell’uomo sono specchio della nostra anima, e vengono a insegnarci molto sull’amore. Ma non riesco a capire di quale amore parlano le persone che si inteneriscono di fronte ad animali abbandonati e maltrattati, e contemporaneamente esprimono rabbia e disgusto verso altri esseri umani. Mi risponderanno che gli animali sono innocenti e indifesi, mentre gli esseri umani sono cattivi.
Gli esseri umani non sono cattivi. Hanno ferite dentro, che quasi sempre non riconoscono, non esprimono, non elaborano. E quelle ferite si manifestano come aggressività, violenza, invidia, rancore. Sono le stesse ferite che hanno dentro coloro che si dicono pronti a difendere un cucciolo abbandonato, ma si scagliano contro i politici, i ladri, gli immigrati, l’uomo che salta la fila in posta, il collega stronzo, ecc ecc.
E più non vedono le proprie ferite, e più le ferite urlano e fanno male, trasformandosi in rabbia. E più danno energia alla rabbia, e più la vita li mette in situazioni dolorose e difficili.
Forse vedono se stessi in quei poveri animali: sono loro stessi a sentirsi soli, traditi, abbandonati, trattati ingiustamente. E naturalmente si aspettano che siano gli altri a cambiare, a tributar loro il riconoscimento che considerano dovuto. Si aspettano che cambi il mondo, e non si accorgono che possono scegliere di cambiare il modo di vedere il mondo: basta cambiare il modo di vedere se stessi!
Quello che vedono i nostri occhi è sempre filtrato dalla patina che copre il nostro cuore. Più è spessa, e più vediamo il mondo sporco e buio. E nessuno può ripulire il nostro cuore. Nessuno può farlo al posto nostro.
Si ritengono persone sensibili perché amano gli animali, ma non sanno amare se stessi e la vita, e di conseguenza gli altri esseri umani. Forse non si tratta di sensibilità, ma di fragilità, di una vulnerabilità non accettata, dissimulata, proiettata senza presa di coscienza su animali indifesi. O di presunzione, di pretesa di riconoscimento, di accettazione incondizionata, cosa di cui gli animali sono capaci. Per questo è più facile amare gli animali. Loro ti accettano sempre così come sei.
Ma niente è dovuto. E le persone “cattive” che incontriamo, le situazioni ingiuste di cui a volte siamo spettatori impotenti, arrivano a insegnarci anche questo.
Noi non siamo animali abbandonati o rinchiusi, che devono sperare nel buon cuore di qualcuno che li salvi.
Noi siamo liberi di scegliere se rimanere chiusi nelle gabbie che ci siamo costruiti con le nostre paure, con le pretese, con le emozioni represse, o correre incontro alla vita e salvarci da soli.

Roberta

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: TEMA NATALE E STORIA FAMILIARE (seconda parte), di Roberta Turci

In questa seconda parte della conferenza, propongo un esempio di analisi astrologica trans-generazionale: la famiglia reale britannica. Trovate il video sul mio canale YouTube:

ASTRO-PSICOGENEALOGIA: LA FAMIGLIA REALE BRITANNICA (seconda parte), di Roberta Turci               

Come abbiamo visto nella prima parte (trovate il video qui), l’anima sceglie la famiglia in cui incarnarsi in base alle esperienze che ha bisogno di fare per compiere il proprio cammino evolutivo. Pertanto, l’eredità karmica familiare deve fornire all’individuo un terreno fertile per il suo processo di apprendimento.

Il karma ancestrale, che può essere ereditato attraverso i geni o attraverso l’atmosfera emozionale e intellettuale che si respira in famiglia, si combina con il karma individuale, secondo un disegno perfettamente orchestrato dall’Universo.

Con il pretesto di cercare gli indizi astrologici della catena karmica che ha attraversato le ultime cinque generazioni della famiglia reale britannica, si evidenzia l’utilità dell’interpretazione karmica di un tema natale per individuare comportamenti, ruoli interni inconsci, segreti e tabù, trasmessi di generazione in generazione senza che l’individuo ne abbia conoscenza né coscienza.

La psicogenealogia nacque con l’obiettivo di aiutare la persona a comprendere la trama della propria vita, portando alla coscienza, mediante la verbalizzazione e la contestualizzazione  personale, familiare e storica, la ripetizione di compiti incompiuti e le lealtà familiari e di gruppo invisibili e inconsce. Tuttavia, in molti casi non è possibile ricostruire la storia familiare: si pensi soltanto ai casi di bambini abbandonati, orfani sopravvissuti a catastrofi o genocidi, immigrati ed emigrati.

Con l’interpretazione dei simboli astrologici presenti nel tema natale, è possibile portare alla luce dinamiche e tematiche che costituiscono l’eredità familiare karmica, anche quando non si conoscono i fatti. Inoltre, si offre a chi non crede nella teoria della reincarnazione, una diversa chiave di lettura degli avvenimenti e dei disagi della sua vita. Consapevolezza e libero arbitrio faranno poi la loro parte, fornendo l’opportunità di spezzare la catena e cambiare gli schemi.

Analizzando i temi natali di Edoardo VIII, della regina Elisabetta, di Carlo d’Inghilterra, di suo figlio William, e del piccolo George, si possono cogliere legami invisibili trans-generazionali, che evidenziano tra l’altro il ruolo emblematico delle donne entrate a vario titolo a far parte della famiglia reale, cambiando il corso della storia: da Wallis Simpson a Lady Diana, fino a Kate Middleton, madre della generazione del XXI secolo, quella che verosimilmente ha il compito di trasformare il karma dei reali britannici.

Mi rendo conto che i video sono lunghi e densi, ma la conferenza è stata preparata per la presentazione al CIDA, quindi è rivolta a studenti ed esperti di astrologia. Se avete dubbi o curiosità, potete scrivermi al mio indirizzo mali: [email protected].

Se, come me, siete appassionati della storia della Royal Family, potete trovare sul blog l’astronellamanica, altri due articoli, uno riguardante Lady Diana, che ho scritto in occasione del ventennale della sua morte, l’altro dedicato al matrimonio di Harry e Meghan, con un’analisi in chiave evolutiva del loro incontro.

Ecco i link:

https://lastronellamanica.com/2017/08/30/lady-diana-leredita-karmica-della-regina-di-cuori-di-roberta-turci/

Harry&Meghan: l’intento evolutivo della coppia, di Roberta Turci

See you soon 😉

Roberta